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Miniviaggio con la polizia

28 Gennaio 2011 – Chongqing (CHN), Giorno 307, 9.00

Una vera e propria giornata persa nel chaos che porta il nome di Chonqing città. I dubbi che avevo sulla facilità di andarsene facendo l’autostop, riguardavano il fatto su come e dove arrivare per mettersi con il pollice alzato. Con i mezzi pubblici ci vanno via 2 ore per arrivare ad una stazione di autobus dove non sembra esserci la coincidenza consigliatoci da google maps. Fortunatamente una ragazza al quale chiediamo informazioni parla inglese e spiega ad un risciò dove portarci.

“Fantastico! Ora basta che ci mettiamo con il pollice alzato e qualcuno ci prenderà come al solito…”

Siamo circa 150 metri prima del bivio tra la direzione di Guiyang e quella di Chengdu, e con nostro disappunto notiamo che le auto che vanno verso dove vogliamo noi, Guiyang, sono pochissime. Non ci perdiamo di coraggio e dopo un paio di auto fermate che andavano verso Chengdu, accosta un camionista (incredibile!) che si rende disponibile a portarci più avanti dove sarà più facile che le auto accostino.

Il ragazzo non m’ispira molto ed ogni tanto quando parliamo, rotea l’indice all’altezza della tempia, come ad indicare “non capisco” oppure “ho problemi mentali”, ma noi diamo una chance a tutti quindi montiamo. Al bivio gira a destra in direzione Chengdu ed io lo guardo e gli chiedo se è giusto, lui fa cenno di si…

Proseguiamo verso ovest, direzione sbagliata, dato che dovremmo andare verso sud, però chissà, farà una svolta…

…e nessuna svolta arriva e ci lascia ad uno svincolo enorme e mentro scendo impreso lui e la sua stirpe per averci fatto un disfavore. Mi chiedo ma se da Treviso voglio andare a Milano tu non mi porti a Bologna, cazzo!

Siamo in uno svincolo autostradale a piedi, il tempo è grigio, il nervoso è alto ed è pieno di veicoli che corrono e ci passano ad una manciata d centimetri. Maledetto il camionista di prima…

Ci mettiamo su un area di sosta a fare l’autostop e dopo nemmeno una decina di minuti accosta un’auto: è la polizia. Ci spiegano che non possiamo fare l’autostop lì e ci portano fuori dall’autostrada dove incontriamo altri poliziotti ed uno di loro si offre di darci un passaggio fino ad una fermata di un bus che porta alla stazione dei treni. Sono ormai le 14 e visto come è andata sinora non vale la pena di perdere dell’altro tempo a fare l’autostop, quindi accettiamo la proposta.

La stazione di treni è assiedata da pendolari improvvisati che vogliono trovare un letto oppure un posto a sedere su un treno verso i proprio cari. Ci viene detto che oggi non ci sono treni disponibili per Guiyang però domani si, così optiamo di partire alle 20.30 dato che il viaggio dura quasi 11 ore; dormiremo in treno riunendo in uno i costi di hotel e trasporto e soprattutto riducendo il tempo “perso” per muoversi.

Ritorniamo all’ostello di ieri sera, con la receptionist che ci guarda divertita quando le raccontiamo le vicessitudini odierne. Camerata da 6 per ridurre i costi e domani ci dedicheremo alla visita più esaustiva di Chongqing.

Km. percorsi oggi: 0 Km.                              Totale km da inizio viaggio: 17446 Km

Decimo mesiversario di viaggio

28 dicembre 2010 – 27 gennaio 2011

Dali (CHN) – Chongqing (CHN)

31 giorni Totali, 0 km nel mese corrente, 17.466 km Totali

Spesa totale: 338.97 €.

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Ritorno al freddo!

Il maledetto nemico che ho tentato di lasciarmi alle spalle dopo la quantità patita in Asia Centrale, è invece in gran voga in centro Cina. Così, io che pensavo di partire per una scampagnata con delle magliette a maniche corte e zainetto sono stato deluso: qui in Cina si batte brocche d’inverno! Comunque a parte la parentesi meteorologica, la Cina ha continuato ad essere quella meravigliosa sorpresa che sembrava preannunciarsi, dopo l’introduzione dicembrina.

Cronostoria Trip 2010 – Decimo Mese

Scaglio il primo sasso: i cinesi non sono freddi! O meglio, non lo sono più di qualsiasi occidentale quando incontra una persona con costumi distanti o diversi dai propri.

Il numero di passaggi in auto, di bevute e mangiate assieme, di ospitalità genuina sono i fattori che mi permettono di dire questo: a me, i cinesi hanno fatto cambiare idea.

Tantissimi giorni a Chengdu per trovare lavoro ed iniziare un nuovo capitolo del viaggio e opzione lasciata arenarsi per mettere in piedi un nuovo, stimolante progetto: il documentario “2 in Indocina” dove io e il Ture ci mettiamo alla prova come viaggiatori in grado di esporre i contenuti.

Vogliamo attraversare gli stati futuri, precisamente Laos, Cambogia e Vietnam analizzando quello che ci affascina di queste terre:

  • Io guardo alla loro storia recente, ricca di drammi, di guerre intestine, di rivoluzioni, di dittatori, di genocidi. Come ha reagito questa popolazione a questi shock psicologici?
  • Il Ture invece è affascinato dai paesaggi e dalla cultura rimasta incontaminata dalla globalizzazione e il fatto di stare a contatto con gente meno fortunata di lui e con persone vere (naturalmente non in zone turistiche).

Quindi si guarda avanti con forte interesse dall’enorme Cina che mi ha svelato solo pochi dei dubbi che avevo prima di entrarci: il mistero di Mao rimane, la loro infinita indole operaia, la loro chiusura entro il concetto di società, caratteristica tipicamente asiatica.

Il modo nel quale creano tutto è un capitolo ampiamente trattato, dal quale non posso esimermi: il vestiario, le case, il cibo talvolta plastificato, i rifiuti, le scorie, l’inquinamento e pure le città. Riescono a sorprendermi come la rivoluzione urbana al quale sottopongono le città sia pianificata nei minimi dettagli, in piani regolatori approvati a tempi record. Città immolate al turismo che, come ogni stato che sia degno, devono essere allineate a standard di piacimento visivo medio: così Lijiang, Dalì, Guilin, la base dei Panda assumono anch’esse un aspetto plastificato.

A questo lato rispondono però le montagne dello Yunnan, perfettamente esotiche coperte dal manto verde amazzonico, le coltivazioni di riso ed i terrazzamenti dolci come colpi di pennello del Sichuan, la megalopoli schizofrenica di Chongqing e le mille minoranze etniche presenti in Guizhou.

Mille facce ha questa Cina e due mesi sono solo un entree caldo che invoglia un possibile, prossimo ritorno.

English version

Back to cold weather!

The damn enemy I tried to leave behind in Central Asia after having suffered so much of it, it is back with revenge here in China. So I find myself with short sleeves in a climate that would rather advice one or two good jumpers: remember, winter in China is freezing! But, beside the weather discussion, China surprised me big time and it continues to make me marveling at each sight or each gesture of unexpected friendliness.

In few words: Chinese people are not cold! Well, they are not more distant than Europeans when they meet some other foreign fellow. The number of car lifts I took, glasses poured down my throat, food swallowed hungrily and true hospitality made me saying so: Chinese people changed the prejudice I had of them, and that is an achievement.

Many days spent in Chengdu looking for a job opportunity and change the course of my trip, actually did their duty in another manner: I decided not to work but rather invest my time keeping on traveling and documenting what I see with a documentary called “2 in Indocina”.

Ture and I will try to reveal the way we see these countries so do not expect something “National Geographic” style: we don’t have the means and neither the willingness to do that at this stage.

We want to cross Laos, Cambodia and Vietnam analyzing what fascinates us of these lands:

  • I’d like to explore the recent history full of dramas, internal wars, revolutions and dictators and genocides and see how these factors affected the present.
  • Marco is more enthralled by the landscapes and culture that especially in the villages remained globalization-free and the fact that he can relate to people, which is poorer and maybe truer.

So we look forward with great enthusiasm from this huge country that also kept some of the mysteries: the fame of Mao, the relentless working energy of Chinese people, the closure of their society. Also the way in which they create everything: clothes, houses, plastic food, rubbish, waste, pollution and sometimes cities. I still amaze after two months being here at how they revolutionize the aspect of cities in order to meet the standard, with building plans that from the issue date to the approval takes 3 months! Cities immolated to tourism and the average standard of visual pleasure: Lijiang, Dalì, Guilin, the Panda base paid the toll already.

To counteract this, there still are the mountains of Yunnan, perfectly exotic covered in Amazon green, the rice fields and terraces of Sichuan that are like some gentle brushes on a canvas, the schizophrenic megalopolis of Chongqing and the thousand ethnic minorities of Guizhou.

China has thousand faces and two months here are only a hot entrée that makes me feeling a desire to return one day.

Back to Chongqing

27 Gennaio 2011 – Chengdu (CHN) – Chongqing (CHN), Giorno 306, 8.00

Questa volta non perderemo tempo perchè sappiamo dove dover arrivare per fare l’autostop ed inoltre la “miglior donna cinese” Lin Li ci ha evitato un casino con gli autobus dicendo che numero prendere per arrivare direttamente dove vogliamo.

Saluti tristi con l’amica Lin Li, una vera donna d’oro che sarei curioso di re-incontrare una volta sposata e magari madre per vedere come cambierà. In piu lascio il mio adorato Gigio, il coniglietto bianco che pian piano mi ha conquistato con il suo naso perennemente in movimento. Però dobbiamo andare verso Est se vogliamo assistere al capodanno celebrato in maniera tradizionale dalla minoranza Miao nell’Est del Guizhou.

Rimaniamo nel bus fino al capolinea prima d’incamminarci verso il posto dell’altra volta se non fosse che Marco individua dove possiamo avere addirittura più chances: appena ci mettiamo lì in 10 minuti si fermano 4-5 auto e l’ultima, guidata da un signore che per aiutarci è tornato indietro contromano. Ci porterà fino al bivio esatto dove abbiamo dovuto cambiare l’altra volta ed a noi ci va bene, da lì avremo tre opzioni per scegliere:

  • Scendere verso sud-ovest verso una città dove prendere il treno per Guiyang
  • Scendere verso sud in direzione di Luzhou e poi proseguire per questa strada secondaria
  • Andare verso est a Chongqing e domani proseguire verso sud.

Appena entro in auto dormicchio complice lo scenario già visto e l’eterna coltre di nebbia che sembra regnare in Sichuan. A Neijiang non ci lascia al bivio bensì appena fuori dall’uscita dell’autostrada e qui non è facile trovare un secondo passaggio verso Chongqing; il parcheggio dei tassisti a lunga distanza è poco distante ed ogni volta vengono a chiederci se vogliamo andare con loro pagando. Stiamo più di un ora finchè un signore di nome Hwang si ferma per dirci che potrebbe portarci in direzione sud-ovest per 20 km. Non ha senso quindi decliniamo se non fosse che a quel punto mi dice che dei trasportatori che lavorano per un suo amico forse vanno a CQ e c’invita a montare in auto con lui per andare a verificare.

Hwang ci organizza il passaggio gratuito per le 19 in camion ed essendo solo le 16.30, ci vuole mostrare la città: prima andiamo ad un monastero veramente bello, fuori dal circuito promozionale turistico, ma decisamente caratteristico e poi tentiamo invano, essendo chiuso, di visitare un convento di donne buddhiste. È un ex guida turistica quindi conosce la città alla perfezione e ci svela aneddoti che immortaliamo con la nostra telecamera. Per concludere c’invita a cena con sua moglie, l’unico figlio e dei suoi amici per provare delle specialità della zona: ordina dei piatti buoni però in linea generale, come constatato due settimane fa, il cibo qui è troppo piccante e privo di un gusto distintivo. Alle 19 ci riporta dalla base logistica ed insieme a Mr. Wu, il camionista, andiamo a Chongqing ad una velocità che più di una volta mi crea qualche spavento. L’ostello nella quale finiamo lo troviamo lungo la strada su consiglio del camionista dato che gli avevamo specificato che cercavamo una sistemazione estremamente budget, quindi con 45 yuan a testa ci prendiamo un letto, visto che domani ci attende un altra giornata in movimento.

Km. percorsi oggi: 0 Km.                              Totale km da inizio viaggio: 17446 Km

Le terme ammoniache

15 Gennaio 2011 – Chongqing (CHN), Giorno 294, 9.00

Posso dormire più a lungo stamane dato che la gita alla sorgente termale è prevista per il pomeriggio, quindi complice il grigiore perenne della città, il letto è il posto più indicato. A pranzo coi sarà il ragazzo di Shanghai incontrato ieri, Owen, e quando vediamo cosa stanno preparando mi passa parzialmente la voglia di mangiare: maledetta hot-pot annacquata senza gusto, capace di privare del gusto anche qualsiasi ingrediente gli ci si metta dentro. Ad ora, se c’è stata un “punto basso” della cucina cinese, quello è avvenuto proprio qui a Chongqing dove non ho mangiato nulla da farmi saltare sulla sedia e la specialità è una brodaglia inutile. Delusione.

Alla stazione dei bus incontriamo la coppia che verrà con noi alla sorgente termale, David e Jenny, il primo un ragazzo tedesco attualmente studente della lingua cinese mentre lei proveniente da Shenzhen e qui per studio della lingua tedesca. Il viaggio in autobus si rivela più lungo del previsto quindi alterno pisolini a conversazioni con David, proveniente da Bergisch Gladbach, molto vicino alla carissima Colonia.

Arriviamo che sono le 17 e sentro che vogliono andare a cenare; la cosa mi suona sospetta e quando vedo che vanno a contrattare in un hotel chiedo il perchè e mi rispondono che torneremo a CQ domani mattina. Io e Ture rimaniamo come due ebeti dato che Julie aveva dimenticato il piccolo dettaglio di informarci di questa decisione. Vabbè dormiremo con gli stessi vestiti e alla fine l’unica cosa che avremmo portato in più sarebbe stato lo spazzolino da denti…

Ci sono 5-6 piscine di enormi dimensioni ed ognuna con acqua a diverse temperature; c’è abbastanza gente ma non tale da dover rimanere immobile quindi gradualmente mi muovo verso quelle più calde, se non fosse che qualcuna puzza molto da pissio…

Due ore a mollo in acque pseudo termali e ammoniache per il completo refrigerio della pelle e del corpo se non fosse che quando torniamo in hotel, l’anziano che lo conduce, non sa come registrare gli stranieri nel database. Ci costringe ad andare nella stazione della polizia dove nemmeno lì sanno utilizzare il software: dopo 10 minuti per il loro imbarazzo, improvvisamente sanno come funziona e registrano noi laowai. Io non ho il passaporto con me però vado a memoria con i numeri in più, con mia sorpresa, il sistema sa tutto di me: dove sono entrato, le mie visite precedenti in Cina, dove ho pernottato…

Ovunque vada, loro lo sanno.

Km. percorsi oggi: 0 Km.                              Totale km da inizio viaggio: 17446 Km

Chongqing: no POW!

14 Gennaio 2011 – Chongqing (CHN), Giorno 293, 8.00

Ieri Julie si era porposta senza darci tanto il potere di argomentare la sua scelta, di essere la nostra guida durante l’inizio del nostro tour di Chongqing. La città non tradisce le aspettative con un’umidità mista a pioggia che ci impedisce ogni qualsiasi possibilità di fare foto oppure filmati. Non è nemmeno piacevole andare in giro con un clima del genere però è anche un’opportunità da non lasciarsi scappare ed i benefici non tardano ad arrivare: quando siamo fuori dall’opera vediamo un paio di signori che stanno facendo il rito mattutino del tai-chi e chiediamo se si può filmare mentre, irriducubili nonostante la pioggia, si esercitano. C’è solo un signore che ha 78 anni e ne dimostra almeno una decina in meno, frutto a suo dire del tai-chi che ha iniziato a praticare con regolarità da quando aveva 40 anni risolvendo ogni malanno psico-fisico.

Julie ci lascia pertanto ci fiondiamo direttamente dentro al Three Gorges Museum che documenta l’immenso progetto della diga idroelettrica sullo Yangtze, a circa 300 km da qui, ma sempre sotto la municipalità di Chongqing. Il primo piano del museo è interessante e ci sono diverse presentazioni video che intrattengono con tanto di descrizioni in inglese. I piani superiori tendono ad esporre la storia del territorio e, complice l’assenza di qualsiasi informazione in inglese, navighiamo veloci tra le teche ed i resti primitivi della civiltà cinese di tot secoli fa.

Usciamo e ci ritroviamo nel chaos di Chongqing, città resa municipalità (solo Pechino, Shanghai e Tianjin hanno lo stesso status) per l’enorme massa di persone residenti qui, circa 4 milioni entro l’ambito cittadino e 31 milioni nella intera regione. Non mi sta seducendo, forse è colpa dell’umidità a livello padano, forse è che la totale invasione di palazzoni e grattacieli mi fa soffocare.

Il tempo rimane grigio e coperto però non ci abbattiamo e seguiamo comunque il ricettario turistico fatto da Julie, quindi prima ci dirigiamo verso la sponda del fiume Jialing dove è stato ristrutturato una sezione della città vecchia, tenendo lo stile antico. È molto interessante questo piccolo quartierino da visitare anche se le nostre finalità sono più rivolte alla scoperta di un posto dove mangiare: è pieno di piccoli chioschetti a prezzo ragionevole che ci fanno la corte affinchè entriamo a pranzare da loro.

In Cina quando un laowai (straniero) entra in un qualsiasi locale, cercano di metterlo in mostra il più possibile: se si è in un ristorante al 90% si viene indirizzati verso un tavolo vicino alla vetrina che da in strada mentre in zone piùà rurali altre persone del villaggio vengono coinvolte a forza.

Ordino il piatto che la sera prima il marito di Juli aveva cucinato ossia maiale con 4 cm di cotica insieme a verze, giusto per non incappare nei famigerati piatti piccanti famosi della zona. Alle 16 re-incontriamo Julie ed un altro ragazzo cinese che sta viaggiando nell’ovest della Cina ed insieme andiamo a far visita alla città vecchia.

Ecco ciò che è rimasto: signori che giocano a carte e l’affumicatura del prosciutto in strada, anche Chongqing ha una zona nel quale l’umidità e la storia non sono state rimosse. Se non fosse che entro una decina di mesi questa parte verrà demolita per dar spazio all’avanzare strenuo no-prisoners-allowed (senza “prigionieri”) della macchina del progresso cinese.

Accettiamo l’invito della nostra ospitante di andare a degustare la famosa hot-pot, uno dei piatto più famosi della Cina, originante proprio da Chongqing. Ci sediamo a questo tavolo con una fornellino al centro nel quale viene posto un recipiente con dentro olio, spezie varie e peperoncino: io insisto anche per l’opzione non piccante quindi dentro il recipiente diene vesso a bagnomaria un altro contenitore metallico con acqua, verdure varie ed uno scheletro di pesce. Secondo i propri ritmi e necessità si mette a bollire in uno dei due recipienti degli ingredienti ordinati a parte (mortadella, verdure, funghi, trippe, fegatini di pollo etc) e dopo un paio di minuti li si ripesca.

Il giudizio su questo piatto è basso: tutto sa da niente, se non dall’olio di sesamo nel quale si intinge il cibo una volta pescato dall’ebollizione per farlo raffreddare. Assolutamente pollice basso per questa specialità, però anche questo fa parte del repertorio culinario cinese che, purtroppo, ha i suoi difetti come in questo caso.

Km. percorsi oggi: 0 Km.                              Totale km da inizio viaggio: 17446 Km

Autostop in Mercedes

13 Gennaio 2011 – Chengdu (CHN) – Chongqing (CHN), Giorno 292, 8.00

È arrivata l’ora di andarsene da Chengdu dopo sei giorni trascorsi in relax con una ragazza veramente d’oro come Lin Li. Ci salutiamo verso le 8 quando lei deve andare a lavorare, per poi consumare l’ultima ora a casa sua a sparecchiare tutto ciò che ci a prestato per dormire. Ieri ci ha anche regalato un maglione a testa, visto che la mia felpa e quella del Ture non erano sufficienti; in cambio noi le lasciamo mezza bottiglia da mezzo litro di vodka e della pasta con il quale potrà ricordarci.

Prendiamo due autobus per arrivare allo svincolo dello autostrada e poi ci mettiamo a fare il classico gesto con il pollice in alto. Chiedo ad un autista di tuk-tuk se la direzione per Chongqing è quella dove siamo e risponde di si, quindi pazientemente aspettiamo finchè…

Arriva un signore a spiegarci che quella non è la strada  “classica” che qualcuno farebbe per andare a Chongqing e che invece dovremmo metterci sulla principale più a sud. Verifichiamo sulla mappa chee così è quindi tra un imprecazione e l’altra prendiamo un taxi, onde evitare ulteriori perdite di tempo, per andare sull’altro punto dove poter fermare un auto. Facciamo lo svincolo a piedi e poi ci posizioniamo nella corsia d’immissione…sono sconfortato e l’idea di fare l’autosstop sta venendo sempre meno:  bisogna aspettare un passaggio verso dove parzialmente si decide di andare, senza potersi fermare e perdendo una quantità enorme di tempo invece che viaggiare in treno o bus notturno. Il fatto di avere una couchsurfer che ci attende a Chonqging fissa ancora di più i paletti e l’organizzazione di viaggio togliendo l’improvvisazione.

Alla fine un’auto si ferma e ci porta fino a metà strada, lasciandoci in un’area di servizio dove non ci sono altre soluzioni se non chiedere alle auto che sono in sosta di darci un passaggio. Mi sembra di elemosinare perchè a differenza dell’autostop dove ci si mette il pollice ed una persone si ferma si vuole, qui le tiriamo in causa. Un paio di risposte con sdegno contribuiscono a farmi sentire ancora di più un “elemosinatore” e desisto. Una ragazza che lavora in uno dei ristoranti vedendoci mezzi dispersi e chiede a dei signori in Mercedes se ci possono portare fino alla metropoli autonoma e loro accettano.

Quel che è ironico è che di tutti quelli che erano in parcheggio erano coloro al quale credevamo meno. Comunque ci va bene e nel lusso di un veicolo perfettamente assettato arriviamo a Chongqing e a casa di Julie piuttosto facilmente, dato che abita di fronte all’unico Hilton della città. I signori in auto volevano invitarci pure a cena al quale abbiamo dovuto rifiutare dato che ci eravamo già messi daccordo con la nostra couchsurfer.

Voler spendere poco in viaggio richiede preparazione oppure moltissima flessibilità: o ci si prepara individuando pernotti a poco o via la comunità di couchsurfing oppure ci si adatta a dormire in tenda o sacco a pelo ovunque capiti, cosa che ora con 0° risulta un po’ difficile. Di contro l’organizzazione può togliere eventuali sviluppi e sorprese.

Il fidanzato di Julie prepara la cena mentre la ragazza letteralmente non mi da nemmeno il tempo di respirare organizzandoci l’intera giornata successiva con cosa visitare, perchè, a che ora etc etc. Mi adeguo daltronde ognuno ha il suo metodo personale di approcciare e di rendere confortevole qualsiasi esperienza: lei forse è così e a me non va nemmeno male, dato che ricevere racconti dettagliati su cosa ci sia di bello in una città non capita di frequente.

Km. percorsi oggi: 0 Km.                              Totale km da inizio viaggio: 17446 Km

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