Articoli marcati con tag ‘vino’
Elucubrazioni bevandoliche
06 Settembre 2010 – Khiva (UZ), Giorno 163, 9.30
Lunedì mattino. Khiva quando vado fuori, è pigra, oltre ad una coppietta in preda a delle smancerie non c’è quasi nessuno nel centro storico. Anche il bazaar è fiacco, con solo un paio di banchetti a tener vivo l’ambiente in quello che è di solito un luogo caleidoscopico di frutti, accessori utili ed inutili, porcate, ferri arrugginiti e, qualche volta, proprio quella cosa che mai avresti detto essere in grado di trovare.
Io molto più semplicemente sono alla ricerca di qualcuno che mi cambi dei dollari in som, non perchè abbia finito quelli di venerdì, bensì perchè mi piace avere la mazzettona enorme di soldi che equivalgono a carta igienica, se presi singolarmente. Non trovo il tizio che mi cambio l’altro giorno, però mai paura basta chiedere ad una persona a caso ed ecco emergere subiti due cambisti: il primo mi offre il cambio a 1$=1000 Som e gli rispondo con un ghigno dicendogli se pensa che sia stupido o cosa. Mi dice che meglio non può farmi ed io già non volevo fare affari con qualcuno che è talmente irragionevole nel proporre una prima offerta. Di là, il secondo tizio mi chiama è raggiungiamo l’accordo a 2150 anche se mi sa che avrei potuto spingere più in alto: questo significa che una bottiglia da un litro di Coca Cola, la pago 0,19€!
Il riferimento non è causale: purtroppo io odio profondamente la Coca-Cola come bevanda ed evito anche qualsiasi cosa sia stata acquisita dalla azienda, come boicottamento di un’impresa che ha prodotto questo diluito zuccheroso, più nocivo addirittura degli superalcoolici, in mia opinione. Non è da sorprendersi che il long drink più famoso in UK e nelle discoteche sia Coca-Cola e vodka o qualche Rum industriale, il cui effetto combinato è di una nocività paurosa. Se fosse per me scarichi di fogna come la Coca-Cola, Pepsi, Red-Bull, bevande energetiche varie dovrebbero anche loro essere sottoposte al monopolio, in quanto sostanze pericolosamente danneggianti e dopo i danni dentali (lo smalto dentale viene tolto che è un piacere), obesità e problemi gastrici vengono scaricati sulla sanità pubblica.
A Treviso un tempo avveniva annualmente verso ottobre una manifestazione chiamata “Ombralonga”, una sorta di tour a tappe nelle osterie per completare il percorso stabilito bevendo in ognuna un calice di vino. Molti ragazzi utilizzavano questo evento per balle memorabili e le osterie per scaricare il vino vecchio o sicuramente quello meno pregiato. Per quanto fosse una festa poco ortodossa, terminata due anni fa dopo che un ragazzo è rimasto secco cadendo sui binari poco prima che un treno arrivasse travolgendolo, era sicuramente un inno ad un prodotto naturale, caratteristico della zona ed acclamato in tutto il mondo. Certamente alcune modalità sarebbero andate riviste (il tour a tappe significa voler far raggiungere ubriachezza) e avrebbe dovuto venir controllato meglio [autorità (non-acab) per evitare che persone bevute si mettessero alla guida], però se a Monaco hanno l’Oktoberfest in Italia non si riesce a fare un evento simile con il vino?
Allego il video dell’intervista fatta venerdì al Geco di città.
Km. percorsi oggi: 0 Km.
Totale km GWR: 8159,59 Km Totale km da inizio viaggio: 11566 Km
Vino…?
11 Agosto 2010 – Verona (GE) – Telavi (GE), Giorno 137, 8.00
Pascolano vacche e le urla dei pastori mi svegliano che sono le 6, come di consueto quando dormo in tenda. Ho riposto la tenda e quando sono quasi pronto per partire le due belle sorelle mi vengono a chiedere se voglio fare colazione, quindi mi spoglio del mio vestiario protettivo e mi lancio in una mangiata mattutina che poco differisce dalla cena della sera prima.
Mi rompe le palle rimettermi sulla strada mega-polverosa della sera prima però se voglio andare avanti non c’è altra soluzione. Altri 30 km di strada bianca, dove di nuovo mi copro di polvere e quando vedo finalmente l’asfalto noto sulla destra un pick-up con cellula che ho ormai ho imparato a riconoscere essere di provenienza quasi esclusivamente tedesca o italiana. Sono una coppia aostana, Loris e moglie, e mi faccio dare delle informazioni riguardo l’Azerbaijian dato che loro tornano da lì, dove hanno speso una ventina di giorni. Dopo aver avuto determinati fatti nella loro vita che gli ha fatto aprire gli occhi, hanno deciso di lavorare 6 mesi all’anno e gli altri 6 mesi viaggiare dove vogliono con il mezzo camperizzato. Sono molto cordiali e li ascolto interessato raccontare le loro vicende di viaggio azere e di altre escursioni compiute nella loro vita, come aver speso un anno in giro in Australia, essere andati in Asia centrale (mi danno informazioni riguardo i vari stati) e mi spiegano come agire quando mi chiedono tangenti.
Prima di salutarli mi regalano una borsa impermeabile della Orlieb che mi sara utilissimo per mettere il sacco a pelo e il materasso sulla coda dello scooter, dato che non ho più il peso del bauletto a creare problemi, un cappello degli alpini che mi tornerà utile quando sarò nelle montagne ed una confezione di carne sottovuoto chiamata “pendoli” e fatta a Longarone.
Telavi è piccolissima ed immersa in un contesto vinicolo che è completamente diverso allo spettacolo collinare italiano o francese. I vigneti hanno i passaggi tra un filare e l’altro con erbacce alte tanto quanto le piante d’uva, nessun tipo d’irrigazione artificiale e pure il posizionamento dei vigneti in sè mi lascia perplesso. Ed io che pensavo di svaccare in qualche terrazza con vista rilassante su distese di vigneti…
Per 20 Lari trovo un posto perfetto che include anche la cena entro il prezzo: parcheggio le borse laterali e nel pomeriggio vado in scooter a fare un escursione della zona del vino. Lo spettacolo non cambia rispetto a ciò che ho scritto sopra e pure la cantina più grande della Georgia, Badagoni, non ha ne orari di visite ne qualcuno all’entrata al quale posso chiedere di far visita alla cantina. Continuo quindi sulla stessa strada verso il monastero di Alaverdi che però sta venendo ristrutturato quindi l’imponente struttura è deturpata dalle impalcature e dentro non è all’altezza delle dimensioni, che mi facevano presumere essere un sito interessante. Nemmeno 10 minuti per guardare ed andarmene, sembra stia in corsa per arrivare da qualche parte però a dire il vero l’unico appuntamento che ho è con Eto per cena.
Questa zona della Georgia è molto diversa dal resto del territorio: le persone sono più schive e sono meno propense ad intavolare una discussione, seppur conversazionale e di cortesia.
A Telavi oltre al castello nel quale bisogna pagare l’ingresso non c’è molto e la serata la trascorro in un internet cafè. Sto cercando di acquistare qualche libro in italiano di scrittori italiani e mi sa che questa sarà una missione impossibile.
Km. percorsi oggi: 106 Km.
Totale km GWR: 6315,69 Km Totale km da inizio viaggio: 9648 Km
L’oasi nel deserto
10 Agosto 2010 – Gardabani (GE) – Verona (GE), Giorno 136, 7.30
Guardare fuori dalla tenda e vedere il nulla in ogni direzione è impagabile, specie quando sono costretto ad interrompere il sonno prima del solito, causa il caldo. Le praterie di niente mi rilassano ed impiego il mio tempo per piegare la tenda, riporre tutto con ordine nelle valigie laterali, miei unici alloggiamenti rimasti per tutto l’occorrente del viaggio. Ora sono leggero, ho poco da portare, poco da aggiungere in corsa purtroppo però aver ridotto all’osso l’equipaggiamento renderà alcune virgole del viaggio meno grammaticalmente corrette, in un contesto talmente straordinario che le rende inezie.
Vado per altri 15 km di sterrato prima di arrivare ai piedi del monastero di Davit Gareja, costruito qui in mezzo al deserto per apporre una oasi paradisiaca in un posto figurativamente maligno. Appena arrivo Mario e Nick mi chiedono da dove provengo e domande varie: Mario è il tour leader di un gruppo di signori da Hong Kong in visita nel Caucaso mentre Nick è la
guida georgiana del posto. Siccome la visita guidata sarà in inglese mi invitano ad unirmi a loro, cosa che faccio, in modo da poter ottenere più informazioni sul sito. Sto con Nick che molto presto “dimentica” il suo ruolo di guida turistica per il gruppo e dice a me i dettagli sul sito e da lì divergiamo a parlare anche della vita privata di entrambi. Dopo aver vissuto per del tempo in UK, Nick ha trovato questo lavoro come guida che però dopo tre anni lo ha logorato e quindi a breve punta a ritornare alla sua professione di PR. Entrambe le guide sono effeminatissime sebbene Mario sia sposato e Nick talvolta parli di donne.
Faccio la conoscenza anche della ragazza più bella del gruppo proveniente anch’essa da Hong Kong e mi spiega che dove lavora molti dei suoi clienti sono italiani, stato nel quale è stata più volte e che le piace molto (“Sono stata in Italia: Venezia, Roma, Firenze…”).
Il sito in sè, molto decantato dalle guide turistiche, non mi colpisce molto e quando arrivo giù al monastero, peccaminoso nell’aver i pantaloncini corti, mi viene vietato l’ingresso nella chiesa. Mangio con la comitiva dato che si sono portati dietro una quantità industriale di cibo e poi mi metto in carreggiata verso Telavi. Per arrivarci seguo verso Tbilisi e poi la strada che a destra porta alla città capoluogo della regione del Kakheti, è interrotta pertanto devo prendere una deviazione. La strada non è male se non fosse che è tutta bianca e ci sono un altissimo numero di camion che passano quindi dopo una quarantina di km ho un dito di polvere su tutti i vestiti.
Mi serve assolutamente trovare una fontana dove risciacquarmi dato che le gambe sono piene di polvere ed anche il viso non scherza. Prendo una piccolissima stradina dal fondo fatto di pietroni in modo da andare distante dalla strada ed avere un raggio precautivo entro il quale la polvere non arrivi. Chiedo a due ragazzi se posso mettere la tenda in un campo che vedo recintato e loro annuiscono. Piazzo la tenda e non appena ho finito mi chiedono se voglio mangiare qualcosa: l’illuminazione nella casa è a candela e utti i prodotti sono casalinghi, il latte, lo yogurt, le patate, i pomodori, il burro, il pane. La sorella minore ha inoltre preparato il mio dolce armeno preferito il cui nome pare essere ideali.
Le due ragazze, cugine del ragazzo con il quale ho parlato all’inizio che è qui in vacanza, sono gentilissime e la più piccola è anche molto carina e siccome parla un pochettino d’inglese è colei con il quale dialogo. Vivono con la madre ed un fratello e tuttii e quattro lavorano in casa, chi con gli animali, chi a cucinare, chi a tagliare il fieno per l’inverno.
Finito di cenare parlo di alcuni discorsi semplici, entro le capacità comprensive della donna, e poi quando vado a dormire in tenda sento che in coro cantano delle canzoni georgiane.
La vita semplice della campagna.
Km. percorsi oggi: 142 Km.
Totale km GWR: 6210,09 Km Totale km da inizio viaggio: 9542 Km
Scooty ancora con le ossa rotte
06 Agosto 2010 – Tsageri (GE) – Kutaisi (GE), Giorno 132, 6.30
Mariami mi sveglia verso le 6.30 dato che oggi devo fare un casino di strada. Un caffè veloce, saluti sentiti verso la famiglia, scambio di contatti e recapiti con Mariami che invito a venire a farmi visita quando sarò tornato, lei che lavora a Bari.
Ieri pensavo di essermi scrollato di dosso le strade bianche piene di buche ed invece no: tra Tsageri e Kutaisi la strada è in gran parte in fase di livellamento, però ora è ancora impossibile guidarci in scooter a più di 30 km/hr. La fretta di arrivare a Tbilisi mi fanno compiere un malanno piuttosto considerevole: il solito bauletto posteriore oscilla come non mai, conseguenza del fatto che gli incastri si sono lascati con il tempo e l’usura. Quando mi fermo a fare rifornimento nella seconda città georgiana più grande, noto la posizione anomala della valigia posteriore, troppo inclinata verso il basso ed appena provo a vedere se è ancora salda, capisco invece che il telaio si è rotto di nuovo.
F**k a+ò§é.è+rgggggggggggggggg
Prima considerazione a freddo: oggi non arriverò mai a Tbilisi.
Seconda considerazione: devo trovare qualcuno che mi saldi il telaio per la seconda volta dopo la riparazione effettuata a Bodrum.
Terza considerazione: io ed il bauletto dietro dovremo andare per vie separate.
Il benzinaio mi dice che 40 metri prima c’è un officina dove eseguono anche saldature e quando arrivo lì, avvolto nei miei pensieri, vengo circondato da una decina di persone che si mettono a farmi le domande più disparate.
Dubito si siano mai trovati in uno stato nel quale non conoscono la lingua nella stessa situazione.
Taglio corto e gli dico che smonterò io tutto e loro dovranno fare la saldatura. Sempre circondato da persone inizio a smembrare la parte dietro di Scooty e qualcuno di loro mi dà una mano. L’operazione in sè è abbastanza veloce ed in tre ore lo scootter è smontato, saldato e rimontato tutto assieme ed alla fine sono lercio, stanco e cosciente del fatto che non arriverò nella capitale oggi, rimando il mio arrivo a domenica e trascorrerò questi giorni sulla via verso Tbilisi.
Chiedo a coloro che mi hanno aiutato ad aggiustare Scooty se conoscono un B&B a Kutaisi, così posso andare a visitare il monastero di Gelati che dista solo 15 km. Un tizio mi dice un posto dove a quanto pare posso trovare anche prostitute e quando gli spiego che la cosa non m’interessa, mi offre di stare a casa sua. Questo mi garba meglio e lo seguo in scooter dietro al suo furgoncino fino a casa sua, dove vive con la figlia che ha pressapoco la mia età ed è timidissima a parlare inglese, nonostante se la cavi anche benino. Arriva un ragazzo di circa 28 anni e sua madre che parla perfettamente italiano, poichè fa la badante in quel di Firenze, quindi lei traduce la storia della mia vita ai due uomini. Quando se ne va incomincia il turnover bicchieri pieni-bicchieri vuoti di vino georgiano bevuti in stile sakartuelo, e in nemmeno 1 ora e mezza vedo tre bottiglie da litro vuote, cibo spazzolato dalla tavola ed è il massimo che riesco a vedere. Il senior capisce la mia situazione disgraziata e mi dice di andare a dormire di sopra per un paio di ore…
Tre ore dopo sono sciolto in sudore dal caldo e dal vino però sto bene, visto che qui non usano solfiti, responsabili dei mal di testa post-sbornia. Dico al mio ospitante che andrò a Gelati in scooter ma lui si offre di portarmi, quindi andiamo assieme in quella che si rivelerà una vera e propria highlight della Georgia. Il monastero di Gelati m’impressiona per la sua arte rimasta incantevole nonostate sia stato costruito nel 1100 da “David il costruttore”. Al ritorno ceniamo a base di arbus (anguria) e poi mi metto a letto in una Kutaisi umidissima e piena di zanzare.
Km. percorsi oggi: 71,7 Km.
Totale km GWR: 5735,59 Km Totale km da inizio viaggio: 9068 Km
Etvard, the bluesman
02 Agosto 2010 – Lakhamula (GE) – Mestia (GE), Giorno 128, 7.00
Non so se per un fattore “lost in translation” oppure perchè effettivamente così voleva, ma Misha alle 7 mi bussa alla porta per darmi il buon risveglio. Io sono incagnatissimo però mi alzo comunque, non so bene se il padrone di casa debba andare a lavorare o meno; ad aspettarmi ci sono i soliti, fedeli, ormai persino prevedibili cetrioli e pomodori con il formaggio magro, pane e caffè alla turca.
Misha ha problemi al ginocchio e mi chiede consigli su quale sia quella giusta delle tre pomate che è in possesso: sono tutte anti-prurito o escoriazioni quindi gli cedo due bustine di Ipobrufen, nel caso i dolori diventino insopportabili.
Lascio Misha dopo aver spinto lo scooter su dalla salita che mi separa dalla strada principale e poco fiducioso nell’arrivare a destinazione con così poca benzina, mi dirigo comunque e si vedrà cosa succede. Finisco la benzina una prima volta vicino ad un bus in sosta e dopo che ho riposto tutte le cose sullo scooter per lasciarlo lì ed andare con il bus fino a Mestia, l’autista mi chiede se voglio un litro di benzina, che risucchia dal serbatoio con una cannetta. Temo che un litro non sia sufficiente però non vuole darmene di più e nemmeno accetta i soldi che gli avanzo come ringraziamento.
Puntualmente a 3 km da Mestia finisco di nuovo la benzina e mentre sono a bordo strada passa un’auto pianissimo, così li fermo e gli chiedo se possono darmi un passaggio fino a Mestia per prendere un litro di benzina e questo incontro si rivela essere l’evento della giornata. A bordo ci sono Dima, originario di Poti e qui in vacanza con la famiglia, Etvard, svanetiano doc, il figlio di Dima ed un altro ragazzino e nonostante si debbano fermare prima di Mestia mi portano fino al distributore e poi indietro.
Mi chiedono dove pernotterò e al mio boh mi offrono di mettere la tenda nel giardino della casa di Etvard ed accetto. Nella casa incontro anche Georgi, amico di Dima e qui in vacanza poichè la mogli è orginaria del villaggio: Georgi, Dima e rispettive famiglie sono testimoni di Geova e quando mi chiedono se voglio andare al museo dove sono esposte foto di Svaneti del 1890 fatte da un’italiano, durante la camminata parliamo di Dio e della loro interpretazione e visione religiosa. Dima lavora a Poti come controllore dello spostamento di piastrelle che arrivano via nave al treno e deve garantire che gli operai che con i muletti ed attrzzi vari eseguano il lavoro in modo corretto, di conseguenza lavora 4-5 giorni al mese prendendo uno stipendio pieno.
Oggi c’è qualche sorta di festività qui a Svaneti ed il museo è chiuso e pensiamo che non sia nemmeno una buona idea andare a rompere le scatole a qualcuno per entrare in una delle torri che contraddistinguono la zona. Lungo il tragitto ci fermiamo ad attingere l’acqua dalle fontanelle a bordo strada che sgorgano acqua minerale con bollicine incluse che è un vero spettacolo da bere.
Fino a 10 anni fa questa regione era off-limits per i turisti, in preda ai banditi e, poichè la strada era ancora più malmessa di oggi, color del posto spendevano molto tempo a bere e non erano rari gli accoltellamenti in seguito a banali liti. Quattro anni fa Sakastshvili ha mosso addirittura l’esercito per bonificare l’area dal banditismo ed ora è totalmente sicuro viaggiare qui.
Per pranzo mangiamo il khachapuri locale,il kubdari contenente al suo interno carne invece che formaggio e non è che mi piaccia un granchè, forse perchè comincio ad averne abbastanza del khachapuri in generale…Georgi vuole assolutamente farmi apprezzare il vino georgiano e me ne fa bere una quantità inusuale per me (1 lt), rallentando il mio ritmo biologico per il resto della giornata.
Etvard ed il figlio suonano rispettivamente chitarra e piano e suonano un paio di classici rock e anni ’60 prima che di trasferirici fuori a giocare a calcio. Alla sera concludiamo tra chiaccherate di musica e canzoni cantate ad improptu.
Km. percorsi oggi: 32,3 Km.
Totale km GWR: 5514,49 Km Totale km da inizio viaggio: 8827 Km
Addio alla famiglia di Adigeni
29 Luglio 2010 – Adigeni (GE) – Bodzauri (GE), Giorno 124, 9.30
A svegliare me e Beqa è Kiraly che è stato chiamato al lavoro nonostante sia in ferie perciò è venuto a salutarmi dato che poi non ci vedremo. Ad attendermi poi c’è la nonna di Beqa che non appena ci vede in vita inizia a spadellare di gran lena la colazione.
Incontriamo poi gli altri ragazzi e sembra ci sia un collettivo inizio della giornata in slow-motion, causa il caldo anche di mattina presto. Mi propongono di andare al fiume però declino il loro invito altrimenti so che poi finisce che nemmeno oggi me ne vado.
Preparo tutti i bagagli e prima di partire ho modo di sfidare Mary e Beso a nardi ed il mio modo di giocare, basato sull’istinto ed una tattica anomala rispetto allo stile che gli viene insegnato, mi permette di vincere.
Saluto i ragazzi che m’invitano a tornare a trovarli in qualsiasi momento e Beqa dice una frase che mi fa molto piacere “Claudio, mi raccomando, non dimenticarci”.
Ricordo tutte le persone incontrare durante questo viaggio con il quale ho trascorso del tempo assieme. Loro si sono dimostrati essere come una famiglia, farmi sentire a mio agio ed un membro della loro compagnia sebbene li conoscessi da nemmeno un giorno. E questo piacere sarà il motivo per cui non li dimenticherò.
La strada che prendo è diretta a Batumi, però sin dall’inizio capisco che molto difficilmente ci arriverò in un tempo ragionevole: la strada è piena di buche e devo procedere attentamente, anche se con questo ammortizzatore nuovo c’è una differenza considerevole nello sterrato.
Ed ecco che solo 40 km dopo sento la ruota posteriore troppo soffice e cinque chilometri dopo è quasi completamente a terra. In un’officina mi
gonfiano la ruota e mi reindirizzano ad un gommista due chilometri dopo, per fare aggiustare il buco. Quando arrivo nel negozio dove riparano e sostituiscono gomme, il signore responsabile è nel bar sul lato opposto della strada che tranquillamente sta bevendo una birra con dei suoi coetanei. Viene da me ed in 5 minuti esegue alla perfezione il lavoro e quando gli chiedo se nelle vicinanze posso piantare la tenda, m’invita a stare a casa sua. Si chiama Aleksander e vive con la moglie ed i due nipotini Alexi e Armasi, rispettivamente di 13 e 12 anni, che trascorrono l’intero periodo estivo dai nonni. Io ed Aleksander riusciamo a capirci anche se lui utilizza il russo per comunicare e non è che la mia comprensione sia maggiore. Gli lancio una sfida a nardi e l’esperienza che ha maturato in pomeriggi interi con altri vecchietti, lo rende per me un avversario quasi imbattibile.
Sono circa dieci giorni che mi trovo in Georgia e devo dire che la vera rivelazione di questo paese, sono le persone. Qui è palese capire in pochissimi secondi se uno è disposto a darti una mano oppure no o forse semplicemente sono io, che ho sviluppato questo senso.
Alle nove vanno a coricarsi ed io continuo a pensare al perchè i georgiani abbiano questa accoglienza verso me, straniero con il quale nemmeno possono avere una conversazione normale. Forse perchè aiutare è più importante del lato egoistico del trarre qualcosa, anche solo a livello conoscitivo…
Km. percorsi oggi: 45,6 Km.
Totale km GWR: 5133,29 Km Totale km da inizio viaggio: 8432 Km

