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2 mesiversario di viaggio
28 Aprile 2010 – 27 Maggio 2010
Lacul Vidra (RO) – Veliko Tarnovo (BG)
30 giorni Totali, 1088 km nel mese corrente, 2960 km Totali
Spesa totale: 584.80 € (per vedere il dettaglio clicca qui)
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Il secondo mese di viaggio ha avuto due permanenza prevalenti, quella a Bratei vicino a Medias da Ioan in Romania e quella a Shumen da Bogdana in Bulgaria. Di opposta natura, dato che la prima è stato un atto di solidarietà verso di me, viandante con prode malconcio, mentre la seconda è stato un domicilio fornitomi da alcuni amici in Italia presso un loro genitore. Quella che non varia è la splendida ospitalità offertomi in entrambe le situazioni in grado di farmi sentire in nessun momento un ospite oppure un passeggero bensì una persona gradita ed introdurlo senza remore entro il proprio nucleo famigliare.
In mezzo a queste due esperienze temporalmente più lunghe tanti altri episodi di ospitalità basti pensare al fatto che non ho fatto nessuna notte in tenda! Ho utilizzato couchsurfing per quelle città che volevo visitare senza dover ricorrere a strutture organizzate ed oltre a ricevere una sistemazione per la notte, ho incontrato persone volenterosissime di scambiare esperienze di viaggio oppure non e con talune affrontare discorsi che stanno diventando sempre più il leit-motif del viaggio, ossia geopolitica.
Talvolta ho pensato a cosa do io in cambio di tale bontà e non posso non sentirmi in negativo: ricevo ospitalità, tempo, cibo ed io come ricambio questo? A questo rispondo usando alcune parole di Ioan: “Quando venni a Torino non avevo nulla se non 100€. Se non fosse stato l’aiuto di alcune persone non sarei stato in grado di trovare un lavoro e nemmeno di pagarmi il cibo. Ora io a te, voglio dare il mio contributo”, come se la solidarietà non debba essere per forza bilaterale con una persona bensì circolare e proceda da chi da a me, ed io a chiunque altro si trovi dopo di me nel cerchio. A dispetto di chi dice che bisogna fare girare l’economia…
Sono in attesa di una risposta ad un progetto parallelo che voglio affiancare al viaggio per aggiungere un po’ di mordente al viaggio, dato che questo non mi applica nessuna restrizione. Se così non fosse, non avrebbe senso: la progressione lungo il tracciato deve avvenire secondo ciò che maturo lungo la via, il viaggio a guidare il viaggio.
English version
The second month of my trip had two main experiences, which are the time spent in Bratei near Medias with Ioan in Romania and the one in Shumen with Bogdana, in Bulgaria. There were of opposite nature, as the first was an act of mercy to the traveler with the broken vehicle and the second was organized beforehand from some friends of mine in Italy, willing to help with an accommodation at their parents. What does not vary is the amazing hospitality given to me in both situations, which never made me feel as a guest but rather as an added person to their families.
Among these two main experiences many other acts of open-heartedness have happened and the fact that I did not do any night in the tent is self explanatory! I have used couchsurfing in the big cities I wanted to visit without having to go in organized structures: this allowed me to meet people that did not want to offer me only a place to stay but also share my experiences gained during the trip and seldom go into deep conversation regarding what is increasingly becoming the leit-motif of my trip, geopolitics.
A few times I was assessing what I give back to the people that offer to me unconditionally hospitality, time and food. I use partly the words of Ioan to respond to this: “When I went to Turin I ad nothing but 100€. If some people wouldn’t have helped me, I was not able to find a job and as a consequence money to eat. Now, I want to offer my help to somebody else” as if mercy does not necessarily have to be bilateral with the person has given it to you but circular, proceeding from who gives it to me to whoever is after me in the circle.
I am awaiting a response from a parallel project which I want to add to my trip to spice up the adventure and also because this project does not restrict me. I wouldn’t do it otherwise: the progression needs to happen spontaneously, the trip guiding the trip.
Englishman in Ruse
11 Maggio 2010 Bucharest (RO) – Ruse (BG), Giorno 45, 9.00, 46.542 Km
Sento David che digita al computer e penso che non può essere tanto presto vista la sua riluttanza ad essere mattutino però quando controllo il cellulare sono neanche le 9. Sogno ancora la torta fantastica acquistata nella pasticcieria il giorno prima quindi anche per oggi voglio ripetermi: con David prendiamo due baklava e due fette di torta alla soia (scoperto dopo averle acquistate). Delusione se comparate a quelle del giorno prima, però comunque commestibili; agiamo al contrario, quindi dopo i dolci andiamo a mangiare in una mensa piuttosto economica delle salsicciette fine ed un insalatina. A posteriori affermo che il gusto strano delle salsiccie ha avuto la sua conferma con degli strani risvolti intestinali nella serata…maledetto cibo pronto!
Oggi ho intenzione di entrare in Romania e di fermarmi a metà via tra la capitale rumena e Shumen, dove conto di arrivare per la sera del giorno dopo. Saluto David, mio cordialissimo ospitante e mi fiondo nel traffico scriteriato di Bucharest, composto da taxi selvaggi e segnalazioni sporadiche. Utilizzo il Garmin per vedere i punti cardinali e mirare verso sud dato che ogni altra indicazione stradale finisce per indirizzarmi altrove o indietro.
La nazionale che porta fino a Giurgiu, ultima roccaforte rumena posta sulle rive del Danubio, passa attraverso maestose distensioni verdi di foraggio per animali, pascoli e coltivazioni di mais. Alla frontiera rumena non c’è nessuno a fermarmi pertanto procedo fino al casello dove bisogna pagare il pedaggio del ponte sul Danubio, unico attraversamento stradale che congiunge Bulgaria e Romania. Non pago poichè i motociclisti non sono soggetti alla tassa e quando arrivo in Bulgaria, le procedure in frontiera sono velocissime. Sono sorpreso quando procedo verso il centro di Pyce (Ruse in caratteri romani) come a distanza di pochi chilometri ci sia una differenza così notevole, frutto di quel separazione geografica prodotta da un fattore naturale, quale il fiume. Lo scenario, non solo per il ritorno del cirillico, mi rinfresca visioni dell’Ucraina e ciò è amplificato dalle chiome biondo platino di molte ragazze e dalla polvere sulla strada, che rende impossibile la guida con la visiera aperta.
Con il cirillico è ancora battaglia, però ricordo che la loro ’p’ è equivalente alla ‘r’ in latino per cui la parola che finisce con la ‘r’ deve significare center o qualcosa di simile. La mia volpaggine non tradisce quindi all’ingresso della zona pedonale, parcheggio il mio locomotore, facendo attenzione che nulla sia fuori dalle valigie rigide che ho. La tenda, che da ormai 3 settimane tengo sul lato destro dello scooter con delle corde elastiche, la ripongo sul box posteriore e con me porto solo lo zainetto e il giubbetto da motociclista. Mi piace questa città e quando vado all’ufficio informazioni me la vendono ancora meglio: mi dicono che necessita del tempo per venir visitata in modo approfondito e quando chiedo dove possa pernottare mi consigliano l’ostello cittadino oppure il campeggio, a 7 km di distanza in direzione opposta al quale devo andare.
Sono le 18 e voglio mettere gli ormeggi prima di fare una visita serale alla città e tento la mia prima volta in’ostello in questo viaggio: all’ “English Guesthouse”, il padrone inglese Steve, subito inizia a parlarmi della bellezza della città però io lo fermo subito e parlo Leva bulgari. Mi chiede 35 Leva e dopo avergli fatto notare che nemmeno a Barcellona costa così tanto un ostello ed aver tentennato il giusto, arriva a 30 (15€) ed io non ho voglia di andare in cerca di altro, pertanto staziono qui per questa notte. Per ridurre i costi, mangierò una porzione di noodle disidratati da 0,25€ che ho acquistato in Romania.
Riesco anche a controllare la mia posta elettronica e vedere che la RMS, azienda di Milano produttrice di parti OEM della Piaggio, ha accettato di fungere da sponsor per quanto concerne le parti che mi serviranno durante questo lungo viaggio verso l’Asia e oggi provvederà all’invio di una prima lista di parti richiesta per rendere Scooty funzionale al 100%.
Perchè Steve inizi a parlare, basta dargli il La e tra una battuta al vetriolo a qualsiasi nazionalità gli venga in mente (“Sai cosa scriverò sul blog dell’ostello? Claudio è una brava persona ma è andato avanti per ore indeciso su che stanza andare, come se non sapesse in che lato stare…” riferimento all’Italia durante la II guerra mondiale) e considerazioni sullo stato attuale dell’Inghilterra. Manifesta non tanto celato rancore verso i pakistani, colpevoli a suo dire di essere coloro che provocano razzismo da parte degli inglesi verso tutti gli stranieri, nonostante siano solo loro i criminali. Lui proviene da Manchester, e li le tensioni ci sono da 30 anni a questa parte ed io, bensì abbia vissuto 5 anni a Brighton, comportamenti negativi verso il diverso non li ho mai notati.
Ha 53 anni e da due anni vive a Ruse, inizialmente per perseguire un’attività economica nel settore edilizio e poi perchè colpito positivamente dalla semplicità della vita nei Balcani. Snocciola numerosi aneddoti sulla città intermezzandoli con battute caustiche su qualsiasi cosa gli venga in mente, in tipico British style, humour che io adoro per la capacità di far ridere senza ricorrere a sotterfugi erotico/volgari.
Dopo poco alla conversazione si unisce anche Ashley, ragazzo da Nottingham che sta viaggiando per i Balcani per chiarirsi le idee su cosa voglia nel futuro, dopo aver trascorso gli ultimi suoi 10 anni a fare un lavoro che non lo soddisfa. Qui all’English guesthouse funge da tuttofare per un periodo di un mese in cambio di vitto e alloggio. È una buona persona e ciò lo capisco entro pochi secondi però, a mio parere, terribilmente inesperto per quanto riguarda il viaggiare, cosa che lui mi conferma. Pernotta principalmente in ostelli e si ferma al 90% nelle capitali degli stati. Gli pongo una semplice domanda: “In un mese che sei qui, quante persone bulgare hai conosciuto?”. La sua risposta è esemplificativa con un numero di 2, rispettivamente la donna delle pulizie dell’ostello e la compagna di Steve.
Non demonizzo gli ostelli, a me talvolta va bene andare in queste strutture dove sono sicuro di trovare giovan viaggiotori al 90% non dello stato in cui mi trovo, la cui mentalità è però un’incognita: posso però parlare una lingua comune, scambiare delle idee ed affrontare discorsi che magari necessitano una comprensione linguistica reciproca che con persone occasionali non posso avere. Di contro so che quasi certamente avrò a che fare con backpackers (viaggiatori zaino in spalle), molto probabilmente provenienti da paesi anglofoni, il quale concetto di viaggio è spesso di ricreare la loro “comfort zone” quando all’estero.
Vedo in Ashley un ragazzo genuino e gli consiglio di iniziare almeno con il couchsurfing e poi, se sarà soddisfatto, di spingersi oltre e magari farsi ospitare da persone a caso; di dare fiducia alle persone e soprattutto di demolire alcuni preconcetti che ha e… sorprendersi!
Sotto il video dell’intervista fatta con Caterpillar oggi.
Km. percorsi oggi: 81 Km. Totale km da inizio viaggio: 2591 Km
Brekkie at the Arabs
10 Maggio 2010 Bucharest (RO), Giorno 44, 9.30, 46.542 Km
Starò un giorno in più a Bucharest visto che ieri non ho potuto visitare nulla. David è letargico al risveglio e come colazione/pranzo andiamo al supermercato a comprare della verdura e del pane. Sulla via mi mostra una pasticceria araba ed io non resisto alla tentazione: la pasta che compro è superba, contenente zafferano con sopra delle spezie e sorprendentemente non è 100% burro/zucchero come altri dolci arabi che ho mangiato (baklava nda).
Il pomeriggio vago per Bucharest e come constatato sabato, orientarsi per la città è un’impresa: rimango nella zona universitaria e poi decido di andare a piedi fino all’arc de triunf , monumento terminante la via delle ambasciate. Questa è la zona nord-ovest di Bucharest ed è molto bella devo dire, con i parchi pieni di genitori intenti a correre dietro a scatenati bimbi in triciclo o monopattino. In complessivo però, posso tranquillamente affermare che la capitale rumena è di gran lunga la più brutta capitale in Europa, tra quelle che ho visitato.
La sera m’incontro con David e Iulia, la ragazza che inizialmente doveva ospitarmi per una notte. Con lei c’è un amico dal Marocco e specie con quest’ultimo approfondisco riguardo il suo lavoro di consulente aziendale a Parigi, dato che un paio di anni fa ero interessato a lavorare in questo ruolo. Mi conferma che è una professione che risucchia molto del suo tempo e non è strano che faccia 10-12 ore al giorno e sabati inclusi che però da soddisfazione a progetto terminato. Metto le informazioni in bisaccia e verso le 23, io e David c’indirizziamo verso casa.
Km. percorsi oggi: 0 Km. Totale km da inizio viaggio: 2507 Km
La forma del turismo
09 Maggio 2010 Bucharest (RO), Giorno 43, 10.30, 46.542 Km
Sin dal mio risveglio fuori piove a dirotto e la giornata la trascorro in casa quasi tutto il tempo, parlando con David e sbrigare formalità informatiche.
David è una persona che s’impegna attivamente a trasmettere il bene: di lavoro fa il promotore di offerte nella zona di Bucharest ma nel tempo libero è dove investe la maggior parte del suo tempo. L’anno scorso ha organizzato “Free hugs Romania”: si tratta di un’iniziativa dove lui insieme ad altri che spontaneamenrte si univano, per strada chiede alle persone se vogliono un abbraccio, ciò ad incentivare la bontà verso il prossimo. Ha mille idee come quella di fare il parallelo 45 a piedi tutto attorno al globo e altre ipotesi di viaggio legate ad una promozione web, il cui fine è di sostenerlo parzialmelmente per quanto riguarda il lato economico ma soprattutto per rendere pubblica la semplicità dell’idea conoscenza tra popoli.
La conosco questa idea molto bene. Ecco il perchè del blog in italiano e non in inglese come molti mi chiedono: voglio cercare, nel mio piccolo, di rendere noto a coloro che leggono, le esperienze che si possono fare con un investimento economico molto ridotto se comparato alla “remuunerazione” conoscitiva che si ottiene. Ciò mirato specificatamente ad un pubblico italiano, meno consone al viaggio “avventura”e talvolta, specie nella relatà provinciale, soggetto disinteressato alle altre culture.
Il viaggio però nella sua sostanza esplorativa non è accessibile a tutti, come l’arte, perchè se non c’è una curiosità di fondo, colui che è un ignorante oppure un ottuso a casa è molto probabile che rimanga tale in viaggio, con comportamenti di conseguenza, che possono offendere le persone del luogo visitato.
Questo accade sempre più con l’avvento dei voli low-cost: se da un lato, dà una possibilità maggiore a chi prima non poteva permetterselo, ora amplifica il fenomeno del viaggiatore da weekend e da capitale, di quel turismo degenarativo che contribuiscono a rendere le città cameriere del soldo estero. Il turismo da “must be seen/must be visited” (deve essere visto/deve essere visitato, riferito alle guide turistiche per giovani) come se la visita debba seguire dei criteri e degli obiettivi, che nel caso non vengano eseguiti, non obliterano il luogo nella lista “stati visitati”. Questo a spingere anche l’approccio della città a mutare il proprio aspetto verso l’aspettativa che il turista ha sviluppato.
C’è tanto e sempre da imparare, se uno vuole.
Km. percorsi oggi: 0 Km. Totale km da inizio viaggio: 2507 Km
Bucharest è “Little Paris”
08 Maggio 2010 Odaile (RO) – Bucharest (RO), Giorno 42, 9.00, 46.487 Km
La sera prima non ho mangiato nulla quindi al risveglio sono i crampi allo stomaco a farsi sentire per primi. Per fortuna Vasili mi fa cenno se ho fame e non posso dirgli di no: due uova in padella, due fette di pane, del formaggio yogurtiano e tanta fame rimanente.
Gabriela non sa nulla di Bucharest, nonostante Odaile disti cinquanta chilometri, io ne prendo atto e la lascio nella sua tensione sessuale. How boring…
Non ho fissato nessuno per stasera ad ospitarmi e di andare in qualche struttura turistica non se ne parla nemmeno in una capitale. Infatti avevo mandato delle richieste su couchsurfing di venir ospitato ed avevo anche ricevuto delle risposte positive, se non fosse che la richiesta era per il periodo tra il 26 ed il 30 aprile, quindi 10 giorni fa. Mando degli sms per vedere se alcuni di coloro che avevano accettato siano ancora disponibili e David, poco dopo, mi contatta dicendomi che mi può ospitare già da oggi dopo le 18.
Mi dirigo quindi verso il centro di Bucharest per poter parcheggiare Scooty più in vista possibile: lo metto in sosta nel marciapiede di piata Unirii, la piazza principale dal quale parte il vialone alberato verso il palace Parlamentului. L’arrivo nella capitale rumena da nord mi ha colpito nel suo ordine con la presenza di diverse aree verdi, però non appena approccio il centro, si riesce ad intravedere la schizofrenia architettonica del quale Bucharest è famosa.
La risicata città vecchia sopravvissuta ai demoni di Ceausescu è un alternarsi di locali chic molto parisienne (anche i nomi francesi sono ampiemente utilizzati) corredati di graphic designers e la loro ostentazione della creatività, arrogantemente insultante l’arte…E poi le rovine, locali sfasciati, spazzatura e locali di dubbio business.
Riesco ad entrare nel palazzo dell’ex-dittatore rumeno, complice anche un meeting tra studenti ed industrie/università straniere. Visito il piano terra, che già riesce a dare un idea dello sfarzo che Nicolai-salta-con-noi aveva richiesto: pavimenti in marmo, lampadari mega-galattici, scale da far invidia a Sanremo.
Camminare per Bucharest è una missione, specie senza mappa, criterio nel quale ora mi trovo: non capisco bene dove siano i “confini” del centro ed è difficile orientarsi tra tutti i palazzoni simili che ci sono, così vago. Incontro David alle 19 in piata Universitatie e dopo aver fatto una breve cena, ci avviamo verso il centro, vicino al monumento dei caduti nella ribellione anti-comunista del 1989.
Ci sono degli altri couchsurfers locali ad attenderci ed insieme passiamo la serata parlando più delle mie destinazioni future che di Bucharest, visto che non sembra conoscano la città molto bene. Tra loro c’è Silvia, guida per turisti rumeni in Grecia e Turchia e mi da delle dritte dove andare quando sarò lì. Lei parla italiano sorprendentemente bene se considerato il fatto che l’ha appreso guardando i cartoni animati sulle reti televisive italiane.
Terminiamo con una lunga camminata per il centro e in uno dei parchi della città.
Km. percorsi oggi: 55 Km. Totale km da inizio viaggio: 2507 Km
Dracula de er me c…ni
07 Maggio 2010 Brasov (RO) – Odaile (RO), Giorno 41, 10.00, 46.307 Km
Dopo una colazione perfetta con fesa di tacchino, pane, cetrioli e pomodori impacco tutto e saluto Andrei e la fidanzata. Gli do gli ultimi consigli per quando dovranno andare a Venezia in ottobre, in modo che non vengano uncinati come già gli è successo a Roma e mi metto in strada direzione il castello di Bran.
Rares era stato molto chiaro il giorno prima, avvertendomi che la zona attorno al fantomatico castello di Dracula, è infestata da bancherelle, cianfrusaglie e porcate varie pro-turista. Il tempo mentre mi dirigo lì diventa più scuro ed io spero che tenga per almeno fino a quando arriverò al castello.
Personalmente rimango basito alla vista del castello, perchè mi sembra sia stato decisamente sopravvalutato. All’ingresso dico di essere uno studente e mostro la carta d’indentità italiana che porta ancora quella dicitura e ci credono, così pago 5 Lei (2,5€) invece di 10. Dentro la dimora mi sembra sia stata patinata: le stanza sono abbastanza spoglie e le descrizioni appese sui muri, talvolta sfiorano il ridicolo con delle minchiate su dracula e dei regnanti che fino alla fine non riesco a capire che connessione abbiano avuto con il castello. Pure questa struttura è protetta dall’Unesco, ecco spiegata la cifra piuttosto alta da pagare all’ingresso, le frotte di turisti ed il lucido degli interni…
Dopo aver perso del tempo a visitare questa bufala, devo tornare a Rasnow per poi prendere una strada piccola che mi porterà sulla nazionale Brasov – Bucharest. I lavori di ristrutturazione della mura medioevale di Rasnow venne affidata ad un’azienda italiana che a quanto pare, non sembra aver fatto molto, considerato il crollo avvenuto quest’anno di una parte di esse.
La strada Brasov-Bucharest è un disastro e veramente anti-panorama: trafficatissima, con lavori lungo i lati per gran parte della percorrenza e numerose cittadine satellite di Ploiesti o Bucharest, conglomerati residenziali dislocati a debita distanza dai centri, residenze della classe operaia, che veramente non ho mai visto prima.
Infatti dopo essere passato velocemente per Sinaia, località turistica montana sempre lungo la nazionale, mi metto alla ricerca di uno spiazzo dove poter accamparmi e prendo delle laterali quà e là lungo la principale: in una c’è uno stabilimento della Michelin e poco più avanti si presentano un blocco di 8-10 palazzoni in degrado totale, con i giardini che fungono da base per accampamenti per tzigani, cavalli, vacche. Lezzo di marcio contornia il mio piccolo tour in quest’area che contribuisce al mio malumore dopo una giornata grigia trascorsa correndo in una strada depressiva.
Non cerco di trovare persone che mi ospitino dopo che i primi vecchi mi sconsigliano di piazzarmi nelle zone vicine, così chiamo il grande Ioan da Medias. Mi aveva detto di contattarlo una volta vicino a Ploiesti, poichè li c’era suo cognato che poteva ospitarmi. Dopo cinque minuti ricevo un sms di esito positivo con l’indirizzo dove andare.
Quando arrivo alla casa del cognato di Ioan, a Odaile, un villaggio tre chilometri all’interno dalla nazionale, parlo con la figlia, Gabriela, che sorpredentemente conversa in inglese fluentemente. Vasili, il cognato, viene fuori e mi sembra subito di capire che non sa un beneamato nulla e mi dice che non sa dove potrei piantare la tenda nelle vicinanze, essendoci solo terra battuta: alla fine, Gabriela mi offre il suo letto e lei se ne andrà a dormire in camera della sorellina più piccola, Micaela.
Le figlie non sembrano voler parlar molto e dopo un paio di risposte sillabiche, ne prendo atto e vado in stanza per poi approcciare il ben più loquace Vasili, complice la birra che brindiamo.
La differenza linguistica può limitare la comunicazione o allungarne i tempi ma non scoraggia la curiosità: se una persona vuole conoscere, lo fa anche se c’è un ostacolo comunicativo, per via gestuale o figurativa, le lingue universali.
Km. percorsi oggi:180 Km. Totale km da inizio viaggio: 2452 Km
Guardando oltre
06 Maggio 2010 Brasov (RO), Giorno 40, 11.00, 46.307 Km
Giornata pigra iniziata con il recupero di alcune ore di sonno alla mattina ed il tempo che è tramutato da soleggiato a pioggia, obbligandomi a casa di Rares per una buona parte del pomeriggio, in fronte al pc a pianificare il mio futuro sulle due ruote e a dialogare con il parentame vario.
Il Tajikistan, il paese considerato sino ad ora meta finale del mio lungo andare, è una destinazione fittizia nella sua concretezza, nel senso che è quella parte di –stan che si arrocca sulle montagne come baluardo difensivo di quella muraglia burocratica che si chiama Cina. Ed è proprio lì che vorrei andare, però le difficoltà nell’ottenere i documenti necessari e le finanze per dover far fronte ad essi costituiscono un deciso no-go!
Per entrare in Cina con un veicolo estero servono i seguenti documenti:
- Visto (facile da ottenere)
- Patente cinese, poichè la patente internazionale non è riconosciuta (relativamente facile da ottenere)
- Targa del veicolo cinese (difficile da ottenere senza aggancio)
- Guida al seguito per tutto l’intinerario, che deve venir redatto anticipatamente e rispettato pedissequamente.
Come si può facilmente immaginare i costi sono probitivi e possono venir stimati in 100€ al giorno di spesa (oltre al fatto che servono almeno due veicoli per tour) e la traversata più corta immaginabile è sui 5.000 km secondo google maps, il che significa in realtà almeno 6.500 km!
Siccome io sono bulletto, sto pensando a qualche metodo per entrare facendo la furbata o di trasportare Scooty oltre l’ottusità cinese ed attraversare lo stato con un altro mezzo. Sui forum si sente parlare d’imprigionamento per 15 giorni accaduto ad alcuni stranieri colti in flagrante alla guida di qualche veicolo senza la patente cinese però non si trovano mai direttamente queste persone, che avrebbero subito tale sanzione: ad indicare che io della storia del “l’amico di un mio amico…”, “un camionista mongolo mi ha detto…” mi fido poco e ci vedo tanta legenda e dramma dell’impossibile.
Alle 18, Rares deve andare ad un servizio fotografico e finalmente la pioggia ha smesso di scendere così posso camminare tra la Brasov vecchia e la zona suburbana che invece s’intravede dietro la montagna, che raggruppa tutti i palazzoni abitativi. Alle 19 mi trasferisco da Andrei, che sarà il mio ospite per la serata: l’idea è di mangiare a casa e poi andare in città per una birra. Il ragazzo con la coda di cavallo si destreggia tra i fornelli con sapienza pertanto non metto il naso: vedo polenta e a parte della carne mista e salame a pezzetti venir cucinato nel lardo di maiale. Io m’incarico di preparare l’insalata e dopo la benedizione con la palinka, gustiamo il cibo che è eccelso: con la polenta Andrei mi serve insieme del formaggio di pecora in modo che il gusto neutro della polenta si amalgami con quello forte del formaggio.
Tra una palinka e l’altra, rimaniamo in casa a parlare e finalmente trovo un interlocutore che se ne intende della politica recente rumena, del problema degli zingari. Parliamo tanto e quando è ora di dormire vedo che sono le 2.30.
Km. percorsi oggi:0 Km. Totale km da inizio viaggio: 2272 Km
Dalla campagna alla città
05 Maggio 2010 Bratei (RO) – Brasov (RO), Giorno 39, 7.00, 46.146 Km
La famiglia si sveglia all’alba questa mattina poichè devono lavare gli indumenti con la lavatrice ad acqua aggiunta a mano, ossia senza pompa di ricarico: ho dormito poco e sono catalessico, ma oggi ho deciso che mi rimetterò in strada, direzione Sighisoara che dista circa 30 km.
Ho numerose faccende da sbrigare per farmi inviare i pezzi di ricambio pertanto l’ora della partenza non arriva fino alle 11: Ioan riconferma l’invito ad andare a trovarlo il prossimo inverno, quando potremo anche discutere di affari, se ne sarò interessato.
Per quanto sia in viaggio, il lato veneto non sparisce mai! Vedere occasione mercantizia dietro ogni angolo e potenziale nelle più disparate attività: che qui il terreno per avviare qualsiasi attività economica sia fertile è risaputo, però bisoogna trovare un valido attuatore sul campo.
Quando mi metto in strada, come sempre ad ogni partenza dopo lunghe permanenze, sono nostalgico della famiglia che mi ospitava ultima. Ora però ho anche la saudade di casa, quella locata a Treviso e dei miei famigliari: sono entro la normale curva di adattamento in un altro contesto geografico con la crisi che avviene entro i primi tre mesi.
Penso ai miei genitori ed a come loro vivano questa mia mancanza del “fare qualcosa di concreto”. A me interessa relativamente l’opinione della maggiornaza delle persone, in quanto tale, ossia ognuno ha una propria visione di ciò che sia normale e giusto fare, però m’importa sapere cosa ne pensino le persone a me vicine. Dopo faccio comunque come me la sento, però avvertire che possano essere contrarie o insoddisfatte di ciò che faccio, mi rattrista…
Sino ad ora ho avuto la fortuna che ogni scelta, per quanto opposta alla loro opinione, sia stata magari criticata, però alla fine sono stato libero di gestirmi come volevo ed una volta intrapresa una direzione, mi hanno sostenuto.
Dopo venti km da Medias, passo un attimo per un villaggio abitato quasi interamente da tzigani avente una chiesa cattolica armena. Il motivo della locazione di questo edificio sacro qui rimane sconosciuta e le spiegazioni in rumeno contribuiscono a mantenere il quesito. A Sighisoara arrivo dopo una mezzoretta e mi dirigo subito alla Citadela fortificata costruita circa duemila anni fa dai sassoni. Nella piazza principale stanno montando un set per filmare penso una pellicola estera dato che il regista era inglese. Vago a caso per il piccolo borgo antico, vista la facilità di orientamento data dalle mura esterne, prendendo le piccole stradine in saliscendi.
Mi fermo nella piazza principale per provare una torta locale, facendo anche un filmato del barista, al quale prende bene essere in telecamera e risponde come stessimo facendo “Linea verde”. Di norma, vado nelle piccole stradine in cerca di cibo, dove si può pagare un 10-15% in meno per la stessa cosa, ma non avendo trovato altri posti da dessert e considerati i prezzi abbordabili, scelgo questo locale. Ovunque io sia, non posso rinunciare al caffè (anche nello stile nazionale, purchè abbia caffeina) e a provare dolci del posto.
Mi fermo per delle pause durante i 120 km che mi separano da Brasov poichè Scooty arranca, con rumori di tintinnio che ritornano inquietosamente presenti, specie quando devo affrontare le salite.
I paesaggi diventano piani e agli allevamenti ovini e caprini si sostituiscono quelle di vacche da latte, dato che in Romania la carne di manzo non è frequente e ciò che mi sorprende è che molti allevamenti sembrano essere chiusi o quasi.
Brasov ha circa 350 mila abitanti ma è costruita secondo uno stile chic: il centro storico entro le mura medioevali, presenti ormai solo lungo il lato superiore e laterali, alle pendici della montagna che porta l’iscrizione “Brasov” come ad Hollywood. Attorno al centro, enormi stabili “gabbia” contengono la maggior parte della popolazione della città.
Il ragazzo che mi ospita abita in pieno centro, in piata Sfatului: si chiama Rares e di professione fa il fotografo professionista, specializzato in servizi per ceremonie nuziali. Alla cena a base di funghi conditi con formaggio di capra ed una montagna di aglio, partecipano anche la sua fidanzata e due amici, Andrei e Claudia, anch’essi ospitanti couchsurfers di Brasov. Per rispettare la tradizione rumena, hanno portato della palinka fatta in casa per poter “disinfettare” lo stomaco prima di mangiare i funghi che Rares ha cuccinato per tutti.
Terminata la cena andiamo a fare una camminata per Brasov, lungo la mura esterna, mentre loro mi spiegano degli aneddoti sulla città.
Km. percorsi oggi:161 Km. Totale km da inizio viaggio: 2272 Km

