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Quattordicesimo mesiversario di viaggio
28 aprile 2011 – 27 maggio 2011
My Tho (VN) – Prey Lvea (K)
30 giorni Totali, 124 km nel mese corrente, 21.666 km Totali
Spesa totale: 614.84 €.
Il Vietnam, il pensiero di ritornare, l’indipendenza mancata, la solitudine sentimentale.
Ecco concettualmente il mese di viaggio numero quattordici. Situazioni elaborate nella loro sintetica natura che già spiegherebbe tutto se non fosse che…
…io invece sono qui a mettere in parole, a spiegare a quel me stesso che rileggerà questi appunti fra 30 anni oppure a qualche generazione mia futura.
Perchè il viaggio dà maggior cognizione del mondo che ci circonda, ti priva dei tuoi cari e della tua ordinarietà non altrettanto mobile, ma allo stesso tempo ti sconvolge. Se io, dicevo tornerò, poi inizerò a fare e vivrò felice e contento, ora, ora che la data si avvicina di questo non ne sono più tanto sicuro.
Mantenere le parole passate non può avvenire, sicuramente non così in maniera frettolosa: vale la pena farsi alcune domande e a volte le risposte che arrivano da me stesso, non sono quelle che le mie orecchie vogliono sentire. Ma è il mio pensiero, e questo conta sopra di tutto.
Sento sempre di più una pressione dall’ambiente circostante su “quando inizierò a lavorare, poi i soldi e a quando la famiglia”. Questa coercizione verso il modello sociale mi mette in crisi: giorni fa, durante la fase REM (dove il cervello mio è particolarmente produttivo) pensavo a questa eventualità, solo per risvegliarmi con sensi di nausea simili al vomito.
Ho una zia che quando ero piccolo mi raccontava le sue storie in giro per l’Italia, mossa un po’ dal lavoro e un po’ dalla passione turistica. Io la ascoltavo incantato e le dissi che da grande volevo girare il mondo. Non le chiesi come faceva a mettere via i soldi per la pensione.
Ho fatto scelte difficili prima di questa e ne farò ancora nella vita, l’importante è seguire il mio instinto.
Credi in me e verrai sorpreso.
Non credere in me e verrai deluso.
Un mese, un decennio vissuto sull’onda del mio non volersi fermare, geograficamente e con le sfide personali. Un decennio che non ha visto alcuna per il quale fermarsi è valsa la pena. Questa potrebbe essere una piacevole sorpresa, uno spolverare sentimenti ed emozioni scalfite dal tempo. Il viaggio mi ha insegnato che anche ciò che è arrugginito può cavalcare: mesi prima della partenza, ridussi Scooty allo scheletro per un esame approfondito. Il telaio era consunto, fragile: armato di passione, voglia e dediizione l’ho restaurato e solo in Tailandia mi ha “avvertito” con qualche avvisaglia. Io volevo che lui c’è la facesse e lui voleva che io c’è la facessi.
Fiducia, conoscenza dei limiti altrui e supporto.
Il Vietnam ci ha diviso, ma non sempre le temporanee separazione sono nocive: ho capito cosa vuol dire aver avuto l’indipendenza di muovermi, un mezzo con il quale scoprire paesaggi e culture al quale non avrei avuto accesso in altro modo.
Nello stato estremamente falce e martello mi sono dovuto adagiare su metodi di trasporto backpacker ed accettare la mediocrità data dal turismo ai luoghi e la limitata interazione con le persone locali. Così capita che avendo deciso una data di termine e viaggiare in modo che non da così tanta soddisfazione, diventi irritato ed impaziente.
Impaziente anche, di vedere cosa deciderò di fare dopo.
Mi fermo o non mi fermo?
19 Gennaio 2011 – Chengdu (CHN), Giorno 298, 8.00
Il mattino devo filmare lo spettacolare intervento dentistico a Marco: provvisto di occhiali da sole anti-lamapada riprendo i grugniti di dolore del Ture e gli errori del dentista (“è questo dente qui? No, quest’altro”) mentre penso a come risolvere i miei malanni burocratici con il lavoro, lo scooter. Ricevo una mail dalla ACI di Treviso che dice che può essere che accettino le carte scadute in Laos, ma che non si rendono garanti di ciò. Pondero se ha senso che io vada a fare il colloquio martedì prossimo a Shanghai, spendendo 50€ e oltre per una possibilità che non mi è chiaro nemmeno a me se ho intenzione di cogliere.
Penso al viaggio, alla possibilità di rimanere statico dopo tanto movimento: il motivo per il quale fermarmi farebbe bene è per dare un break alla mente, che “rischia” di essere settata in modalià viaggio.
La paura di non stupirsi più quando qualcuno mi dona qualcosa, ritenendolo quasi come un loro dovere, daltronde con arroganza sono un “viaggiatore”, cosa che avverto in altri viaggiatori a lungo termine…
Dar fiato alle mie finanze viaggiando di nuovo con il piacere di sentirmi slegato, senza la mannaia economica sul collo che ora sento sempre più vicina.
Di contro so che con la fine del Guinness, ora cercherò un altro progetto; non sono mai stato con le braccia incrociate, devo avere una scommessa ed un obiiettivo che mi stimoli. Il viaggio occupa una buona parte delle mie risorse, però voglio qualcosa che concretamente io mi debba occupare quando sono “in vacanza” dal viaggio.
Km. percorsi oggi: 0 Km. Totale km da inizio viaggio: 17446 Km
Ritorno a “casa”
16 Gennaio 2011 – Chongqing (CHN) – Chengdu (CHN), Giorno 294, 8.00
Il mio secondo nome è “il cambio d’idea” e nei prossimi giorni questo avrà maggiormente conferma. Decido con il Ture di tornare indietro a Chengdu dalla nostra amicona Lin Li, dove possiamo cercare in tranquillità lavoro oppure ponderare qualsiasi altra alternativa. Almeno li abbiamo dimora a gratis ed una ragazza che sappiamo essere molto gentile, ospitale, con il quale poter trascorrere del tempo in tranquillità.
Con l’autobus torniamo a Chongqing e dopo aver l’ennesimo pasto deludente a casa di Julie ci dirigiamo verso la stazione dei treni a nord della città; niente autostop oggi dato che la metropoli è un casino bestiale ed inoltre sono già le 14 quindi ora che arriviamo nel punto giusto sarebbe già tardi mettendo a rischio la possibile partenza odierna. L’unica opzione rimasta è il treno veloce che ci mette poco più di due ore per fare i 500 km di distanza con velocità di picco a 200 km/hr e solo due o tre fermate intermedie, il tutto per un costo di 12€.
Dalla stazione nord di Chengdu prendiamo la nuovissima metropolitana, aperta a ottobre 2010 fino all’ultima fermate nel lato opposto, quindi un tuk-tuk e siamo di ritorno da Lin Li che è felicissima di rivederci. Per me ha addirittura comprato un paio di pantofole 45 dato che con le altre avevo mezzo piede fuori, non so se questo possa venir interpretato in altro modo…
La cena è pronta appena arriviamo, magnificamente preparata dalla nostra magnifica amica chengduiana e tutto sommato anche noi siamo molto felici di essere di nuovo qui. Quasi come fossimo a casa…
Km. percorsi oggi: 0 Km. Totale km da inizio viaggio: 17446 Km
La ricerca del lavoro
12 Gennaio 2011 – Chengdu (CHN), Giorno 291, 10.30
Tutta la mattina a cercare lavoro, inviare curriculum e solo una risposta ottenuta finora da parte di un agenzia di traduttori che m’ispira pochissimo dato che tra le lingue con il quale lavorano figura anche “siciliano e sardo”. Rispondo loro in maniera netta che possono pure rimuovermi dalla lista dei candidati e mi trovo quindi ancora ad offerte ricevute zero.
Non molto altro da fare se non fare una piccola escursione in città per respirare della fresca aria inquinata: scegliamo un posto expat, un ristorante Tex-Mex (Texas-Messicano) ed io opto per il semplice diretto burger megagalattico nel quale indulgere tra una mail e l’altra. Sia il panino sia il dolce finale, una pallina di gelato fritto con caramello sopra, sono una vera e propria delizia e le raccomandazioni che avevo letto su internet erano effettivamente giustamente ottime.
Sotto il video dell’intervista fatta a Caterpillar il 6 gennaio 2011.
Km. percorsi oggi: 0 Km. Totale km da inizio viaggio: 17446 Km
Come sarà uno studio dentistico in Cina?
08 Gennaio 2011 – Chengdu (CHN), Giorno 287, 10.00
Giornata di ricerca su internet per un posto di lavoro seguendo diversi criteri di selezione:
- Città, preferibilmente un luogo di medie dimensioni, escludendo Shanghai e Pechino.
- Funzione lavorativa, insegnante d’inglese all’ultimo posto ed al primo qualcosa che mi faccia imparare qualcosa di nuovo per il mio futuro.
- Stipendio, dato che devo guadagnare per finanziare in parte i miei prossimi passi questo non è un dettaglio.
Individuo un paio di ricerche che fanno il caso mio e mando il CV chissà…
Il pomeriggio Marco deve andare dal dentista a fare la seconda parte della cura canalare e scegliamo lo studio visto dall’autobus vicino al centro, che ha pure una pagina web in inglese e diverse persone dello staff parlano inglese. Appena arriviamo rimaniamo colpiti dalla perfetta organizzazione, dai portieri e quando entriamo nel salone sembra di essere nel set di un film basato su Casanova: mobilia in stile antico, quadri di Madonne e Cristi dappertutto e segretarie vestite da infermiere degli anni ’50. Colui che dirige il centro è coreano ecco il perchè dell’ampia presenza di icone religiose.
Dato che ci sono mi faccio fare una pulizia dentale ed il servizio mi sorprende: mascherina che copre il viso e lascia scoperta solo la bocca in modo che gli schizzi d’acqua non ti bagnino, appoggia denti per tenere la bocca aperta evitando crampi alla mascella, risciacquo con colluttorio all’inizio e fine, firma per certificare l’utilizzo di materiale sterilizzato che viene aperto in fronte a me, la dentista che mi da una mano ogni qual volta che mi devo alzare dalla sedia, istruzioni per lo stesso giorno su cosa fare, 40 minuti per fare la pulizia. Ok che la clinica è dedicata ad espatriati e ricchi cinesi, ma rimango positivamente impressionato specie quando il pagamento finale è di 10 minuti…
C.T.: “Scusi, quanto mi costa fare una corona ceramica con i migliori in questo dente?” Dentista: “Mmm, utilizzando il perno in questo e la corona in quest’altro, i migliori materiali, circa 3200 Yuan (350€). In Italia quanto ti costerebbe per curiosità?”
C.T.: “10,000 Yuan (1100€)”.
Arrivati a casa, la carissima Li Lin sta preparando del cibo cinese, conoscendo ormai le nostre preferenze per ciò che non è piccante oppure acquoso, ed il risultato è egregio.
Km. percorsi oggi: 0 Km. Totale km da inizio viaggio: 17446 Km
Idee lavorative
07 Gennaio 2011 – Chengdu (CHN), Giorno 286, 10.00
Oggi a Chengdu solo burocrazia interna di viaggio: ci sono supermercati occidentali come il Carrefour e l’Auchan quindi è un occasione per prendere dei prodotti familiari come la pasta, sugo e altri ingredienti per rispolvere quello che è il piacere di cucinare! Vogliamo anche sorprendere Li Lin, che non è mai stata fuori dall’Asia, “trasportandola” culinariamente in un mondo da lei mai visto. Nel carrelo finiscono anche alcune droghe, come la nutella, del vino rosso (bevibile sebbene cinese), cioccolata di vario tipo per sedare la nostra solitudine affettiva…
Il ristorante giapponese nell’ipermercato delude ancora una volta, con Marco che ordina un ramen abbastanza privo di gusto mentre io approdo sul più semplice don con impanata di maiale sopra, che compie la funzione base di riempire e basta.
Il resto del tempo lo trascorriamo a casa a cercare un lavoro su internet, attività che occuperà gran parte del tempo speso qui a Chengdu, a selezionare annunci, a vedere le proposte, cosa vogliamo fare, se possiamo farlo. La scelta più facile per me sarebbe di insegnare l’inglese: sui vari siti internet appaiono almeno 10-20 offerte al giorno dove ricercano madrelingua inglesi per diffondere la lingua in istituti privati e pubblici. Si viene pagati bene (quasi 1000€ al mese) per fare meno di 25 ore alla settimana, si ha la casa con bollette a gratis, visto lavorativo e, se si sta almeno un anno, un bonus fino a 800€ per un volo verso casa ed un bonus monetario di 250€.
Il problema per me è il lavoro in sè: non mi ispira insegnare e tendo a non voler mai fare una cosa per un fine unico, in questo caso, il denaro. In più stare 12 mesi è un periodo lungo e devo ricordare che il mio mezzo è parcheggiato a casa di qualcuno che non conosco in Laos.
Dovrò valutare e nei prossimi giorni ci saranno degli sviluppi.
Km. percorsi oggi: 0 Km. Totale km da inizio viaggio: 17446 Km

