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Sapore di Laos

27 Febbraio 2011 – Luang Namtha (LAO), Giorno 337, 9.30

Giornata lenta, dove macero nella grande pozione alcoolica che mi ha anestetizzato anche quest’oggi alla partenze. Così vado a trovare Thomas per riprendere lo scooter e alla fine rimango lì quasi due ore a parlare del suo progetto, del Laos, della Germania e di quanto siano fighi entrambi questi stati.

La Germania per alcuni rappresente il terrore, l’incasellamento di tutto quanto e la fine della spontaneità. Per alcuni versi è così, una conseguenza dell’insegnamento luterano che predilige la sostanza alla forma. Però a me piacque molto e nel futuro non escludo di tornarci per un pochino.

Estrema dedizione

Oggi, però, è anche la giornata numero del restauro di Scooty per questa avventura sud-est asiatica che posso tranquillamente affermare che inizi ora. Sono curioso di esplorarele strade laotiane e quello che la realtà rurale di questo paese può offrire: infatti durante la mia precedente traversata laotiana, potei notare come la strada centrale N13 che taglia in due il nord, sia composto da una serie di cittadine falang-frendly (per turisti).

La sera per risparmiare qualche spicciolo la cena la faccio al mercato notturno, inventato per saziare i viaggiatori più attenti al decimo di euro in più. Come previsto quasi tutte le bancarelle fanno zuppe o spaghettini in brodo e, nonostante la mia avversione a questo tipo di cibo, mi lancio alla prova: eclatante! Non è male per niente e se domani non dovrò fare numerose sedute in bagno, poss dire che questo piatto raggiunge i voti pieni tranquillamente

La notte ho il sonno tormentato per lo stress di trovare qualcuno capace ad aiutarmi, se sarò in grado di finire i lavori domani dato che è addirittura due mesi che non smonto lo scooter quindi potrei dimenticare o aver dimenticato qualcosa.

Km. percorsi oggi: 0 Km.                              Totale km da inizio viaggio: 17446 Km

Undicesimo mesiversario di viaggio

28 gennaio 2011 – 27 febbraio 2011

Chongqing (CHN) – Luang Namtha (LAO)

31 giorni Totali, 0 km nel mese corrente, 17.466 km Totali

Spesa totale: 635.62 €.

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Un altro mese in Cina di imprevedibili situazioni create dal vagare organizzati e disorganizzati allo stesso tempo. Volevo vedere la realtà rurale della Cina sin dal mio primo viaggio nel 2008 ma ero conscio delle difficoltà che c’erano: pressochè conoscenza nulla della lingua inglese dei cinesi ed il bisogno di avere una finestra temporale che mi permettesse di poter perdere del tempo alla ricerca dei luoghi desiderati, quindi quale miglior occasione di questo viaggio?

Ecco cosa mi ha spinto a scegliere il Guizhou, regione dove mille minoranze coesistono in una sorta di ambiente che mischia zoo umano al preservamento delle tradizioni millenarie. Zoo perchè il ministero del turismo cinese ha presto capito che queste minoranze erano un singolarità dal quale trarre vantaggio in termini di contanti; ecco sviluppati quindi i tour di scoperta culturale, infrastrutture che potessero accogliere le frotte di persone e, per completare, un’incentivo economico e sociale a queste minoranze affinchè possano durare nel tempo (e rimanere delle cash cow dell’industria turistica).

Le minoranze infatti ricevono sussidi da Pechino e hanno un privilegio al quale il resto della popolazione Han (i cinesi) può accedere difficilmente: non hanno il limite del figlio unico.

È facile capire come il limite del figlio unico sia di ridurre la popolazione dei cinesi “standard” e invece, di incrementare i Miao, Dong etc affinchè ci siano più villaggi di questi gruppi etnici e più risorse turistiche.

È stato un mese nel quale ho assistito alla spudorata macchina del turismo cinese che procede inarrestabile, esattamente come l’economia interna: Yangshuo, metà artificiale, Nanning, metà di passaggio e di acquisto di moglie da parte di over-50 occidentali scontenti.

Ho assistito al fatto che esistono prigionieri o persone che pagano questo frenetico sviluppo non-sense e all’arrendevolezza delle persone quando hanno l’esatta conoscenza che qualsiasi cosa facciano, nulla può cambiare, quindi il disinteresse.

Ho sentito storie provenire non dagli altoparlanti propagandistici ma da persone, che emozionandosi, mi raccontavano storie di solidarietà nel momento del bisogno.

Solidarietà che anch’io, ho potuto constatare entro l’ambito della mia avventura e che mi permettere di dire “Grazie Cina della lezione”.

English version

Another month in China of unpredictable situations created by random and organized roaming. I wanted to see the rural aspect of China since my previous trip back in 2008 but I had two things to consider: the lack of a common language as in China it is very rare to meet somebody that speaks conversational English and also the need of having a time window flexible enough. What better than this trip?

That is why I chose Guizhou, a region where tens of minorities coexist together in an environment that mixes the archetype of a human zoo and the preservation of millennial traditions. I define it as a zoo because the Chinese minister of tourism quickly understood that from this unique feature of China, minorities, they could cash in very much. Then the organized tours and the tourist infrastructures came and to make everyone happy, subsidies to these minorities so that they could last longer.

These minorities receive money from Bejing and they have a privilege that normal Han Chinese (the majority of the people) hardly have access to: they do not have the one child policy.

It is easy then to understand that the government wants to reduce the number of “normal” Chinese people and rather increase the number of Miao, Dong etc so that the more villages the more income they generate.

It has been a month where I could witness the arrogant tourism machine advacing unstoppable, exactly as the economy does. Yangshuo, artificial city, Nanning, stop-over city for Western over-50’s to buy a wife.

I witnessed the fact that there are prisoners of this process and people that pay the toll of this frantic non-sense development. Also how people learnt how to surrender because they know that, no matter what they think, nothing will change, therefore their political apathy.

I heard stories coming not from the propaganda loudspeakers but from the real people, describing how they still have a strong sense of helping each other out in times of need.

The same sort of help I could experience personally during my time in China and that allows me to say “Thanks China for teaching me something”.

Cara Cina

26 Febbraio 2011 – Jinghong (CHN) – Luang Namhta (LAO), Giorno 336, 8.30

Jinghong è la città dove visse gli ultimi anni della sua vita Giorgio Bettinelli, il viaggiatore-scrittore-vespista italiano che quasi si può dire inizio il “mestiere” di raccontastorie on the road.

Greg al Mekong Cafè lo conosceva, daltronde gli stranieri residenti a Jinghong non penso siano molti; arrivando dalla grigia Cina poco più a nord, qui sembra di essere già in Tailandia, con il verde della vegetazione presente in dose massiccia anche in centro.

Faccio una camminatina di primo mattino per cercare delle ventole da adattare al mio scooter e ne compro due. In Cina alcune città, principalmente quelle grosse, hanno bandito la circolazione ai mezzi due ruote a motore, per quello che a Chengdu, Chongqing o anche Nanning si vedevano esclusivamente motorini elettrici. È quello che è deciso per legge, i comuni mortali non vanno contro ciò, impauriti dalla morsa della polizia. Se uno ha il grano, il discorso cambia e ci si può permettere le piccole e grandi infrazioni, con il benestare politico o della polizia…

Troviamo rapidamente un passaggio verso Mengla, la cittadina situata a 20 km dal confine con due trentenni molto simpatici che cercano di fare conversazione malgrado la barriera linguistica. Dopo un’ora, vedo la deviazioni per Mengla sulla destra e loro che continuano dritti e a gesti ci spiegano che ci porteranno fino al confine.

Arriviamo che sono le 12 quindi li invitiamo a pranzo facendo esplicito riferiemento al fatto che pagheremo noi, però dopo aver mangiato della carne cotta e del pollo entrambi splendidi, uno di loro prende da un lato il cameriere e paga.

Facciamo un paio di foto e li ringraziamo sentitamente per la loro generosità e ci dirigiamo verso la frontiera, consci di lasciare la Cina dopo due mesi di permanenza.

“Cara Cina,

non ho nemmeno scritto il commento sul gesto dei due cinesi qui sopra, perchè quello rientra nell’elenco di eventi che mi hanno sorpreso di te.

Sono stato due mesi nel tuo territorio, penalizzato dal non avere un mio mezzo per girare ma fortunato nell’aver potuto incontrare così tante persone generose, disponibili e semplicemente gentili. Altro che i cinesi all’estero oppure quelli in Italia! Persone che comunque ho capito di più: si trovano fuori dal loro stato per migliorare la loro situazione economica, in una cultura totalmente diversa e “vittime” della radicata mentalità asiatica dove la società (aggregazione tra persone della stessa nazione) va prima di tutto.

E così ci è capitato che davvero i cinesi fossero incuriositi da noi, con i nostri zaini enormi e la nostra stazza il doppio della loro. Uno stato dove la barriera non è solo linguistica ma anche gestuale, espressiva: le persone non si toccano tra di loro ma a noi sono riuscite a toccarci comunque.

Un saliscendi di emozioni, dal calore delle persone verso e a Chengdu alla minchionaggine della UPS a Nanning, tutto è stato Cina. Persone che corrono e lavorano sempre, talvolta saltando qualche livello indispensabile, ma hey “siamo la nazione più grande al mondo e non la più ricca?”.

Uno stato che sta conquistando la realtà macroeconomica dei paesi vicini non con guerre d’invasione ma creandogli dipendenza da loro.

Uno stato che vede le vecchie abitazioni come un ancora al passato che va issata il prima possibile.

Uno stato che ha scoperto che investire in ricerca per nuove tecnologie paga meno e troppo sul lungo termine ed ha preferito settorializzarsi sul basso costo e produzione di massa.

Uno stato che le generazioni future assisteranno allo sfacelo progressivo dell’ecologia e per dirla tout-court, in una discarica a cielo aperto.

Cinesi che non sono più freddi di altri popoli bensì con una loro interpretazione e dimostrazione. Che va appresa e solo poi può essere compresa.

Ricordo Li Lin e la sua incredibile generosità.

Ricordo i due uomini con il quale ci siamo ubriacati e divertiti come pazzi a Ya’an.

Ricordo la vita dei villaggi cinesi, dove la vita scorre lenta e come se fosse in un altra epoca.

Ricordo il planning urbanistico futuro di Chongqing e la tristezza assalirmi.

Ricordo lo splendore e senso di relax di Lijiang.

Ricordo le decine di autisti che ci hanno dato un passaggio.

A presto,

Claudio”

Finalmente in Laos dove riabbraccierò lo scooter e ritornerò in possesso della libertà di movimento; lungi da me dal criticare l’esperienza in autostop cinese, ma prediligo di gran lunga l’avere il completo controllo del mio tempo e spazio.

Arrivati a Luang Namtha contattiamo Thomas, il ragazzo tedesco di couchsurfing che ci ha tenuto i veicoli per i due mesi e ci suggerisce di andarlo a trovare in un bar nel quale si trova con degli amici e colleghi. Lui è biondo e robusto, classico tedesco mentre gli altri sno un collega laotiano sulla mezza età, un collega tedesco ed una ragazza laotiana. Il secondo tedesco, Thorsten, è già ubriaco al nostro arrivo e “molesta” la ragazza con gesti che noi, incuriositi, chiediamo se siano consoni. Nulla di malizioso, ma per esempio, toccare la testa in Laos è estremamente proibito a meno che non si sia amici: ci spiega quindi che i due sono in definizione d’ingaggio di fidanzamento.

In Laos uno straniero che fa del sesso con una ragazza laotiana senza poi volerla sposare, autorizza lei a poterlo denunciare e, se trovvato colpevole, lo straniero è passibile di una multa fino a 5.000€.

Queste informazioni c’è le da Thomas dato che l’ente di aiuto governativo per il quale è volontario, la DAAD, ha molto sottolineato il comportamento al quale i ragazzi devono attenersi in modo da evitare spicevoli inconvenienti.

A fine cena, andiamo in due discoteche dove il pubblico ha un età media di 17 anni e per un po’ balliamo e sbevazziamo la Laobeer, una vera delizia confronto alle birre annaquate cinesi..

Km. percorsi oggi: 0 Km.                              Totale km da inizio viaggio: 17446 Km

Pieno carico

25 Febbraio 2011 – Kunming (CHN) – Jinghong (CHN), Giorno 335, 8.00

L’altra volta qui a Kunming fu molto facile fare l’autostop solo che questa volta andiamo verso sud quindi diversa posizione da ricercare. Dato che siamo carichi all’impossibile (uno zaino da 70 lt, tre zainetti da 25 lt, uno scatolone di 10 kg e due copertoni per il mio scooter dentro una borsa della spazzatura) prendiamo un taxi fino a quella che individuiamo essere l’entrata in autostrada verso sud.

Il tassista la prende a cuore (e a portafoglio) e ci porta fino all’ingresso dell’autostrada verso Kunming, ben oltre il punto che pensavamo noi, dove la strada si biforca in due direzioni diverse.

Fa un caldo boia e noi nelle vicinanze del casello non abbiamo nemmeno l’ombra di un ombra. L’idea sarebbe di arrivare almeno fino a Simao per poi entrare in Laos domani, sempre a dipesa della sorte.

Passano moltissime auto e camion ma dopo due ore non si è fermato ancora nessuno quindi occorre fissare un tempo massimo entro il quale trovare un passaggio o rinunciare. Decidiamo per l’1.30 e quando ormai siamo senza speranze si ferma un auto con padre e figlia a bordo dicendoci: “We go to Jinghong”. Perfetto, abbiamo trovato un passaggio fino al punto massimo dove volevamo arrivare e solo con un auto!

Sono più di 500 km a separarci dal capoluogo dello Xishuangbanna e dopo alcuni tentativi di fare dialogo, abbandoniamo l’idea favorendo il panorama fuori dal finestrino. La Chevrolet che ha il difficile compito di portare tutti noi, va ad una velocità massima di 100 km/hr dopodichè si può notare lo sterzo vibrare in una maniera non proprio normale.

Purtroppo tutte quelle che sono le nostre esigenze base riusciamo a comunicarle a qualsiasi persona di altra cultura, però è inevitabile che non si riesca a fare altra conversazione dal quale poter apprendere altro.

Arriviamo a Jinghong che sono le otto di sera e dirigiamo in taxi da Greg al Mekong Cafè. Il taxi cerca di fare il furbo ma essendo che siamo già stati qui conosciamo come arrivare e dobbiamo “dare le direzioni” al tassista che fa finta di non sapere. Hotel economico (50 yuan, 5€ per entrambi) e cena a base di burger, uno dei più schifosi mangiati nella mia vita, mentre cerco informazioni su dove trovare delle ventole del raffreddamente al quale dare il compito di quella mia smarrita.

Km. percorsi oggi: 0 Km.                              Totale km da inizio viaggio: 17446 Km

Kunming: un altro aspetto!

24 Febbraio 2011 – Nanning (CHN) – Kunming (CHN), Giorno 334

Nel titolo non appare l’ora nel quale inizia la mia giornata, perchè quella di ieri non è mai terminata! L’idea cerebrolese di prendere dei posti a sedere sul treno più lento pagando solo 55 Yuan (6€) invece dei 120 richiesti per la cuccetta sono il risparmio più efferatamente errato da inizio viaggio. Solo alle 4 di mattina quando arriviamo in una città di una certa dimensione, scendono un numero considerevole di persone e possiamo guadagnarci l’agognato posto a sedere. L’operazione “dormire” rimane sempre ad un livello critico e ci appoggiamo ove possiamo per sonnecchiare di cinque minuti in cinque minuti. Kunming ha tutto un altro aspetto rispetto alla scorsa volta che siamo stati qui, diversità dettata dal sole che batte cocente.

Come accaduto l’altra volta, al nostro arrivo a Kunming da Dalì, il primo posto nel quale ci rechiamo è il fast food cinese Dico’s dove ingurgitiamo un curry e qualcosina assieme all’obbligatorio caffè. Incredibilmente non ho mal di testa ma portare tutti i pacchi me lo fa venire in pochissimo tempo. Incontriamo James, il nostro couchsurfer qui a Kunming, di origine inglese e residente in Cina da ormai 5 anni. Conosciamo in suoi coinquilini, Will, anche lui inglese e Eric, viaggiatore francese che ha deciso di fermarsi qui per un paio di mesi e Ola, couchsurfer polacca che prenderà la stanza di Will da martedì. Sono tutti molto simpatici e andiamo a pranzare in un presunto ristorante italiano, dove l’unica cosa che ha un aspetto famigliare sono delle penne al forno con besciamella e pancetta.

Abbiamo delle ricerche da fare nel capoluogo dello Yunnan: un grandangolo ed una batteria supplementare per la videocamera e l’ukulele nello stesso negozio nel quale acquistammo l’altro. Entrambi i tentativi vanno a vuoto, non riuscendo a trovare ne uno ne l’altro, o meglio hanno un ukulele ma senza custodia, e trasportarlo in altro modo significa terminarlo in breve tempo.

Quando torniamo alla casa, James ed una sua amica thailandese stanno preparando del cibo caratteristico del Siam che è veramente squisito, anche se quasi tutto ha come fondo il pesce. Arriva anche la quarta coouchsurfer, una ragazza cinese sui 35 anni che da 6 anni non ha fissa dimora, pernottando in ostelli, da amici e da altre persone via couchsurfing. Viaggia, spostandosi da un posto all’altro facendo reportage fotografici, talvolta accomapgnata dal fidanzato tedesco e a volte da sola, quando hanno desiderio di recarsi in posti diversi. È riservata e mi ci vuole un poco per oltrepassare il suo scudo e discutere con lei è molto interessante: tocchiamo argomenti di politica, viaggio e sono curioso di come, dopo così tanto tempo, a non avere la necessità di fermarsi in un posto che identifica come casa.

Ogni anno si reca in India per un mese a fare yoga e ci tiene a precisare la sua intenzione di condurre una vita più “salutare” possibile: ha una straordinaria forza di volontà, vivendo come io non riuscirei mai  Malgrado la stanchezza accumulata la notte scorsa, arriviamo con le chiacchere fino a 1.30 di notte, quando il materasso per terra ha il sopravvento sulle mie forze.

Sotto il video dell’intervista fatta a Caterpillar il 21 febbraio 2011.

Km. percorsi oggi: 0 Km.                              Totale km da inizio viaggio: 17446 Km

Scriteriati!

23 Febbraio 2011 – Nanning (CHN) – Kunming (CHN), Giorno 333, 8.30

Investigo su internet come risolvere il problema con il pacco “tenuto in ostaggio” dalla dogana in cambio di un riscatto pazzesco. A quanto pare bisogna prima pagare e poi fare reclamo se si pensa che ciò che è stato imposto è troppo alto. Scopro inoltre che il metodo con il quale calcolano le tasse è veramente magnifico: al valore del pacco (10€) sommano il trasporto (100€) più l’assicurazione (non ne ho idea, ma presumo una 50ina di €). Il valore totale (160€) passa al 25% di tasse (40€) che sommati al valore del pacco (totale 200€) viene passato ad un ulteriore 17% circa altri 30€.

Questa è la spiegazione ufficiale.

La mia spiegazione, come anche suggeritomi dalla mia amica che si è occupata della spedizione, è che i dazi vengono messi su un valore che si sognano. Occasione ancora più ghiotta che il pacco fosse da privato a privato, quindi del contenuto che certamente uno necessita. Altra cosa più funambolica è che i dazi vengono applicati su pacchi a campione, quindi posso solo ringraziare che non abbiano “sorteggiato” quello inviatomi dalla AKU…

Quindi dopo aver pontificato sul perchè le aziende italiane non investano in Cina, scopro sulla mia pelle gli ostacoli del protezionismo dell’Estremo oriente dove le merci output vanno bene, mentre quelle in entrate le devi sovrapagare perchè “Vorrai mica che noi cinesi questo non siamo capaci di produrlo?”.

Arriva nel primo pomeriggio, portato da un fattorino che ha l’aria di non sapere nemmeno il suo nome, il pacco maledetto. Pago ed immediatamente ci rechiamo in stazione dei treni a prendere un biglietto per Kunming, questa volta optando per la soluzione più economica che ci sia: sedile duro con il treno più lento.

In Cina i treni notturni hanno quattro classi: sedile duro, sedile morbido, letto duro e letto morbido in ordine ascendente di costo.

Noi convinti delle recensioni datoci da altre persone, ci affidiamo alla soluzione più economica. Quando il treno arriva, con 15 minuti di ritardo, capiamo in pochi secondi di aver compiuto un errore macroscopico: il treno è ricolmo, i sedili sono tutti occupati e noi dobbiamo rimanere in corridoio seduti sulle nostre cose.

Nessun problema, dovremo far solo 12 ore così…

Nelle stazioni successive non scende nessuno, anzi salgono ancora più persone e ci troviamo ancora più insardinati anche se faccio di tutto per rimanere ancorato al mio sedile fatto dai due copertoni Kendo speditomi dalla RMS. Facciamo amicizia con due sposetti cinesi, compagni di viaggio sventurato, che si offrono anche di prepararmi i noodles. Mentre rimaniamo seduti, in varie e creative posizioni per prendere sonno, a cadenza regolare passano le persone che devono andare a pisciare piuttosto che a fumare ed ogni volta dobbiamo scostarci interrompendo le nostre puntate con il sonno.

Questa è stata forse la più grande minchiata da inizio viaggio.

Km. percorsi oggi: 0 Km.                              Totale km da inizio viaggio: 17446 Km

La vita cinese outdoor

22 Febbraio 2011 – Nanning (CHN), Giorno 332, 9.30

Un altra giornata trascorsa spendendo invano il mio tempo e la pazienza con quei quattro minorati della UPS Cina. Loro non sembrano in grado di risolvere il problema e nemmeno aver tanta voglia dato che ho giù pagato il servizio, quindi la loro risposta migliore è “Quello che la dogana dice, va pagato”.

Tutto il santissimo giorno sto al telefono dell’ostello a chiamare, talvolta alzando lo voce, con i vari impiegati del customer service che mi danno diverse motivazioni, diverse spiegazioni e nessuna soluzione. Mi chiama persino una di loro, chiedendomi se voglio che il pacco venga rispedito indietro, dato che l’ho rifiutato. Alcune delle cose li dentro mi servono con certezza

Capisco molto brevemente che oggi non me ne andrò e che nemmeno riceverò il pacco pertanto cerco di godermi questa ennesima giornata nanningiana malgrado il nervoso.

Camminando per la città al mattino si vedono gli anziani che fanno tai-chi nei parchi con musica classica cinese a fare da sfondo, mentre al pomeriggio si trovano vecchi e non a ballare! Musica moderna e via a ballare come fosse liscio, chi come fosse tango ed è veramente uno spettacolo divertente: si vedono nonnini che insegnano alle rispettive mogli con fare a là “il piede non metterlo così, muoviti così” anche se di talenti non c’è ne sono, l’importante è che si divertano.

Sul parco adiacente l’ostello invece, uomini over-45 si incontrano a giocare a carte o maijan ed insieme trascorrono giornate intere presumo. Qui c’è anche il “dentista”: una sedia reclinabile e un tizio che mette le mani in bocca di qualche scriteriato e trapana di gran lena (certificato ISO 9001). Poco distante sembra esserci il barbiere anche se non mi sorprenderei se fosse la stessa persona che fa il dentista…

La precedente volta che fui in Cina, per strada vidi questo giovane urlarea petto nudo quello che penso fu il suo processo “avanguardistico” di curare la cataratta: con una pinzetta per togliere i peli superflui, toglieva qualcosa dai poveri nonnini che credevano a questo “mago medico”. Terrore!

Km. percorsi oggi: 0 Km.                              Totale km da inizio viaggio: 17446 Km

Il regalino firmato RMS

21 Febbraio 2011 – Nanning (CHN), Giorno 332, 9.30

È ritornato!

Nel caso avessi mai avuto il dubbio che se ne fosse andato, il grigiore è ritornato!

Sveglia con questa aria bagnaticcia che sta a metà via tra la pioggia e l’umidità, mentre me ne vado a far ricaricare il credito del telefono. In Cina esistono schede nazionali o schede regionali e dato che quando la comprammo ci fu detto qualcosa in cinese e “a differente prezzo, mai chiedersi il perchè e accetta sempre quello più basso”, abbiamo scoperto di avere una SIM dello Xishuangbanna. Gli uffici della stessa compagnia telefonica, presente in tutta la Cina, non possono ricaricarmi questa scheda una volta fuori dalla regione, se non attraverso un complicato giro di chiamate.

Eccomi quindi, incamminarmi verso l’ufficio della Unicom in grado misteriosamente di fare le chiamate fatidiche che ricaricheranno il mio telefono e mi permetterà di urlare dietro a quegli ebeti della UPS China.

Il tempo di tornare che un altro corriere mi comunica che il pacco della RMS è qui a Nanning e che me lo recapiteranno all’ostello senza ulteriore sovrapprezzo. Sono in ansia di ricevere questo pacco, per toglierlo dall’agonia potenziale della dogana cinese che sabato ha mostrato di essere totalmente “socialista” stile Craxi.

Richiamo la UPS per due volte che non capiscono quale sia il mio problema (“500% di tasse? Quindi?) e l’unico aiuto che riescono a darmi è l’assistenza del loro broker, che non mi chiama e anche questa giornata la spreco in vana attesa del pacco da casa.

Arriva però il farcito pacco dalla mia azienda brianzola preferita, RMS Performance Parts! Il profilo dei due copertoni è perfetto e subito mi rallegra la vista!

M’immagino a solcare le impervie strade fangose laotiane alla scoperta dei villaggi sperduti…

L’albero è nuovo e il lasco sulla biella che avevo notato su quello corrente, in questo non esiste. Noto che manca la ventola del raffreddamento e facendo un breve controllo ai pezzi che avevo richiesto, noto che ho compiuto un tragico errore: ho chiesto la ventola del variatore invece che quella del motore! Penso subito a come rimediare all’errore anche se finchè non ho il convogliatore e la cuffia del pacco in sospeso, anche la ventola è inutile.

Porto anche il materiale video ad un negozio per farlo mettere su DVD e poi spedirlo al produttore che ha manifestato interesse a lavorare con noi. Il tutto mentre sul computer a fianco, un ragazzo sta sviluppando delle foto della polizia, riguardo i rilievi su un omicidio. E non è molto bello…

I due ragazzi inglesi domani partiranno verso il Vietnam quindi decidiamo di festeggiare in maniera mentre noi invece, siamo ancora in alto mare per qualsiasi scelta futura.

Km. percorsi oggi: 0 Km.                              Totale km da inizio viaggio: 17446 Km

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