Articoli marcati con tag ‘bella italia’
Il Kirghizistan dall’elicottero
24 Novembre 2010 – Bishkek (KG), Giorno 242, 7.30
Sveglia prestissimo dato che andrò insieme con Fabrizio e Sandro in aeroporto per poi partire in elicottero con loro. Il loro hangar si trova ben poco distante dall’aeroporto Manas che è sia civile sia militare, con un’enorme parte occupata dal contingente americano. Sarà la mia prima volta in elicottero e già quando sono nell’hangar sono emozionato a vedere questo bolide della Agusta-Westland con 15 posti e seguo con attenzione Fabrizio mentre fa i controlli di routine pre-partenza e mentre m’illumina con descrizioni precise ed accurate dei componenti del velivolo.
Verso le 9 siamo tutti pronti per partire e mi colpisce il numero dell’equipaggio: pilota, apprendista pilota, meccanico, navigatore e benzinaio più quattro persone come passeggeri aggiunti, due dei quali verranno lasciati a Naryn. Il decollo è strano, abituato ormai al decollo diagonale degli aerei mentre l’elicottero dal posto si alza in volo per poi lanciarsi veloce verso le montagne. Il gps mi dice che ci muoviamo ad una velocità quasi sempre sopra i 250 km/hr in direzione sud-est e che il pilota automatico non erra assolutamente essendo la traccia dritta come un piombo. In nemmeno 45 minuti arrivamo a Naryn dopo essere passati sopra la parte centrale delle montagne della catena montuosa del Tian Shan, che mi sorprende per la scarsa presenza di neve, nonostante io mi aspettassi metri di polvere bianca. Nella città che riesco a vedere solo che dall’alto stanno preparando la costruzione di una filiale della “università dell’Asia centrale” sponsorizzata dall’Aga Khan. Come mi conferma Sandro, per qualche ragione lo obbligano a volare altissimo infatti siamo quasi sempre a 4000 metri s.l.m. anche quando le montagne sono un migliaio di metri più sotto, quindi l’effetto talvolta a simile a quello di un’aereo.
Il volo di ritorno induce sonnolenza in praticamente tutti coloro a bordo tranne (spero) i due piloti dovuto all’elevata altezza di viaggio e quando arriviamo di ritorno a Bishkek, Fabrizio e Sandro devono solo sbrigare alcune pratiche di routine prima di dirigerci per pranzo dal solito Walter. Mi sorprende vedere che il ristorante è completamente pieno, quello che mi sorprende meno è che sono tutti incravattati, visto che il costo è medio-alto. Walter è stressatissimo per il banchetto che deve preparare questo pomeriggio nell’ambasciata svizzera ed è talmente di fretta che quando chiede a Fabrizio un passaggio per portare nel cassone del pick-up tutto il materiale, si “dimentica” di farmi il conto…
Gli do una mano a scaricare tutta la roba prima che mi lascino a casa di Enrico dove c’è Gherardo, la persona proprio che cercavo. Come ho già detto non mi dispiacerebbe tornare a Bishkek magari per fare un corso di russo di un paio di mesi così mi informo su quanto sia facile fare import dall’Italia di qualsiasi merce e la sua risposta è molto chiara: mi dice che qui non c’è molto spazio per la merce di qualità essendo il mercato invaso da cineseria del tipo più economico, appunto per poter incontrare la spesa del kirghizo medio. In Kazakhstan, specialmente ad Almaty è il completo opposto, infatti molti italiani lavorano nel centro economico kazako come importatori.
Alle 17 vado a prendere il passaporto con l’estensione del visto kirghizo tra un insulto e l’altro nel vedere 5 segretarie lavorare nelle stesse carte invece che essere ognuna al proprio posto ed evadere più pratiche. Alla sera ultima cena con la coppia milanese e quando vado a letto penso “Ma perchè non sto qualche giorno in più qui a Bishkek? Potrei stare altri due giorni in ostello prima di dirigermi verso Almaty…”.
La decisione finale la prenderò l’indomani mattina.
Km. percorsi oggi: 0 Km.
Totale km GWR: 12224,89 Km Totale km da inizio viaggio: 15837 Km
Offroad pomeridiano
21 Novembre 2010 – Bishkek (KG), Giorno 239, 9.30
Pranzo di mezzogiorno in semi-famiglia con la congrega degli italiani dall’ormai celebre Walter, dove ormai sono di casa. Anche di domenica è possibile avere il menù fisso quindi vado di carpaccio di vitello e poi penne al ragù d’anitra, un po’ deludenti a dire il vero e gran finale con tiramisù che è penalizzato dal fatto che non ci sia mascarpone, che qui è introvabile ed al suo posto invece ci sia della crema fatta in casa.
A pranzo c’è anche Fabrizio, che di professione fa il meccanico di elicotteri e una ragazza ebreo-armena di nome Maria, che ha come peculiarità due occhi di un azzurro incredibile. Ieri si parlava della possibilità di andare a fare paintball oggi però purtroppo l’unico posto dove è possibile farlo è prenotato fino a mezzanotte (?!) quindi variamo il programma e con il Toyota Hilux pickup 4×4 di Fabrizio facciamo un escursione nelle montagne poco distanti da Bishkek.
Guida come un forsennato e nei posti dietro io, Chiara e Maria rotoliamo come degli scemi per le buche e le curve fatte a velocità folle. Non è una bellissima giornata e quando arriviamo ai piedi dei monti capiamo che la visuale sarà molto limitata causa la foschia che c’è. Prendiamo uno sterrato che quindici giorni prima aveva obbligato Fabrizio ad usare il verricello perchè il fango lo aveva fatto infossare, però oggi il manto stradale è ghiacciato a sufficienza quindi è piuttosto compatto.
Il grigiore della giornata non dà il giusto credito ai paesaggi che incontriamo e mi posso immaginare le stesse zone coloratissime in piena estate con le vallate abitate da decine di yurt, le tende dei nomadi kirghizi.
Ci fermiamo in un ristorante nella località chiamata 12 camini per via delle torri posizionate lungo il fiume. Questo ristorante non ha nulla da invidiare alle trattorie italiane di montagna e dentro è arredato splendidamente con numerosi animali imbalsamati, pelli di furetto, orsi e il salone centrale ha un accogliente camino centrale che riscalda l’intera stanza. Chiaramente un ambiente così bello ha il suo ritorno con dei prezzi abbastanza alti ed il dessert che io e Chiara prendiamo insieme, ossia della frutta caramellata preparata al flambè davanti di noi con del gelato costa circa 14€…
Mentre siamo a tavola Fabrizio mi spiega che martedì volerà con l’elicotter a Naryn, nel centro-est del Kirghizistan per portare delle persone che hanno fatto richiesta ed io, chiedo se c’è un posto in più anche per me. Non è sicuro e dovrà controllare con la segretaria però domani mi farà sapere, anche perchè la mia intenzione era di andarmene da Bishkek proprio martedì.
Una bella giornata (malgrado il tempo) di vita di tutti i giorni e nonostante io sia qui solo da 10 giorni, mi sento sempre più come fossi qui da molto di più o come se dovessi rimanere qui a lungo. Chissà…
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Il villano
18 Novembre 2010 – Bishkek (KG), Giorno 236, 10.00
È arrivata Chiara oggi e quando mi alzo dal letto sta sfacendo la valigia, con delle borse agli occhi formidabili causa il viaggio in aereo da Tashkent che ha dovuto fare di notte e i disguidi soliti all’aeroporto. Io invece mi sono svegliato tardi e devo arrivare il prima possibile all’ambasciata kazaka che chiude a mezzogiorno.
C’è una fila di 50 persone davanti a me però fortunatamente vedo che sono svelti a svolgere le pratiche i ragazzi allo sportello e quando tocca a me, chiedo se è possibile entrare fino alla regione di Almaty con il visto kirghizo, come letto dal sito del ministero degli affari esteri kazako. Purtroppo mi serve un visto con la doppia entrata in modo che entrambe le dogane al confine possino affigere i rispettivi stampi, di conseguenza a me non rimane altro che fare un nuovo visto kazako che però non potrò ricevere prima di lunedì sera. Per completare le pratiche del visto mi serve una fotocopia del passaporto e del visto kirghizo e siccome mancano 15 minuti alla chiusura, corro fuori e prendo un taxi per la copisteria che sta a 200 metri dall’ambascita; arriviamo, faccio la copia, ritorniamo ed il tassista mi chiede 200 Som (3,5€), la cifra con il quale potrei fare 15 km. Gli butto 50 Som, il minimo che rispetta anche la distanza che abbiamo fatto e mi precipito dentro in ambasciata che però ora vuole la ricevuta bancaria del pagamento del visto, che mi autorizzano a portare domani.
Quando esco il tassista mi viene incontro mi ridà indietro i 50 som e mi dice “Tu non sei una persona, quindi non voglio i tuoi soldi”. Rimetto i soldi in tasca pazientemente ed in russo gli dico “Con quei soldi faccio 50 volte la strada, capito, ladro di merda!”.
Ancora una volta in questo stato incontro feccia, feccia che è talmente abituata a rubare per prendersi da guadagnare che gli è diventato normale e gli è plausibile l’arroganza.
Solo una cena dal Walter riesce a farmi passare l’incazzamento di questo incontro che rimane tutto al giorno misto ad una certa intolleranza ai kirghizi. Cosa meglio di cibo 100% italico come lasagne e panna cotta alla fine, fatta da chef Walter perchè qui non ci sono gli ingredienti.
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Italianesimo
16 Novembre 2010 – Bishkek (KG), Giorno 234, 9.30
Il sole fuori mi richiama come un magnete ad andarmene in giro per la città daltronde è giorno di festa kirghisa, essendo 60 giorni dalla fine del Ramadan, e qui in Kirghizistan quando c’è da far festa millantano religione ed alzano il bicchierino di vodka. Tutto si mischia; tradizioni, etica pseudo-religiosa e gonne corte invadono le strade e quando la sera io ed Enrico andiamo da Walter a mangiare, c’è la folla in piazza. Sono terminati i veli a coprire il capo per le donne, sostituiti da russe gambe lasciate in piena (e giusta) vista, accompagnate talvolta da stivali a mezza gamba e coprispalle in pelo a creare una sorta di pelle d’oca.
La città è molto verde ed i viali sono quasi tutti alberati dando una equa sensazione di trovarsi in una città vivibile quanto piccola e giovane, contrariamente alle sue responsabilità di capitale. Ritrovare poi un pezzo d’Italia emigrata è una piacevole esperienza che allarga il mio bagaglio di conoscenze sotto diversi punti di vista, partendo dalle mille avventure di Giorgio Cinquemogli, nomignolo affibiato non a caso, ai piloti di elicottero e le varie regole di accesso per entrare nei paesi circostanti il Kirghizistan (si, ho chiesto di venir paracadutato in Cina con lo scooter…) alle analisi finanziarie dei mercati dell’Asia centrale ed africani.
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Seconda visita all’ospedale
15 Novembre 2010 – Bishkek (KG), Giorno 233, 8.30
Risveglio al terrore con un dolore allo sterno molto fastidioso e l’impossibilità di compiere respiri completi. “Ma che cazz…?” e sedendomi sul letto non cambia nulla e un po’ il timore che sia una cosa di strana mi mette in uno stato di agitazione ed i respiri diventano metà ed anche stentati.
Non mi è mai successa una cosa simile e mi preoccupo: non riesco a respirare bene, la dissenteria fino al giorno prima mi forzava a timbrare con irregolare regolarità e, new entry, ho mal di gola e raffreddore. Oggi però è anche l’unico giorno che l’ambasciata kazaka è aperta per fare il visto altrimenti devo aspettare fino a giovedì. La preoccupazione che la mia salute stia troppo complessivamente degenerando ho il sopravvento e decido di chiamare Walter che essendo residente qui da 10 anni dovrebbe conoscere un medico che parli inglese. Il dilemma è che domani è festa nazionale e oggi gran parte delle persone fanno ponte quindi è difficile trovare qualcuno disposto a lavorare e dopo un paio di chiamate da parte della segretaria del console italiano, trovo Diana, una dottoressa che parla benissimo inglese. L’esito è che probabilmente sono stato deabilitato dalla dissenteria e le difese immunitarie siano state particolarmente deboli: il mal di gola preso in scooter (quando imparerò che cantare in scooter non è il massimo) si è quindi propagato creando un irrigidimento delle fasce muscolari sotto sterno, perchè a suo giudizio i polmoni sono liberi ed è cio che mi rassicura.
Trasferisco tutta la mia roba dall’ostello-ospedale alla casa di Enrico che gentilmente si è offerto di ospitarmi per i miei giorni bishkekkiani sicuramente fino a quando la sua fidanzata Chiara tornerà, ossia giovedì. Non mi sento tanto in forma e la bosa di medicinali che Diana mi ha consigliato di prendere assomigliano di più a dei pasti chimici veri e propri. Quindi stand-by per il resto della giornata con funzionalità attive ridotte al minimo per recuperare un po’ di smalto.
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Bishkek
14 Novembre 2010 – Bishkek (KG), Giorno 232, 9.00
Bishkek è la città con il sole ed il cielo azzurro 300 giorni all’anno.
Bishkek è dove ci furono gli scontri in aprile e la rivoluzione contro l’allora presidente, Bakiyev.
Bishkek è verdissima e a rendere piacevole la città sono il numero di fate senza bacchetta che girano per le strade cardo decumaniche.
Oggi tutti questi fattori sono gettati nella mischia pertanto percorrere le strade disorientanti è rilassante ed io mi applico fino alle 16 quando incontro Enrico Pini detto Pini, il corrispondente locale di Caterpillar, con il quale sono stato messo dai miei protettori dello studio radiofonico milanese. Enrico si cambia d’abito e diventa il mio tour-guide passando dal circo dalla forma spaziale (letteralmente sembra un astronave), al parlamento con le pareti stuccate per riparare i danni creati nell’insurrezione di aprile, passando per il retro dove è stata rilocata l’enorme statua di Lenin che indica con l’indice il “nemico”, l’università americana di Bishkek.
Ma Bishkek quest’oggi sono il gruppo d’italiani incontrati al “ristorante Bella Italia” a partire dallo chef spanato Walter, agli elicotteristi ed eventuali ai faccendieri. Davanti ad una pizza con il prosciutto cotto e ananas (per il dispiacere dello chef) a tavola è difficile interrompere la serie divertente di minchiate e storie da spanciarsi del cantastorie Walter.
Il tutto mentre di fianco qualche super-presidentone con le sue guardie dal corpo se la ride, noi creiamo il nostro angolo d’Italia 10000 km più a Est. C’è chi è qui per lavoro a più o meno breve tempo e chi è rimasto qui, affascinato dallo stato che mi dicono essere cambiato drammaticamente negli ultimi 10 anni e chi è qui per le donne. Ognuno ha i suoi motivi ed ascoltare tutte le storie e le vicende della simpatica congrega è egoisticamente parte del mio esperimento: attraverso il sociale e l’esposizione al più gran numero di persone, m’interrogo.
Sotto l’intervista fatta a Caterpillar il 9 novembre 2010 con gli interventi finali delle ascoltatrici (SIC).
Km. percorsi oggi: 0 Km.
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Tutto e bene
15 Settembre 2010 – Bukhara (UZ), Giorno 172, 8.30
Il mal di testa se ne andato nonostante durante la notte stessi pensando come fare a svolgere tutte le cose che ho in coda per oggi: prelevare dollari da una banca, cambiarli in som, andare a prendere il pacco dalla DHL, visitare Bukkara, comprare l’olio 2T per lo scooter.
Il cielo è grigio per la prima volta da quando sono in Uzbekistan ed è molto strano. Faccio colazione con un liquido dolciastro dal retrogusto di fichi, marmellata di qualcosa, pane e le immancabili uova in padella che sono arrivato ad odiare. Chiedo al signore del B&B se sa dove posso trovare l’olio 2T e mi rendo conto di aver messo in moto la macchina uzbeka del “cellulare alla mano”: chiama un suo amico che pare essere il manager nel bazar delle vendite di olio e mi dice che ne hanno e, nonostante costi uno sproposito (prezzo sicuramente inflazionato previo costa dell’impegno telefonico), questa sera avrò 3 litri di olio sintetico.
Ora mi serve prelevare i soldi e nella prima in cui vado, la Banca Nazionale Uzbeka ha finito i dollari prelevabili su carte Visa. Non mi metto nemmeno a confutare il significato di questo insieme di parole e chiedo dove posso prelevarli in un altra banca, nel quale mi reco ed in 15 minuti ho i 150$ che mi dovrebbero bastare per un po’. Qui conosco Yassur, che prima utilizzo per parlare con il responsabile della DHL per sapere dove sia l’ufficio, e poi di sua spontanea volontà si offre di portarmi in auto dall’ufficio, praticamente a 10 metri dalla banca nazionale nel quale era stato precedentemente in mattinata. Una volta preso il pacco mi chiede cosa mi serve e gli dico che non posso comprare nulla dato che ho solo dollari e, sebbene lui lavori in banca, sono spudorato nel chiedergli se sa dove cambiare i soldi sul mercato nero. Invece di essere sorpreso mi porta in un bazar dove mi promette che riceverò un buon cambio e così è: 2190 Som per un dollaro è il tasso più alto che ho avuto sinora. Non contento mi porta fino al B&B e contrariamente al mio pensiero, che ormai vaneggiava una possibile richiesta di soldi in cambio di questa servizio tassistico, mi saluta con un sorriso che cancella tutti i miei pensieri secondi.
In ostello smembro il pacco e non posso rimanere estasiato: aldilà che RMS sia l’azienda che ha accettato di farmi da sponsor per quanto riguarda la componentistica scooter, sono delle persone che lavorano BENE! Luigi, colui che è il mio interlocutore telefonico e via mail è sempre celere nel rispondere e nel fugare ogni dubbio; questa volta oltre ad un motore nuovo (pensavo mi dovesse servire dopo Tashkent e invece…), due centraline, un filtro, un pistone e due paia di fascie di ricambio hanno messo anche le mappe che ho comprato e fatto inviare in sede da aggiungere nel pacco. Mi piace chi lavora bene e questo pacco è micidiale: piccolo e c’è tutto! RMS grazie di esistere!
Inizia anche a piovere e la temperatura scende rendendo il caldo pomeridiano tollerabile e quando smette è un piacere girare con il frescolino per le stradine e le medressa di Bukkara. La città è bella però il fatto che pochissimi sono gli edifici nel quale si può entrare e le strade in mattonelle rendono il tutto meno fiabesco di Khiva, nel quale tutto era circoscritto entro una mura ed il visitabile era omogeneo.
Lyabi Hauz è la piazza nel quale da la vietta che viene fuori dal B&B nel quale sto ed è dove molti dei turisti si fermano a pranzare, quasi per poter ricordare i pasti open-air che pochi giorni prima facevano in Europa…Passo pèr il bazaar sommerso di bacherelle turistiche che porta al minareto di Kalon situato in mezzo alla moschea di Kalon e alla Medressa di Mir-i-Arab.
Mi fermo in un cafè dove fanno dei caffè funky e provo quello al cardamone; avevo già provato in Armenia in thè di Mika con cardamone e ginger (in italiano?) ed era spettacolare mentre questo caffè fa abbastanza schifo, a metà gusto tra arabica e cardamone senza dare nessun credito a ambedue. I dolcetti che accompagnano sono pure loro insignificanti ed almeno a tirare su questa delusione di pausa caffè è il gruppo turistico americano sul tavolo a fianco nel quale il tour leader lancia una prolissa spiegazione sull’influenza dell’Uzbekistan sul Cristianesimo e l’Islam.
La sera, me la merito, una cena in un ristorante italiano di nome Bella Italia: prima di andarci penso che questi siano stati a Londra, abbiano visto l’enorme catena di catering con lo stesso nome ed abbiano copiato il menù. Invece, il ristorante è molto bello come interni e le bruschette al formaggio fresco e aglio sono uno spettacolo e pure la pasta al ragù non è per niente malaccio, se non fosse per il minchia di coriandolo che impera dappertutto ci possa essere un sapore buono di fondo per rovinare allegramente il tutto.
Km. percorsi oggi: 0 Km.
Totale km GWR: 8327,79 Km Totale km da inizio viaggio: 11738 Km

