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La pioggia ed il demonio
30 Marzo 2010, Pivka (SLO) – Vrbovsko (HR), Giorno 3, 11.00, 44.293 Km
Mi risveglio che le vacche non sono più nella stalla e penso che gentili che sono stati i proprietari a non venirmi a chiedere che cosa ci faveo lì, nella loro proprietà: mi chiedo come reagirebbe mio padre o mia madre se vedesse una tenda accampata nei filari di viti che abbiamo. Penso che verrebbero a dirmelo e io gli direi che a meno che il fatto che ci calpestino l’erba per noi sia un problema, di lasciarli lì, che se ne andranno a breve…
Arriva anche il contadino per rifornire la mangiatoia delle vacche e io lo saluto in distanza e lui ricambia. Il cielo è blu nerastro e non promette nulla di buono, infatti dopo aver fatto i 500 metri di sterrato per ritornare sulla principale, inizia a piovere; fa anche freddo maledetto e io, nonostante i molti strati di vestiti ancora tremo che è un piacere, colpa forse delle “aereazioni” che ho nelle scarpe che fanno si che praticamente io viaggi in ciabatte.
Inizio a chiedere informazioni per dirigermi verso Delnice e prendere la strada che mi porterà a Karlovac: qui tutti parlano almeno una lingua che conosco e al massimo sfoggio le mie conoscenze di slavo per aiutarli quando ci sia una barriera comunicativa. Mi tocca proseguire fino a Rijeka (Fiume) poichè la strada che avevo preventivato di compiere ha un metro di neve in strada così ascolto i consigli della polizia e mi dirigo verso Rijeka. Qui ved per la prima (ed ultima) volta in un bel pò l’Adriatico, anche se prometto che vedrò ancora qualche scoria di Marghera all’altezza della Turchia…
La strada che mi deve portare a Delnice non è nient’altro che la vecchia strada che collegava Rijeka a Zagreb (Zagabria) però quasi subito è interrotta causa massi in strada. Chiedo in giro tipo 10 volte per riuscire a capire come prenderla dopo il blocco e dopo 30 minuti riesco a capire come fare quindi scelgo di premiarmi con un pranzo in un posto bello pieno di camion e mi sento di dover sfornare due perle di saggezza:
- Dove c’è camionista c’è speranza: chi meglio di loro sa il meglio della strada, quindi dove mangiare come giungere, dritte dove dormire etc.
- Pranzo+cena=prena!!. Tenterò quanto più di fare un pranzo posticipato, quindi verso le 15-16 in modo che cali la fame della sera, quando necessiterò solo uno spuntino.
La cameriera mi porta il listino in italiano, però io opto per la soluzione del nonnino seduto in fronte a me: ciò che mi arriva e un pollo che in UK si verrebbe arrestati a presentarlo in tavola. È poco cotto, abbastanza rosso ed il contorno non è proprio ciò che avevo chiesto, ossia verdure cotte al posto di un insalata mista. Me ne frego e trangugio insieme con il pane, vera prelibatezza del piatto e dopo mi do la carica co un caffè che per un motivo a me sconosciuto sa da grappa…
Mi piace essere critico a 360°, lo sono con la cucina di mia madre, con ciò che faccio, con ciò che non faccio e quindi anche con ciò che mangio quando sono così vagabondo però a dire il vero, mi faccio pochi problemi a scavalcare la critica e passare oltre: non critico alzando un muro bensì critico aprendo comunque la porta…
Continuo nonostante la pioggia ed ovviamente mio compagno fedele, il mal di schiena sulla parte destra delle fascie muscolari costali: è con me dalla settimana di ritorno fatta in filata l’anno scorso dalla Romania a casa.
Come passo un distributore ho 3/8 di serbatoio, però balena in mente il fatto “C’è ne sarà un altro a breve?”. La risposta è no, così quando voglio accamaprmi ho anche bisogno di trovare un distributore: una signora mi dice che a 1 km a Vrbovsko, c’è un distributore così mi dirigo e…è chiuso, poichè sono ormai le 19.30!
Cerco una stanza nelle vicinanze e non appena la trovo a 50 m dall’affittacamere lo scooter muore, senza benzina! Prevedo che d’ora in avanti dovrò portare con me almeno 2 litri di benzina come soluzione a questi casi.
Prendo la stanza per 100 kune e la signora mi prepara anche un panino con dello speck e 3 mele. Carico l’elettronica che ho dietro, ritocco dei filmati, mi lavo la roba sporca (che ritorna addosso gloriosamente il giorno dopo) e me ne vado a dormire.
Ricevo un sms da mia cugina che mi dice che devo rendermi conto di ciò che ho dietro prima di guardare in fronte a me in questo viaggio, che poco ha di fisico e molto più di spirituale…mia sorella dice che devo spolverarmi dal’essere stato 6 mesi stabile a casa.
Entrambe hanno ragione, voglio meglio capire cosa ho, cosa voglio…
Km. percorsi: 166 Km. Tot km: 428 Km.
Salutando il Trio Punto
29 Marzo 2010, Gradisca (I) – Pivka (SLO), Giorno 2, 11.45, 44.197 Km
Alle 10 parte la sveglia ed insieme la signora dell’hotel ci viene a bussare per ricordarci che il check-out è alle 10.30. Io ero già stato svegliato alle 7.30 da un allarme che era partito a suonare da non so dove…
La colazione è inclusa così stranamente alle 10.30 è ancora possibile approffitarne. Decidiamo di andare alle grotte di Postumia (Postojna), nel quale devo essere già stato quando ero piccolissimo. Da Gradisca alle grotte c’è da compiere un tragitto di 25 km circa e una volta arrivati lì ci accorgiamo che come a Plitvice Jezeera , l’ingresso è mostruosamente alto, cioè 20€. Noi ci fingiamo studenti, mostriamo la carta d’identità la quale porta ancora la dizione di “studente” e paghiamo 16€. L’ingresso non è permesso individualmente così bisogna aspettare il trenino che ti porti giù dal quale si può compiere un breve tratto a piedi e poi di nuovo nel trenino fino all’uscita.
Dopo aver pranzato a base di cevapcici, facciamo la visita guidata alle formazioni calcaree formatisi nel giro di centinai di anni. Il gruppo d’italiani che seguno la guida è enorme e ovviamente rumorosissimo di conseguenza è difficiletto sentire cosa dice la guida.
Terminata la visita è giunta l’ora dei saluti anche con il trio Punto e questo avviene in un bar dove vengono sconvolti dal fatto che io stia andando in Tajikistan in scooter…forse può sembrare inconsueto che uno ti si presenti lì e ti dica che sta andando così distante, ma non lo sto mica facendo in bicicletta!!!
Io e Paolo percentualizziamo la possiblità che la barista, ormai disarmata, mi possa ospitare, ma alla fine nulla se ne fa: io mi disinnamoro nel giro di alcuni millisecondi però non cediamo alla nostra stoffa misto sintetico di corteggiatori, playboy Mediterannean style e così prima di andarcene chiediamo il mini trofeo, cioè la foto della nostro comitiva con la signorina in questione. I Deftones direbbero “Back to school”…
Quando riparto il cielo minaccia acqua ed io preoccupato dalla vicina tormenta, dal fatto che stia diventando scuro e anche dal fatto che non so bene dove devo andare, ne approfitto per rendere mia sistemazione notturna, una prateria che ho sulla sinistra, dietro a alberi e cespugli. A 30m c’è una stalla ma non vedo abitazioni, così decido di accamparmi li per la notte.
Prima di dormire però apro il regalo di Maria, un libro sull’amore tra gli individui, sul paradosso e l’impensabile modo nel quale le persone si uniscono nel nome dell’amore. È un libro che sicuramente mi servirà alla sera quando non avrò una presenza con il quale condividere dei discorsi e soprattutto potrà tornarmi utile a farmi capire quell’universo sentimentale, dal quale penso di essere uscito fuori orbita molto tempo fa…
Km. percorsi: 97 Km. Tot km: 262 Km.

