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Detengo il Guinness!
26 Maggio 2011 – Phnom Penh (K), Giorno 425, 8.30
Finalmente arrivò il giorno.
Una settimana fa circa mi contattò una tizia del Guinness chiedendomi spiegazioni sul perchè avessi un vuoto sull’itinerario in Turchia. Non avendo più sentito alcuna informazione, ho cercato su internet per vedere se magari avessero pubblicato il record, dimenticando d’informarmi.
Ed è così, da un messaggio su Twitter che venivo a scoprire l’annunciazione del fatto che io sia detentore del Guinness dei Primati per la “maggior distanza compiuta con uno scooter 50cc”!
Il record riguarda i 12.441,29 km compiuti da Shumen in Bulgaria a Almaty in Kazakhstan tra il 25 maggio 2010 ed il 25 novembre 2010.
Nonostante battere il record non fosse il mio obiettivo primario, sono onorato di ricevere questo certificato che attesta la mia impresa via terra compiuta con il fido scooter.
Il numero tuttavia è fedele mataforicamente al numero di persone incontrate ed esperienze avute.
Inizialmente partito con destinazione finale il Tagikistan, una volta arrivato nella capitale Dushanbe, non mi sentii pago dell’esperienza decidendo di proseguire il “cammino” in Asia Sud-orientale.
“Sentivo che quel che era la destinazione decisa all’origine non rispecchiava la mia fame di scoperta. L’Asia centrale aveva sconvolto i miei preconcetti su religioni e culture diverse dalla mia ed al contempo così incredilmente vicine sul piano umano”.
Un viaggio che posso sintetizzare con alcuni episodi.
“Trovarmi a 4300 metri sul livello del mare ad affrontare un passo tagiko spingendo lo scooter con la ruota sgonfia; attraversare 1000 km di deserto e steppa kazaka; venire ospitato da sconosciuti e rimanere non ospite, ma come un membro della famiglia. Capire cosa vuol dire perseveranza, non mollare e fidarsi del prossimo.”
Un’impresa che deve dar credito ad alcune aziende italiane che hanno creduto nella mia missione esplorativa.
“Senza i componenti motoristici RMS sarei rimasto bloccato nel Caucaso. Ci hanno creduto dall’inizio, così come Fabiano Bonato, il sindaco di Carbonera, primo vero sostenitore del mio progetto. Gli indumenti tecnici della AKU di Montebelluna, mi hanno dato comfort e reso in grado di affrontare le escursioni termiche in Cina e Asia.
Per il futuro cosa c’è? Altri record?
“Ne ho in mente un altro, vediamo….”.
Km. percorsi oggi: 0 Km Totale km da inizio viaggio: 21598 Km
La fine del Guinness
26 Novembre 2010 – Almaty (KZ), Giorno 244, 9.30
Che giornata strana e tormentata sin dal primo mattino quando mi sveglio e nei miei pensieri c’è la mia unica ex, che pensavo di aver dimenticato molto tempo fa ed invece ogni tanto riemerge in superfice. Le ore che seguono sono una conseguenze di questo risveglio al vetriolo e quindi il mio umore non è dei migliori. Ho moltissime cose da fare qui ad Almaty complice il fatto che in questa città termino il conteggio dei chilometri per il Guinness dei primati. Perchè?
I piani futuri prevedono uno stacco geografico, una stacco temporale dallo scooter che è superiore ai 14 giorni d’immobilità concessi dal Guinness e poi ultimo fattore non voglio più avere questa mannaia che mi pende sulla coppa qualsiasi volta io voglia fermarmi in qualche luogo. Quando ero a Shumen pensavo che sostare in un posto per due settimane fosse altamente improbabile però i 10 giorni trascorsi a Bishkek sono la prova che posso stare in qualche luogo per più di quanto potrei immaginare.
Voglio staccarmi dalla più minima costrizione che non sia la mia volontà. Forse in qualche luogo potrei prendere in considerazione l’idea di fermarmi a fare un po’ di volontariato ed insegnare inglese o qualsiasi altra attività e non voglio dover prostrarmi ad una cosa che dà risalto più ai numeri che all’esperienza in sè. Per la serie, è stato bello finchè è durato.
Ed è mentre sono in un bar dalle cifre folli (5€ per un tortino ed un cappuccino) ma che fortunatamente ha la WiFi che parlo con Simone del www.500downunder.com che mi comunica che ha intenzione di voler sconfiggere il mio primato facendo da Ushuaia in Argentina fino all’Alaska in 50cc verso la fine dell’anno prossimo.
La prima sensazione è di rabbia: perchè cazzo deve mettersi a sfidare il mio record quando c’è ne sono altri mille con il quale confrontarsi…
Dopodichè la mie idea cambia e mi riviene in mente quando “sminuivo” il risalto che il mio viaggio aveva assunto con la partecipazione alla sfida del Guinness penalizzando l’esperienza culturale in sè. Però è normale: per molte persone i numeri, il venir certificato è più importante rispetto a cosa c’è dietro un viaggio del genere però mai vorrò che i chilometri compiuti facciano passare in secondo piano la gente che ho incontrato.
…e sapevo che un giorno qualcuno avrebbe voluto sconfiggere ciò che ho fatto, magari qualche 14enne che in un circuito tondo avrebbe guidato lo scooter per 200 pur di fare più di 14000 km…quindi ben venga che sia un onorevole viaggio fatto da una persona che ho conosciuto, giramondo come me!
Se Simone deciderà di andare, avrà la mia benedizione.
Cambio idea e dico ad Alexei che non andrò fuori con lui dato che ne ho voglia di uscire tantomeno di spendere 20 e passa dollari per una cena. Questa città sicuramente è in contrasto con un viaggio low-cost come il mio perchè persino un pacco di tortellini russi costa quasi 3€.
Km. percorsi oggi: 0 Km.
Totale km GWR: 12441,29 Km Totale km da inizio viaggio: 16079 Km
Record infranto!
04 Giugno 2010 Karababa (TR) – Kum Limani (TR), Giorno 69, 9.00
Come mi sveglio c’è già lo sceriffo fuori ad aspettarmi e dopo un thè di buon risveglio ed aver salutato i vecchietti della sera prima edizione mattutina, mi rimetto in strada in direzione Gelobolu (Gallipoli) e la penisola dello stretto dei Dardanelli.
Non avendo fatto colazione alla prima occasione utile, quando sono a Malkara mi fermo in piazza vagliando in che posto fermarmi a fare uno spuntino quando un vecchietto viene fuori da una thè house parlndomi in tedesco: m’invita dentro nel suo locale e quando gli dico se è possibile fare colazione, mi dice che non c’è problema e tempo cinque minuti, il nipote arriva con delle scatole di olive, pane e formaggio a volontà. Süleyman ha vissuto 11 anni a Düsseldorf però non sono riuscito a capire facendo che lavoro: parliamo una mezz’oretta e quando devo andarmene mi dice che la colazione, il caffè ed i due thè sono da parte della casa. Ringrazio ed ascolto i suoi ultimi consigli su come arrivare a Gelibolu, anche se non lo ascolterò tentando di fare delle strade più piccole alla ricerca della vita dei villaggi.
Chiedo informazioni su come prendere la strada che da Malkara viene giù dritta per Deveci ed un signore che lavora come portinaio in un’azienda agricola, mi spiega le direzione e persino mi offre un thè che però rifiuto dato che ne ho avuto uno 5 minuti prima. Procedo per questa strada piccola dalla qualità comunque buona finchè inevitabilmente mi perdo, nonostante chieda in giro frequentemente come arrivare sulla cittadina seguente secondo la mappa.
Senza fretta è bello perdersi, capire dove si è, vedere le persone stupirsi che chiedi a loro informazioni su come arrivare ad un villaggio ed immagino che si chiedono “Ma cosa va a fare questo là?”.Vedere la realtà più rurale, “l’industria” dei viveri dato che è da qui che provengono il cibo per le città e come in questi paesi la meccanizzazione agricola sia minima, con le braccia e la schiena curva a fare ancora da padroni.
Mi fermo nel tardo pomeriggio per pranzare con moussaka (la chiamano così però non aveva la stessa forma: riso, melanzane e carne di agnello) e poi giù verso la penisola, destinazione la parte a sud. Per poter tagliare i viveri alla Russia, le cui mercanzie arrivavano attraverso qui e poi il Bosforo, le forze alleate (UK, Australia, Francia e Nuova Zelanda) decisero che Istanbul andava conquistata per avere il controllo sul Bosforo però per arrivarci era necessario, come primo passo, conquistare lo stretto dei Dardanelli. Nel marzo 1915 un paio di navi vennero inviate e i turchi risposero con il fuoco: le forze alleate quindi presero del tempo per organizzare un attacco pianificato, senza sapere che le non proprio equipaggiate forze turche, ebbero tempo prezioso per posizionarsi sul territorio: nell’aprile e dicembre del 1915 venne combattuta una delle più sanguinose battagle del conflitto mondiale. L’armata degli ANZAC (Australia Nuova Zelanda Forze Armate) sbarcarono per errore nella zona montuosa di Kabatepe, invece che 10 km a nord dove sarebbe stata più semplice l’avanzata nell’entrotetta. I turchi cecchinarono gli invasori e solo nel primo giorno ci furono sui 2000 morti: è in questa battaglia che il colonnello Mustafa Kemal inizierà la sua carriera di condottiero e di motivatore (celebre il motto “Non vi ordino di combattere, vi ordino di morire”). I turchi resistettero e circa 100,000 morti dopo, le forze alleate si ritirarono.
In corsa filmo mentre infrango il record attuale di distanza in 50cc di 1000 km e questo nemmeno 10 giorni dopo essere partito con questo addendum.
Nel campeggio di Kabatepe mi chiedono 15 Lira (7,5€) e gli rido in faccia alla proposta: non ho benzina però ed un signore gentilmente preleva un litro dalla sua moto e me la da, andandosene ancora prima che possa ringraziarlo. Torno a Eceabat e poi mi dirigo 5 km a sud di Kabatepe, nel campeggio di un hotel dove pago 10 Lira ma almeno potrò farmi una doccia dopo alcuni giorni di latitanza.
Il mare che dista 50 m può aspettare domani mattina.
Km. percorsi oggi: 191 Km.
Totale km GWR: 1043,65 Km Totale km da inizio viaggio: 3890 Km
In corsa per il Guinness dei primati
01 Giugno 2010 Slanchev Bryag (BG) – Tsarevo (BG), Giorno 66, 9.30
Il cielo è nuvoloso tanto per cambiare però se sto qua un altro giorno e poi non vado ad Istanbul come ho deciso è illogico. Alla fine ho scartato la “capitale” turca per i seguenti motivi:
- Il traffico a Istanbul è notoriamente caotico
- Ci sono 20 milioni di persone
- Il numero di attrazioni da visitare richiede maggior tempo di quello che io potrei dedicare
- Dopo aver inviato 15 richieste su couchsurfing ed aver ricevute altrettante risposte negative, prendo il dato come un presagio
- I prezzi turchi, già alti di per sè, in Istanbul sono ancora maggiori.
La mia intenzione è di attraversare il confine turco oggi ed arrivare verso lo stretto dei Dardanelli in 2-3 giorni. Passo Burgas senza inoltrarmi nel centro dato che mi è stato detto essere nulla d’interessante, vista la vocazione industriale e portuale. Decido invece di fermarmi a Sozopol, simile a Necebar come contenuto misto storico e balneare, se non fosse che qui le costruzione descritte come monumenti abbiano nemmeno un secolo. A quanto pare è una meta privilegiata dal turismo russo e non mi sorprende se l’aspetto “storico” sia invece manufatto…
Finalmente vengo contattato dal Guinness World Record che conferma la mia richiesta di battere il record come “maggior distanza compiuta in
50cc”. Mi richiedono di compiere almeno 1000 km, il che è una bazzecola: da Shumen ho iniziato un nuovo totale chilometrico visto che è dalla cittadina bulgara che ho il 50cc installato. Dovrò inoltre raccogliere più spesso possibile dei timbri da qualche autorità che certifichi che io sia effettivamente passato per tale località. A far fede saranno anche il materiale video e fotografico che raccoglierò lungo il tragitto.
Ho deciso di aggiungere questa sfida al mio progetto di viaggio perchè ciò non mi complica la vita, non fissandomi dei paletti (unico requisito è di non fare soste di una durata maggiore i 14 giorni) e per rendere il tempo speso in strada maggiormente utile. Quello che non modificherò e la natura dell’avanzata lenta e scansionata con una progressione che mi permetta di conoscere persone e luoghi nuovi secondo i miei tempi.
La strada che prosegue lungo la costa si inerpica e poi scende a ritmo costante, costringendomi a mantenere un’andatura dettata dal regime motoristico di Scooty: sono le 18 quando la strada curva verso l’interno in direzione Malko Tarnovo e il Mar Nero alla mia sinistra ha un richiamo più forte. Trovo un campeggio ad Arapia, un villaggio minuscolo frequentato unicamente da turisti bulgari che si recano qui come tradizione familiare: non ho soldi con me e il primo campeggio mi chiede 10 Leva (5€) per praticamente nessun servizio, il secondo mi dice che non ci sono problemi per una notte senza pagare.
Non ho nemmeno benzina nel fornello dato che l’ho svuotata nello scooter ieri quando ero rimasto a piedi e mi tocca prelevarne un po’ piegando lo scooter sul lato, fino a terra: la quantità non p sufficiente per cucinare interamente la pasta in busta, e la lascio in pentolino chiuso per 15 minuti, affinchè si cucini nel tepore. Questo tipo di piatti sono il vero sacrificio del viaggio: cibo in polvere, senza nessun gusto e piacere nel mangiarlo il cui unico beneficio e di mettere in silenzio la fame ma non i rumori di sgradimento da parte dello stomaco a posteriori…Per fortuna una signora nel campeggio conosciuta all’entrata mi porta un piatto di pesce cucinato da lei che da più soddisfazione.
Il cielo diventa scurissimo però prima riesce a fare una passeggiate lungo la spiaggia: l’acqua ha una temperatura gradevolissima e quando entro 30 cm nell’acqua un branco di pesciolini minuscoli iniziano a “mordere”, rimuovendo le coagulazioni di sangue nelle ferite. La pioggia forte mi costringe in tenda che trattiene splendidamente l’acqua ed io posso leggere in totale tranquillità.
Km. percorsi oggi: 117 Km.
Totale km GWR: 631,57 Km Totale km da inizio viaggio: 3461 Km


