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Caro Kirghizistan
25 Novembre 2010 – Bishkek (KG) – Almaty (KZ), Giorno 243, 8.30
Come mi sveglio sono dell’idea della sera prima e cioè di rimanere altri due giorni qui a Bishkek perciò appena Enrico mi sveglia, gli comunico le mie nuove intenzioni. Però poi penso che, dato che non so quanto tempo mi vorrà per evadere da Almaty è meglio che mi prendo in anticipo qui, quindi 10 minuti dopo, mentre Enrico si sta bevendo il caffè gli dico che anzi parto, e lui mi sembra, giustamente, confuso dal mio cambio repentino d’idea.
Fa frescolino fuori e sebbene la strada verso Almaty è in piano mi sa che sarà comunque abbastanza freddo quindi calzamaglia più due pantaloni, maglione e tre giubbotti. Saluto e ringrazio la coppia milanese prima di trascorrere la solitaa mezz’ora per mettere in moto Scooty.
La strada verso Almaty è segnalata bene ed è impossibile sbagliare dato che dalla Chuy prospektisi si deve fare una svolta a sinistra, poi la strada è sempre dritta. Mi ricordo che è meglio arrivare con delle tenge in Kazakhstan dato che dovrò fare benzina e non si sa mai che voglia anche concedermi un pranzo. Mi fermo da un cambiavalute appena fuori Bishkek e questo tizio di origine russa, non appena viene a sapere che sto girando in scooter in Asia centrale si emoziona e m’invita a bere un caffè con lui aggiungendo poi anche una fetta di torta. Parliamo una ventina di minuti ed è stupito che io non sia andato al lago di Issy-Kol spingendosi ad affermare che una persona che viene qui e non visita il lago e come se non sia stata in Kirghizistan.
Che i tedeschi la pensino allo stesso modo riguardo il Garda per l’Italia?
Sono piuttosto sbrigatico con il signore perchè ormai sono quasi le 10 e devo ancora seriamente dirigermi verso il Kazakhstan, quindi dopo i saluti sono in strada questa volta senza interruzioni…se non fosse che dopo 30 km c’è la dogana. Con lo scooter passo tutte le macchine con i rispettivi autisti intenti a schiacciare il clackson nervosamente ed arrivo ai controlli doganali del passaporto che si rivelano velocissimi e perdo nemmeno 20 minuti per il passaggio alla frontiera. Sono di ritorno in Kazakhstan, anche questa volta non mi dedicherò all’esplorazione di questo stato enorme (il nono al mondo per dimensione), limitando la mia permanenza ad Almaty. Di contro lascio il Kirghizistan dopo 31 giorni e come di consueto ecco la mia lettera di addio.
“Caro Kirghizistan,
hai avuto un aspetto duplice con me. Sin dall’inizio ho capito che con le tue persone la parola “favore” non esistesse e i 31 giorni trascorsi me lo hanno confermato. Nessun kirghizo mi ha aiutato e quando è accaduto sono poi venuto a sapere che erano misti con qualche altra nazionalià (coreani, uzbechi). L’atmosfera delle tue città del sud, Osh e Jalalabad in particolare, per quanto non fosse pericolosa, è stata sicuramente di tensione; ho parlato di diffusa auto-distruzione presente nell’aria dal qualsiasi cosa dato alle fiamme, all’eccessivo uso di alcohol alla sensazione d’insicurezza che ho provato camminando di sera per le città.
Poi è arrivata Bishkek, dove di kirghizi ne ho conosciuti nemmeno uno bensì una congrega d’italiani espatriati qui, chi per volontà chi per caso, ed insieme a loro altri stranieri. La tua capitale è molto diversa dal resto delle tue città avendo un’aria di chi vuole diventare internazionale ma non ne ha i mezzi (economici?). Ecco perchè se un giorno decidessi mai di studiare il russo verrei qui: pratiche burocratiche relativamente semplici, belle ragazze a go-go e costo della vita piuttosto basso.
Di contro posso dire che la mia visita al tuo territorio si è limitata al minimo indispensabile causa meteo e strada dissestate al di fuori della principale, Osh-Bishkek. Tante cose mi sono perso e chissà che un giorno io abbia l’occasione di tornare per vedere se c’è diversità.
Ricordo le autoritàà cinesi negarmi l’accesso e la successiva lunga permanenza in esilio al passo di Irkeshtam.
Ricordo la negatività di Osh, sensazione trasmessomi troppo bene…
Ricordo un mese di sedute in bagno con frequenza anomala.
Ricordo il camionista trasportarmi a Sary Tash guardarmi in modo strano quando gli ho chiesto quanti soldi voleva.
Ricordo Enrico loves Fede, Fabrizio de Agusta, Chiara la vice-president, Walter lo chef-ginecologo e Gherardo il faccendiere per avermi fatto partecipe del loro piccolo angolo d’Italia, 6000 km più a est.
Ciao”
Appena entro in Kazakhstan ho i cartelli incoraggianti con un distanziale piuttosto fattibile considerato che sono nemmeno le 13. Ho corso poco questo mese però ogni volta che salgo in scooter e mi trovo di fronte a rettilinei con panorami noiosi come questi inserisco il celebre pilota automatico e lascia che la mia mente mi trasporti dove vuole. Se non fosse che ho un freno inibitore fisico ossia il freddo siberiano tanto che metto su un altro paio di pantaloni (e siamo a quota 4) ed un altro maglione, ma ciò non risolve molto perchè il freddo s’incunea dalle scarpe gelandomi i piedi e poi propagandosi verso l’alto.
Arrivo nella cintura esterna di Almaty verso le 17.30 quando il sole è appena tramontato però girare per la città è di una semplicità come poche altre città: in tutti gli incroci con semaforo (in 5 km ne ho contati 16) ci sono i tabelloni in alto che indicano su che via si arriva svoltando a destra o sinistra, senza dover mettersi a allungare la vista per leggere microscopiche placche. Arrivo a circa 200 metri dalla casa di Alexei, il ragazzo di couchsurfing che miospiterà qui ad Almaty, e poi lo chiamo facendomi prestare un cellulare da un tizio a caso. Alexei arriva dall’alto dei suoi due metri di altezza: è americano ma i suoi genitori sono greci e questo fattore ha un che di mediterraneo nel suo modo di comportarsi. Lavora nella migliore università del Kazakhstan, la Kimep specializzata in business & management e tutti i corsi vengono tenuti in inglese.
Anche se sono stanco accetto di andare con lui ad una presentazione di una galleria d’arte dove lui incontrerà dei suoi amici di mezza età; non c’è da pagar ingresso ed il buffet a base di sushi ed altre prelibatezze è straordinario pertanto il banchetto mi trattiene più delle foto, in mia opinione, di modesta qualità. Tutte le altre persone hanno un che di borghese e le macchine fuori confermano ciò e noi siamo i più giovani con un divario di almeno 15 anni dal resto delle persone.
Alexi mi spiega che occasioni come queste a New York c’è ne sono a bizzeffe ma che come al solito quando si vive in qualche posto si tende a cogliere meno le opportunità, mentre quando ci si trova in altro contesto e si sa di per certo che quella è l’unica chance allora ci si costringe ad andare. Dopo aver mangiato ad ingrasso ed aver discusso con un baffetto tanto manager quanto ubriaco riguardo i vari tipi di cavalli, c’incamminiamo verso casa con Alexi che mi fa fare un breve tour completo di descrizione di alcune highlight di Almaty.
Km. percorsi oggi: 242 Km.
Totale km GWR: 12441,29 Km Totale km da inizio viaggio: 16079 Km
Il Kirghizistan dall’elicottero
24 Novembre 2010 – Bishkek (KG), Giorno 242, 7.30
Sveglia prestissimo dato che andrò insieme con Fabrizio e Sandro in aeroporto per poi partire in elicottero con loro. Il loro hangar si trova ben poco distante dall’aeroporto Manas che è sia civile sia militare, con un’enorme parte occupata dal contingente americano. Sarà la mia prima volta in elicottero e già quando sono nell’hangar sono emozionato a vedere questo bolide della Agusta-Westland con 15 posti e seguo con attenzione Fabrizio mentre fa i controlli di routine pre-partenza e mentre m’illumina con descrizioni precise ed accurate dei componenti del velivolo.
Verso le 9 siamo tutti pronti per partire e mi colpisce il numero dell’equipaggio: pilota, apprendista pilota, meccanico, navigatore e benzinaio più quattro persone come passeggeri aggiunti, due dei quali verranno lasciati a Naryn. Il decollo è strano, abituato ormai al decollo diagonale degli aerei mentre l’elicottero dal posto si alza in volo per poi lanciarsi veloce verso le montagne. Il gps mi dice che ci muoviamo ad una velocità quasi sempre sopra i 250 km/hr in direzione sud-est e che il pilota automatico non erra assolutamente essendo la traccia dritta come un piombo. In nemmeno 45 minuti arrivamo a Naryn dopo essere passati sopra la parte centrale delle montagne della catena montuosa del Tian Shan, che mi sorprende per la scarsa presenza di neve, nonostante io mi aspettassi metri di polvere bianca. Nella città che riesco a vedere solo che dall’alto stanno preparando la costruzione di una filiale della “università dell’Asia centrale” sponsorizzata dall’Aga Khan. Come mi conferma Sandro, per qualche ragione lo obbligano a volare altissimo infatti siamo quasi sempre a 4000 metri s.l.m. anche quando le montagne sono un migliaio di metri più sotto, quindi l’effetto talvolta a simile a quello di un’aereo.
Il volo di ritorno induce sonnolenza in praticamente tutti coloro a bordo tranne (spero) i due piloti dovuto all’elevata altezza di viaggio e quando arriviamo di ritorno a Bishkek, Fabrizio e Sandro devono solo sbrigare alcune pratiche di routine prima di dirigerci per pranzo dal solito Walter. Mi sorprende vedere che il ristorante è completamente pieno, quello che mi sorprende meno è che sono tutti incravattati, visto che il costo è medio-alto. Walter è stressatissimo per il banchetto che deve preparare questo pomeriggio nell’ambasciata svizzera ed è talmente di fretta che quando chiede a Fabrizio un passaggio per portare nel cassone del pick-up tutto il materiale, si “dimentica” di farmi il conto…
Gli do una mano a scaricare tutta la roba prima che mi lascino a casa di Enrico dove c’è Gherardo, la persona proprio che cercavo. Come ho già detto non mi dispiacerebbe tornare a Bishkek magari per fare un corso di russo di un paio di mesi così mi informo su quanto sia facile fare import dall’Italia di qualsiasi merce e la sua risposta è molto chiara: mi dice che qui non c’è molto spazio per la merce di qualità essendo il mercato invaso da cineseria del tipo più economico, appunto per poter incontrare la spesa del kirghizo medio. In Kazakhstan, specialmente ad Almaty è il completo opposto, infatti molti italiani lavorano nel centro economico kazako come importatori.
Alle 17 vado a prendere il passaporto con l’estensione del visto kirghizo tra un insulto e l’altro nel vedere 5 segretarie lavorare nelle stesse carte invece che essere ognuna al proprio posto ed evadere più pratiche. Alla sera ultima cena con la coppia milanese e quando vado a letto penso “Ma perchè non sto qualche giorno in più qui a Bishkek? Potrei stare altri due giorni in ostello prima di dirigermi verso Almaty…”.
La decisione finale la prenderò l’indomani mattina.
Km. percorsi oggi: 0 Km.
Totale km GWR: 12224,89 Km Totale km da inizio viaggio: 15837 Km
Offroad pomeridiano
21 Novembre 2010 – Bishkek (KG), Giorno 239, 9.30
Pranzo di mezzogiorno in semi-famiglia con la congrega degli italiani dall’ormai celebre Walter, dove ormai sono di casa. Anche di domenica è possibile avere il menù fisso quindi vado di carpaccio di vitello e poi penne al ragù d’anitra, un po’ deludenti a dire il vero e gran finale con tiramisù che è penalizzato dal fatto che non ci sia mascarpone, che qui è introvabile ed al suo posto invece ci sia della crema fatta in casa.
A pranzo c’è anche Fabrizio, che di professione fa il meccanico di elicotteri e una ragazza ebreo-armena di nome Maria, che ha come peculiarità due occhi di un azzurro incredibile. Ieri si parlava della possibilità di andare a fare paintball oggi però purtroppo l’unico posto dove è possibile farlo è prenotato fino a mezzanotte (?!) quindi variamo il programma e con il Toyota Hilux pickup 4×4 di Fabrizio facciamo un escursione nelle montagne poco distanti da Bishkek.
Guida come un forsennato e nei posti dietro io, Chiara e Maria rotoliamo come degli scemi per le buche e le curve fatte a velocità folle. Non è una bellissima giornata e quando arriviamo ai piedi dei monti capiamo che la visuale sarà molto limitata causa la foschia che c’è. Prendiamo uno sterrato che quindici giorni prima aveva obbligato Fabrizio ad usare il verricello perchè il fango lo aveva fatto infossare, però oggi il manto stradale è ghiacciato a sufficienza quindi è piuttosto compatto.
Il grigiore della giornata non dà il giusto credito ai paesaggi che incontriamo e mi posso immaginare le stesse zone coloratissime in piena estate con le vallate abitate da decine di yurt, le tende dei nomadi kirghizi.
Ci fermiamo in un ristorante nella località chiamata 12 camini per via delle torri posizionate lungo il fiume. Questo ristorante non ha nulla da invidiare alle trattorie italiane di montagna e dentro è arredato splendidamente con numerosi animali imbalsamati, pelli di furetto, orsi e il salone centrale ha un accogliente camino centrale che riscalda l’intera stanza. Chiaramente un ambiente così bello ha il suo ritorno con dei prezzi abbastanza alti ed il dessert che io e Chiara prendiamo insieme, ossia della frutta caramellata preparata al flambè davanti di noi con del gelato costa circa 14€…
Mentre siamo a tavola Fabrizio mi spiega che martedì volerà con l’elicotter a Naryn, nel centro-est del Kirghizistan per portare delle persone che hanno fatto richiesta ed io, chiedo se c’è un posto in più anche per me. Non è sicuro e dovrà controllare con la segretaria però domani mi farà sapere, anche perchè la mia intenzione era di andarmene da Bishkek proprio martedì.
Una bella giornata (malgrado il tempo) di vita di tutti i giorni e nonostante io sia qui solo da 10 giorni, mi sento sempre più come fossi qui da molto di più o come se dovessi rimanere qui a lungo. Chissà…
Km. percorsi oggi: 0 Km.
Totale km GWR: 12224,89 Km Totale km da inizio viaggio: 15837 Km
Il villano
18 Novembre 2010 – Bishkek (KG), Giorno 236, 10.00
È arrivata Chiara oggi e quando mi alzo dal letto sta sfacendo la valigia, con delle borse agli occhi formidabili causa il viaggio in aereo da Tashkent che ha dovuto fare di notte e i disguidi soliti all’aeroporto. Io invece mi sono svegliato tardi e devo arrivare il prima possibile all’ambasciata kazaka che chiude a mezzogiorno.
C’è una fila di 50 persone davanti a me però fortunatamente vedo che sono svelti a svolgere le pratiche i ragazzi allo sportello e quando tocca a me, chiedo se è possibile entrare fino alla regione di Almaty con il visto kirghizo, come letto dal sito del ministero degli affari esteri kazako. Purtroppo mi serve un visto con la doppia entrata in modo che entrambe le dogane al confine possino affigere i rispettivi stampi, di conseguenza a me non rimane altro che fare un nuovo visto kazako che però non potrò ricevere prima di lunedì sera. Per completare le pratiche del visto mi serve una fotocopia del passaporto e del visto kirghizo e siccome mancano 15 minuti alla chiusura, corro fuori e prendo un taxi per la copisteria che sta a 200 metri dall’ambascita; arriviamo, faccio la copia, ritorniamo ed il tassista mi chiede 200 Som (3,5€), la cifra con il quale potrei fare 15 km. Gli butto 50 Som, il minimo che rispetta anche la distanza che abbiamo fatto e mi precipito dentro in ambasciata che però ora vuole la ricevuta bancaria del pagamento del visto, che mi autorizzano a portare domani.
Quando esco il tassista mi viene incontro mi ridà indietro i 50 som e mi dice “Tu non sei una persona, quindi non voglio i tuoi soldi”. Rimetto i soldi in tasca pazientemente ed in russo gli dico “Con quei soldi faccio 50 volte la strada, capito, ladro di merda!”.
Ancora una volta in questo stato incontro feccia, feccia che è talmente abituata a rubare per prendersi da guadagnare che gli è diventato normale e gli è plausibile l’arroganza.
Solo una cena dal Walter riesce a farmi passare l’incazzamento di questo incontro che rimane tutto al giorno misto ad una certa intolleranza ai kirghizi. Cosa meglio di cibo 100% italico come lasagne e panna cotta alla fine, fatta da chef Walter perchè qui non ci sono gli ingredienti.
Km. percorsi oggi: 0 Km.
Totale km GWR: 12224,89 Km Totale km da inizio viaggio: 15837 Km
Italianesimo
16 Novembre 2010 – Bishkek (KG), Giorno 234, 9.30
Il sole fuori mi richiama come un magnete ad andarmene in giro per la città daltronde è giorno di festa kirghisa, essendo 60 giorni dalla fine del Ramadan, e qui in Kirghizistan quando c’è da far festa millantano religione ed alzano il bicchierino di vodka. Tutto si mischia; tradizioni, etica pseudo-religiosa e gonne corte invadono le strade e quando la sera io ed Enrico andiamo da Walter a mangiare, c’è la folla in piazza. Sono terminati i veli a coprire il capo per le donne, sostituiti da russe gambe lasciate in piena (e giusta) vista, accompagnate talvolta da stivali a mezza gamba e coprispalle in pelo a creare una sorta di pelle d’oca.
La città è molto verde ed i viali sono quasi tutti alberati dando una equa sensazione di trovarsi in una città vivibile quanto piccola e giovane, contrariamente alle sue responsabilità di capitale. Ritrovare poi un pezzo d’Italia emigrata è una piacevole esperienza che allarga il mio bagaglio di conoscenze sotto diversi punti di vista, partendo dalle mille avventure di Giorgio Cinquemogli, nomignolo affibiato non a caso, ai piloti di elicottero e le varie regole di accesso per entrare nei paesi circostanti il Kirghizistan (si, ho chiesto di venir paracadutato in Cina con lo scooter…) alle analisi finanziarie dei mercati dell’Asia centrale ed africani.
Km. percorsi oggi: 0 Km.
Totale km GWR: 12224,89 Km Totale km da inizio viaggio: 15837 Km
Seconda visita all’ospedale
15 Novembre 2010 – Bishkek (KG), Giorno 233, 8.30
Risveglio al terrore con un dolore allo sterno molto fastidioso e l’impossibilità di compiere respiri completi. “Ma che cazz…?” e sedendomi sul letto non cambia nulla e un po’ il timore che sia una cosa di strana mi mette in uno stato di agitazione ed i respiri diventano metà ed anche stentati.
Non mi è mai successa una cosa simile e mi preoccupo: non riesco a respirare bene, la dissenteria fino al giorno prima mi forzava a timbrare con irregolare regolarità e, new entry, ho mal di gola e raffreddore. Oggi però è anche l’unico giorno che l’ambasciata kazaka è aperta per fare il visto altrimenti devo aspettare fino a giovedì. La preoccupazione che la mia salute stia troppo complessivamente degenerando ho il sopravvento e decido di chiamare Walter che essendo residente qui da 10 anni dovrebbe conoscere un medico che parli inglese. Il dilemma è che domani è festa nazionale e oggi gran parte delle persone fanno ponte quindi è difficile trovare qualcuno disposto a lavorare e dopo un paio di chiamate da parte della segretaria del console italiano, trovo Diana, una dottoressa che parla benissimo inglese. L’esito è che probabilmente sono stato deabilitato dalla dissenteria e le difese immunitarie siano state particolarmente deboli: il mal di gola preso in scooter (quando imparerò che cantare in scooter non è il massimo) si è quindi propagato creando un irrigidimento delle fasce muscolari sotto sterno, perchè a suo giudizio i polmoni sono liberi ed è cio che mi rassicura.
Trasferisco tutta la mia roba dall’ostello-ospedale alla casa di Enrico che gentilmente si è offerto di ospitarmi per i miei giorni bishkekkiani sicuramente fino a quando la sua fidanzata Chiara tornerà, ossia giovedì. Non mi sento tanto in forma e la bosa di medicinali che Diana mi ha consigliato di prendere assomigliano di più a dei pasti chimici veri e propri. Quindi stand-by per il resto della giornata con funzionalità attive ridotte al minimo per recuperare un po’ di smalto.
Km. percorsi oggi: 0 Km.
Totale km GWR: 12224,89 Km Totale km da inizio viaggio: 15837 Km

