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Parole della fede

10 Novembre 2010 – Osh (KG) – Jalalabad (KG), Giorno 228, 8.30


Lascio Osh senza tante lacrime versate, prendo lo scooter dal parcheggio a pagamento al quale ho dovuto affidarmi per evitare che, come tutti mi suggerissero, che venisse se non rubato, comunque distrutto e mi dirigo verso l’altra delle due città che furono teatro degli scontri di giugno, cioè Jalalabad.

La strada non è nulla di speciale essendo che entrambe le città si trovano poco distanti dal confine uzbeko, dove il paesaggio è ancora molto simile alla fertile Fergana valley. Non vado ad Arslanbob, dove c’è la più grande foresta di alberi di noce al mondo, rimanendo sulla piana strada verso nord-ovest.

A Jalalabad non c’è nulla ma forse quello che sto “cercando” è sbagliato: penso di trovare storia e qualcosa che mi ricordi i mattoni umidi millenari come fosse l’Italia, la terra natia, ma sbaglio. Ogni stato ha le sue peculiarità ed esse possono essere diversissime; non si può venire in Kirghizistan pensando di vedere architettura e luoghi storici, perchè fino a 100 anni fa qui il concetto di città non esisteva, malgrado ciò che dicono a riguardo di Osh e Bishkek. Erano e molti di loro sono rimasti una popolazione fortemente nomade, trasferendosi da un luogo all’altro in modo sequenziale: cibo per l’animale quindi cibo per me. E questo è la vera natura del Kirghizistan, caratteristica che io non ho avuto il tempo di apprezzare e forse non ho voluto nemmeno scovare, disgustato dal sovietismo impostogli a cascata, che ha annichilito la cultura tradizionale kirghiza.

Arrivo a Jalalabad e la prima gostinitsa nel quale vado è gestita da una uzbeka, che per sbaglio chiamo mentre sta facendo una delle cinque rituali preghiere giornaliere. Vuole 500 Som (8€) per una notte con colazione inclusa e gli dico che per più di 300 non si può fare e  che si può tenere la doccia calda e la colazione, che tanto ho del cibo con me. Irritata accetta e rimane per il resto della giornata burbera, come se mi stasse facendo un piacere e ci stasse perdendo. Maledetta racchia che per un paio di lenzuola da lavare e due strappi di carta igenica prende un decimo di uno stipendio mensile medio ed ancora non le va bene.

Vado in giro per la città e mentre sto per addentrarmi nel bazaar vengo fermato da questi due giovani con barba lunga e vestiti in piena tradizione islamica. Hanno uno sorriso largo e vero così mi fermo ed iniziamo a parlare con il mio e loro stanntato russo; mi chiedono cosa ne penso del Kirghizistan e non posso non essere sincero e dire che le persone mi hanno deluso e che l’ospitalità, da un paese che era nomade e dovrebbe saperne qualcosa, sia merce rara. Si scusano e dicono che secondo la loro religione siamo tutti fratelli, alldilà delle divergenze di fede e ci si dovrebbe aiutare reciprocamente sempre.

Queste sono parole della fede, queste sono Bibbia, queste sono Corano.

Mi dà una sterzata di energia e di felicità questo incontro e sebbene il resto della giornata lo trascorro tranquillamente, il pensiero mi rimane in testa fresco.

Cinque minuti che sono meglio di tante ore di parole inutili: ecco le highlight del viaggio, quelle che ricorderò impresse nella mia memoria come contributo attivo. Perchè se queste rimangono ed altre no c’è un significato ed un perchè, che ora mi risulteranno anche difficili da individuare e da classificare ma che però un effetto concreto avranno nella mia evoluzione.

Km. percorsi oggi:109 Km.

Totale km GWR: 11640,89 Km                    Totale km da inizio viaggio: 15253 Km

Piani

09 Novembre 2010 – Osh (KG), Giorno 227, 9.30

Giorno di stacco tra la corsa da Sary Tash a Osh e il resto dei giorni prossimi nel quale dovrò arrivare a Bishkek, in teoria per domenica. Osh non ha fascino, non l’ha avuto dal primo giorno che ci sono arrivato ma capita che prima per riparare lo scooter poi per stacco, io mi sia fermato qui un tempo considerevole. Leggevo che la leggenda dice che Osh sia più vecchia di Roma che però fortunatamente nessun kirghizo ha mai accennato anche perchè in cambio avrebbero ricevuto un “Mah, cambio comunque non lo farei”.

Non l’ho certamente vissuta Osh: c’è aria di autodistruzione, dallo sfasciarsi con bottiglie di vodka, alle fiamme dei cumuli di foglie, plastica e per un po’ anche alle case. Quindi giorno di email, giorno di telefonate e giorno nel quale ricevo una informazione importantissima riguardo la prosecuzione di questo viaggio.

Quindi solo piani oggi: come muovermi da qui a Bishkek, evitando di scostarmi dalla Pamir highway, unica strada asfaltata verso la capitale, dato che se in un giorno cambia il clima e nevica, io rimarrei fregato. Pianifico il mio assalto ultimo al baluardo cinese, perchè se non va a buon fine, dovrò pensare come aggirare l’ostacolo. Pianifico come aggirare l’ostacolo dalle dimensioni enorme, senza che io e viaggio veniamo penalizzati fortemente.

Piani.

Ecco il secondo video sulla saga sul Tajikistan.

Km. percorsi oggi: 0 Km.

Totale km GWR: 11344,29 Km                    Totale km da inizio viaggio: 14870 Km

La strada che feci tre volte

08 Novembre 2010 – Osh (KG), Giorno 226, 8.00


Sono sveglio a buon’ora dato che con la signora del hotel mi sono messo daccordo di fare colazione alle 8.30 però aspetto una buona mezz’ora poichè come mi spiegherà, ha mancato la sveglia. Fuori è una bella giornata, frescolino dovuto ai 3000 metri però imbottendomi con i tre giubbotti e tra paia di pantaloni non ho assolutamente paura del freddo, inoltre i guanti acquistati a Osh sono leggermente migliori di quelli che comprai a Khorog ed anzi tengono caldo a sufficienza.

Lo scooter va benissimo e il passo che si presenta a 4 km dalla mia partenza lo macino senza problemi e riesco ad andare su a 30 km/hr; la strada passa scenari favolosi se non fosse che spesso devo perdermeli per evitare le migliaia di buche che nei primi 60 km di percorso minano la mia sicurezza e piacere di guida. Dopo il passo di Taldyk (3620 mt) è una discesa continua fino ai 2000 metri quando un altro passo ai 2400 metri spunta; solo le cime vicine al primo passo erano innevate, conseguenza dei 10 giorni di bel tempo che sono trascorsi ultimamente.

Mi vogliono 5 ore di guida per compiere i 180 km tra Sary Tash e Osh e solo un pieno di 5 litri, tanto che mi preoccupo persino che ora i consumi siano troppo bassi.

A Osh torno nell’ostello solito mentre rimane la versione Napoli di questa città che quando le case non vengono bruciate, i contenitori in metallo nel quale raccolgono i rifiuti vengono dati alle fiamme per “smaltire” la spazzatura e ci si trova in ventate di fumo nero diossiniche

La sera torno nel cafè ormai consueto per cenare che mi delude ormai per l’ennesima volta consecutiva con dei laghman pieni di olio.

Sotto il video dell’intervista fatta a Caterpillar il 29 ottobre 2010.

Km. percorsi oggi: 0 Km.

Totale km GWR: 11344,29 Km                    Totale km da inizio viaggio: 14870 Km

Scooty è guarito

06 Novembre 2010 – Osh (KG), Giorno 224, 9.30

Colazione e attesa. Spero vivamente che Sirioga metta le mani sullo scooter prima cosa al mattino come mi ha promesso e mentre sono intento sul pc ecco che arriva la chiamata dal meccanico di origine coreane, che mi chiede di andare in officina da lui.

Scooty va, funziona solo con una candela sfigatissima e brutta la cui lunghezza del filetto è però uguale a quella originale. Sirioga mi consiglia di provare lo scooter tutta oggi e se non da problemi domani posso andare a Sary Tash in camion e fare il primo viaggio provo nella distanza Sary Tash – Osh. Lascio gran parte dei ricambi nella officina ad esclusione di utensili e candele varie e subito vado fino alla rotonda fuori Osh lungo la Pamir highway per vedere se c’è flusso di camion verso sud.

Non ci sono camion perchè essendo il confine kirghizo-cinese chiuso nel week-end, non ha senso che un camion vada al confine oggi. Suppongo che dovrò aspettare fino a domani pomeriggio o domenica notte per farmi dare un passaggio.

Provo lo scooter un altro po’ e, a parte mille rumori insoliti, tipo la ventola in seguito ai denti diversi e il friggere della marmitta, devo dire che va molto bene ed anzi era da un bel po’ che non lo sentivo funzionare così bene.

Il resto della giornata la spendo al telefono con amici e familiari mentre continuo la infinita tiritera burocratica sul cosa fare dopo Almaty. Volare o tentare l’ingresso in Cina?

Persino il pranzo serale mi dà gran gioia con un piatto di laghman e carne brasata al solito cafè che sono veramente squisiti. Io, non grandissimo amante della pasta, prendo un piatto di bavette per ricordare casa e prendere dello spazio libero tra i pensieri logisitici di viaggio.

Km. percorsi oggi: 0 Km.

Totale km GWR: 11344,29 Km                    Totale km da inizio viaggio: 14870 Km

La falsa partenza kirghiza

03 Novembre 2010 – Osh (KG), Giorno 221, 8.30

Giornata pessima sin dal primo mattino con umidità mista a pioggia e la sfiga pronta ad attendermi dietro l’angolo. Vado da Sirioga, installo la sella riifoderata e Scooty va in moto normalmente; devo andare a prendere della benzina perchè a Sary Tash non se ne trova, quindi faccio il pieno al veicolo e ad una tanica da 5 litri. Quando tento di rimettere in moto, Scooty non vuole saperne di andare. Spedalo, provo con lo starter, tlgo la candela, metto la candela: niente!

Torno da Sirioga che con l’ausilio di una batteria supplementare riesce ad accendere lo scooter che però a giri alti va malamente. Ci smanettiamo sopra per due ore circa finchè capisco che oggi non partirò e devo avvertire Fernando del cambio last-minute; quando torno in ostello lui sta pacificamente lavorando sul pc e mi dice che non ha problemi a partire domani, considerata anche la giornata orrenda.

Andiamo a pranzare in una chaixana vicino all’ostello che ha avuto modo di provare e prendiamo un piatto di carne con contorno e dei laghman e dividiamo entrambe le porzioni in due in modo da poter mangiare le due specialità. Il cibo è veramente buono ed ha un’ottima presentazione visiva, cosa che non ricevevo dal lontano pranzo in quel dell’Est turco.

Quando torno da Sirioga, mi dice che purtroppo non ha tempo da dedicare quest’oggi a Scooty perchè per ripararlo ha dovuto mettere in attesa degli altri lavori, i cui committenti ora gli stanno rompendo le scatole. Mi chiede di aspettare fino a venerdì o sabato e non ho altra scelta che assecondare le sue richieste.

La sera cena “triste” con Fernando a base di frutti e yogurt per depurarsi dai shaslyk e dai laghman dell’Asia centrale.

Ecco il primo video di una serie sul Tajikistan. Enjoy!

Km. percorsi oggi: 0 Km.

Totale km GWR: 11344,29 Km                    Totale km da inizio viaggio: 14870 Km

Il trono di Salomone

02 Novembre 2010 – Osh (KG), Giorno 220, 8.30

Sirioga conosce un tappezziere che potrebbe rifarmi la copertura della sella, ormai praticamente disastrata tra tagli e rotture recenti dopo il trasporto in camion. Dal freddo la plastica che copre la gommapiuma era diventata talmente rigida che l’ho rotta appoggiandomi solo.

Per 600 som (9€) il ragazzo del negozio dove sono specializzati in fodere per auto e camion mi metterà uno strato del materiale con la grana fina usato negli interni delle auto e poi uno strato di nylon spesso per rendere il tutto impermeabile e sarà pronta per le 17 di questa sera.

Mi trovo con Fernando per scalare il trono di Salomone, una montagna a est del centro dal quale riusciremo ad avere vista completa su Osh. Mentre camminiamo spunta l’idea di andare insieme domani a Sary Tash, lui destinato ad attraversare in Cina il giorno dopo, io deciso a ritornare a Osh per avere un’itinerario consecutivo, requisito del Guinness. Vado oggi a prendere la sella e poi mi reincontro con lo spagnolo per andare a mangiare un ricordo d’Italia, ossia la pizza, in una bar chiamato “California”.

La pizza è molto simile a quella che facevo in Inghilterra ai tempi del Pizza Hut e l’altro piatto di carne ha un vago sapore di scatoletta, però il tutto ricorda l’occidente, ed ogni tanto va bene mangiare qualcosa dai sapori conosciuti.

Km. percorsi oggi: 0 Km.

Totale km GWR: 11344,29 Km                    Totale km da inizio viaggio: 14870 Km

Verso Osh

29 Ottobre 2010 – Passo di Irkeshtam (KG) – Osh (KG), Giorno 216, 7.30

Ho dormito malissimo pensando a una, qualsiasi soluzione per entrare in questa maledetta Cina pertanto il cervello era lavorante anche contro il mio volere. Oggi è il compleanno di Pau e ci graziamo dalla colazione a base di uova fritte con il composto di patate datogli in dono dalla signora della guest-house di Sary Tash.

Alle 9 si è già rimesso in strada in modo da poter arrivare nella città di una certa dimensione a metà tra Irkeshtam e Kashgar. Ed io rimango di nuovo da solo a vagare tra container vuoti, container nel mentre di essere svuotati e tanti asiatici di media statura che mi guardano come un alieno, ancora semibrilli dal riscaldamento della notte precedente a base etilica.

Tendo ad avere poco interesse per i luoghi frequentati da amanti dello “spirito” perchè ciò che ne deriva, in mia opinione, è spesso noioso. Ecco perchè la Russia esercita poco fascino su di me, e se il Kirghizistan è così nel resto del territorio, andiamo male…

Articolo del 23 ottobre 2010 su "La Tribuna"

Mentre sono intento a scrivere nel pc, Kaynesh e due suoi colleghi caricano lo scooter in cabina e non come pattuito nel container dietro. Nonostante ci stia senza problemi è la seconda cosa, oltre il mancato rispetto della scadenza fissata a ieri per la partenza, che non mantiene: è il mio momento per diminuire la cifra del pagamento, quindi dopo averlo minacciato di tirare giù lo scooter e trovare un altro camion, ci accordiamo per 60$, comunque un cifrone per queste zone.

Il camion cinese non arriva nè alle 9, nè alle 16 bensì alle 18 e solo alle 20.30 partiamo dopo aver fatto l’ennesima lite, conseguenza del fatto che dopo avermi detto di poter rimanere a dormire e mangiare nel vagone a gratis, ora spunta che devo pagare. Gli dico che è un bugiardo maledetto e che se vuole pago, ma che con lui lo scooter non lo porterò a costo di stare il week-end qui.

Il camion è ovviamente lento anche se per arrivare a Sary Tash impieghiamo solo un’ora e mezza se non fosse che poi non avvenisse il disastro infrastrutturale: appena usciti dalla cittadina la strada diventa una delle peggiori viste ad ora, specie se considerato il volume di traffico che passa anche di notte, quindi la velocità deve essere ancora più lenta.

Impossibilitato, cerco comunque di dormire su alcune coperte. Arriviamo ad Osh alle 4.30 e dalla rotonda nel quale ci fermiamo, spingo lo scooter per circa due chilometri fino ad arrivare in centro. Sembra di arrivare a Baghdad: moltissime case bruciate o con graffiti indicanti (presumo) la presenza di uzbechi, nessuno in strada ed una massiccio numero di militari a controllare la situazione. Infatti nel giugno di quest’anno ci sono stati scontri per quasi un mese qui ad Osh tra gli uzbechi, che rappresentavano il 40 % della popolazione e i kirghizi, il cui risultato finale stimato di 1000 vittime ed un altissimo numero di uzbechi scappati nella madrepatria oppure in Russia. Il fatto è che la maggior parte dei negozi erano di proprietà degli uzbechi, quindi finita la 10 giorni di fuoco, in città, gran parte era stato bruciato o costretto a filarsela.

Non riesco a trovare l’ostello consigliatomi da Pau nemmeno con l’aiuto di un tassista gentilissimo, Chinepek, che alla fine capisce la mia situazione, stanchezza dato che ormai sono le 6 e m’invita ad andare a dormire a casa sua.

Km. percorsi oggi: 0 Km.

Totale km GWR: 11344,29 Km                    Totale km da inizio viaggio: 14870 Km

Sdoganatemi!!!

28 Ottobre 2010 – Passo di Irkeshtam (KG), Giorno 215, 7.30

Kaynesh mi ha promesso che alle 16 arriverà il camion cinese dal quale verrà trasferito il cargo nel suo camion e poi potremo andare. Giro nell’area di smistamento logistica un po’ perso e un po’ disinteressato dato che non c’è molto da vedere se non magazzinieri cinesi che prendono e spostano pacchi.

Ricevo delle offerte di acquisto dello scooter per 200$, ma rimango fermo nella mia idea di attendere di arrivare a Osh per vedere che problematiche ha lo scooter, valutare se è riparabile e poi controllare che preventivi gli spedizionieri hanno per inviare lo scooter in Sud-Est Asia.

Alle 16 nessun camion cinese e così sarà per il resto della giornata, dato che a quanto pare il tir con la merce è bloccato ai controlli della dogana sino-kirghiza. Alla sera, incredibile incredibile, Pau, il ragazzo francese che incontrai a Sary Tash arriva nel vagone dopo aver visto lo scooter fuori e riesco a trascorrere una serata parlando una lingua comprensibile e con un ragazzo con il quale è molto piacevole conversare.

Desidero ringraziare (e sbaciucchiare) le seguenti persone per aver finanziato la spedizione delle cartoline/aver contribuito a supportare il mio viaggio:

  • Enrico Scudeler, mio amico nonchè video consulente, ha donato 14€
  • Paolo Cucchiaro, radioascoltare caterpilliriano delle mie imprese, ha donato 10€
  • Sara Neso, lettrice rappresentativa della sua famiglia, ha donato 10€
  • Alessandra Mattiello, lettrice intra-fatture, ha donato 10€
  • Stefano Torresan, mio fratello politico, ha donato 10€

Chiunque volesse aggiungersi a questo elenco con una donazione, può farlo attraverso il sito sul link nella barra laterale destra, utilizzando una carta di credito o Paypal.

Sotto il video dell’intervista a Caterpillar del 13 ottobre 2010 con Max Gazzè.

Km. percorsi oggi: 0 Km.

Totale km GWR: 11344,29 Km                    Totale km da inizio viaggio: 14870 Km

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