Archivi per la categoria ‘Ottobre 2010’

La scoperta di un meccanico

31 Ottobre 2010 – Osh (KG), Giorno 218, 9.30

È domenica quindi andare in cerca di un meccanico oggi sarebbe un terno al lotto quindi decido di unirmi a Fernando e Silvia nella visita del bazaar di Osh, uno dei più grandi in questa regione dato che a riforrnirsi, viene l’intero Gorno-Badakshon e resto del  Kirghizistan.

Mentre sono al telefono parlando con il Ture riguardo possibili piani di viaggio futuri insieme uno scooter mi sorpassa a 10 km/hr e non faccio tempo a capacitarmi del perchè, ma gli sto già correndo dietro. Riesco a fermarlo: è un turco che sta portando il suo mezzo a vendere nel bazaar e gli chiedo se conosce un meccanico per scooter qui a Osh. Mi dice di salire dietro e tra una buca e l’altra, frenando con i piedi e l’ammortizzatore che batte il finecorsa praticamente sempre arriviamo da Sirioga, un meccanico coreano specializzato in scooter e generatori e ogni qualsiasi cosa dal motore piccolo.

Vado subito a prendere Scooty che dista nemmeno un km dall’officina e tempo un’ora sono con le mani nel cuore del mio veicolo: bisogna verificare la compressione e dopo aver riparato lo starter mettendo delle massette di rame da un’altro motorino e limate ad hoc, vediamo che la compressione è perfetta. Non c’è olio nei carter quindi anche i paraoli sono a posti e non c’è nessun lasco quindi nemmeno i cuscinetti sembrano essere danneggiati. Verifichiamo la marmitta e qui scopriamo la sorpresa: al punto dove viene avvitata espansione e silenziatore si è raggruppato una quantità notevole di sporcizia tale da occludere completamente il passaggio dei gas di scarico. Sirioga ed il suo aiutante sostituiscono la lana di roccia silenziante, puliscono la marmitta dopodichè danno una regolatina veloce alla puntina dell’alternatore e quando proviamo ad accendere Scooty, va in moto in maniera perfetta.

Sono le 18 ed è buio ormaii però mancano ancora dei dettagli da perfezionare e montare e, come ogni officina, dentro dove ci sarebbe luce, c’è una montagna di rottami e cianfrusaglie che non gli permette di lavorare, quindi devono mettersi fuori ad operare.

Stanco ed affamato vado in uno dei pochi ristoranti aperti a mangiare dei laghman, identici alle bavette nostrane versione 0,7, che scoprirò significare 700 grammi. Stantuffando il cibo giù per l’esofago per l’enorme quantità, finisco e torno in ostello sperando domani di avere il mio prode al 100%.

Km. percorsi oggi: 0 Km.

Totale km GWR: 11344,29 Km                    Totale km da inizio viaggio: 14870 Km

Oltre l’ostello, niente

30 Ottobre 2010 – Osh (KG), Giorno 217, 13.00

Articolo su "Motociclismo"

L’arrivo a Osh all’alba mi fa perdere metà giornata quindi più di andare a pranzo con Chinepek e spendere 2 ore in cerca dell’ostello non faccio. L’Osh guesthouse è un micro ostello di quelli che potrebbero esistere solo in queste parti di mondo: è praticamente un appartamento convertito ad ostello, quindi in due stanze sono stati stivati 6 letti in totale e dal bagno, già di per sè piccolo, un box toilet ad uno doccia, quindi bisogna muoversi di taglio per entrare nelle varie stanze.

Sono ancora sballottato dal viaggio notturno quindi voto questa giornata alla tranquillità ed agli acquisti dei cibi utili per le colazioni dei prossimi giorni.

In ostello incontro Fernando e Silvia, una coppia di amici spagnoli: lui sta compiendo la via della seta dalla Spagna allaa Cina mentre lei si è aggiunta solo per una decina di giorni, come permesso dalle classiche vacanze lavorative. Fernando è un tipo molto interessante e consiglio di visitare il suo sito, in spagnolo e inglese, per vedere dei video molto belli fatti da lui. www.mirutadelaseda.com

Km. percorsi oggi: 0 Km.

Totale km GWR: 11344,29 Km                    Totale km da inizio viaggio: 14870 Km

Verso Osh

29 Ottobre 2010 – Passo di Irkeshtam (KG) – Osh (KG), Giorno 216, 7.30

Ho dormito malissimo pensando a una, qualsiasi soluzione per entrare in questa maledetta Cina pertanto il cervello era lavorante anche contro il mio volere. Oggi è il compleanno di Pau e ci graziamo dalla colazione a base di uova fritte con il composto di patate datogli in dono dalla signora della guest-house di Sary Tash.

Alle 9 si è già rimesso in strada in modo da poter arrivare nella città di una certa dimensione a metà tra Irkeshtam e Kashgar. Ed io rimango di nuovo da solo a vagare tra container vuoti, container nel mentre di essere svuotati e tanti asiatici di media statura che mi guardano come un alieno, ancora semibrilli dal riscaldamento della notte precedente a base etilica.

Tendo ad avere poco interesse per i luoghi frequentati da amanti dello “spirito” perchè ciò che ne deriva, in mia opinione, è spesso noioso. Ecco perchè la Russia esercita poco fascino su di me, e se il Kirghizistan è così nel resto del territorio, andiamo male…

Articolo del 23 ottobre 2010 su "La Tribuna"

Mentre sono intento a scrivere nel pc, Kaynesh e due suoi colleghi caricano lo scooter in cabina e non come pattuito nel container dietro. Nonostante ci stia senza problemi è la seconda cosa, oltre il mancato rispetto della scadenza fissata a ieri per la partenza, che non mantiene: è il mio momento per diminuire la cifra del pagamento, quindi dopo averlo minacciato di tirare giù lo scooter e trovare un altro camion, ci accordiamo per 60$, comunque un cifrone per queste zone.

Il camion cinese non arriva nè alle 9, nè alle 16 bensì alle 18 e solo alle 20.30 partiamo dopo aver fatto l’ennesima lite, conseguenza del fatto che dopo avermi detto di poter rimanere a dormire e mangiare nel vagone a gratis, ora spunta che devo pagare. Gli dico che è un bugiardo maledetto e che se vuole pago, ma che con lui lo scooter non lo porterò a costo di stare il week-end qui.

Il camion è ovviamente lento anche se per arrivare a Sary Tash impieghiamo solo un’ora e mezza se non fosse che poi non avvenisse il disastro infrastrutturale: appena usciti dalla cittadina la strada diventa una delle peggiori viste ad ora, specie se considerato il volume di traffico che passa anche di notte, quindi la velocità deve essere ancora più lenta.

Impossibilitato, cerco comunque di dormire su alcune coperte. Arriviamo ad Osh alle 4.30 e dalla rotonda nel quale ci fermiamo, spingo lo scooter per circa due chilometri fino ad arrivare in centro. Sembra di arrivare a Baghdad: moltissime case bruciate o con graffiti indicanti (presumo) la presenza di uzbechi, nessuno in strada ed una massiccio numero di militari a controllare la situazione. Infatti nel giugno di quest’anno ci sono stati scontri per quasi un mese qui ad Osh tra gli uzbechi, che rappresentavano il 40 % della popolazione e i kirghizi, il cui risultato finale stimato di 1000 vittime ed un altissimo numero di uzbechi scappati nella madrepatria oppure in Russia. Il fatto è che la maggior parte dei negozi erano di proprietà degli uzbechi, quindi finita la 10 giorni di fuoco, in città, gran parte era stato bruciato o costretto a filarsela.

Non riesco a trovare l’ostello consigliatomi da Pau nemmeno con l’aiuto di un tassista gentilissimo, Chinepek, che alla fine capisce la mia situazione, stanchezza dato che ormai sono le 6 e m’invita ad andare a dormire a casa sua.

Km. percorsi oggi: 0 Km.

Totale km GWR: 11344,29 Km                    Totale km da inizio viaggio: 14870 Km

Sdoganatemi!!!

28 Ottobre 2010 – Passo di Irkeshtam (KG), Giorno 215, 7.30

Kaynesh mi ha promesso che alle 16 arriverà il camion cinese dal quale verrà trasferito il cargo nel suo camion e poi potremo andare. Giro nell’area di smistamento logistica un po’ perso e un po’ disinteressato dato che non c’è molto da vedere se non magazzinieri cinesi che prendono e spostano pacchi.

Ricevo delle offerte di acquisto dello scooter per 200$, ma rimango fermo nella mia idea di attendere di arrivare a Osh per vedere che problematiche ha lo scooter, valutare se è riparabile e poi controllare che preventivi gli spedizionieri hanno per inviare lo scooter in Sud-Est Asia.

Alle 16 nessun camion cinese e così sarà per il resto della giornata, dato che a quanto pare il tir con la merce è bloccato ai controlli della dogana sino-kirghiza. Alla sera, incredibile incredibile, Pau, il ragazzo francese che incontrai a Sary Tash arriva nel vagone dopo aver visto lo scooter fuori e riesco a trascorrere una serata parlando una lingua comprensibile e con un ragazzo con il quale è molto piacevole conversare.

Desidero ringraziare (e sbaciucchiare) le seguenti persone per aver finanziato la spedizione delle cartoline/aver contribuito a supportare il mio viaggio:

  • Enrico Scudeler, mio amico nonchè video consulente, ha donato 14€
  • Paolo Cucchiaro, radioascoltare caterpilliriano delle mie imprese, ha donato 10€
  • Sara Neso, lettrice rappresentativa della sua famiglia, ha donato 10€
  • Alessandra Mattiello, lettrice intra-fatture, ha donato 10€
  • Stefano Torresan, mio fratello politico, ha donato 10€

Chiunque volesse aggiungersi a questo elenco con una donazione, può farlo attraverso il sito sul link nella barra laterale destra, utilizzando una carta di credito o Paypal.

Sotto il video dell’intervista a Caterpillar del 13 ottobre 2010 con Max Gazzè.

Km. percorsi oggi: 0 Km.

Totale km GWR: 11344,29 Km                    Totale km da inizio viaggio: 14870 Km

Settimo mesiversario di viaggio

28 settembre 2010 – 27 ottobre 2010

Khojand (TJ) – Passo di Irkeshtam (KG)

30 giorni Totali, 1.791 km nel mese corrente, 14.957 km Totali

Spesa totale: 341.43 €.


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Ascesa e discesa.

Gioie e dolori.

Ecco questo mese in pochissime parole, partito salendo le montagne dei passi che mi separavano da Dushanbe, la meta che ha sancito il raggiungimento del mio obiettivo iniziale e arrivato spingendo il mio scooter fino alla frontiera cinese, rimasta invalicata per via delle procedure burocratiche atte a proteggere i “segreti” militari sparsi per la nazione ed il seguente collasso di Scooty.

I pensieri degli ultimi giorni, carichi di negatività per la situazione del mio veicolo e per il drastico cambiamento di approccio tra le persone tajike e kirghize, le prime disponibili ad aiutare, le seconde decisamente orientate a vedere come spremerti dalla situazione. E quindi celebro il Tajikistan, paese che paga la sua instabilità politica con il bollino rosso della Farnesina. E quando penso agli istanti di accoglienza avuti in questo viaggio, vedo nei gesti tajiki qualcosa di nuovo, di non vissuto prima. Ciò con un contorno montano che lascia la bocca spalancata anche ai più gelosi delle vette alpine ed in qualche modo la segregazione derivante dall’isolamento secolare dovuto alla conformazione naturale, sembra aver intaccato poco o nulla il calore del popolo. Le mie finanze sono state temporaneamente risanate con costi bassissimi ed una certa attenzione al risparmiare il possibile.

Cronostoria Trip 2010 – Settimo Mese

Più volte inoltre ho pensato alla religione ed al rapporto tra fede, misticismo e amore e di come questi tre cardini dell’animo umano siano spesso fraintesi oppure immolati entro la parole e non il significato.

Dove giungere: viaggio agnostico, mistico, meccanico.

English version

Up and down.

Triumph and tragedy.

This is this seventh month in few words, started climbing the mountains separating Khojand and Dushanbe, reaching the initially final destination of my trip, the capital of Tajikistan and concluded pushing the scooter to the Chinese border where I was not allowed in due to my vehicle and therefore the possibility of seeing the military “secrets” around China and, icing on the cake, the collapse of Scooty.

My mind has been full of negativity due to the situation with my vehicle, the fact that I had to stay 3 days at the border waiting for a truck to take Scooty to the nearest city of a certain size and the drastic change in behavior between Tajik and Kyrgyz people, the first always willing to help the latter always willing to get the most out of you from the adverse situation. So I celebrate Tajikistan, country that due to its political instability is on the black list and many embassies recommend not going there.

Now, with hindsight, going back with my mind to the instants of amazing hospitality I have witnesses during my entire trip, I see in the friendly gestures of Tajik people something new. These, surrounded by beautiful mountains and stunning peaks sprinkled with snow which has determined much of the segregation and independent establishment of a separate culture that, despite the harsh climate, has remained warm at heart.

Spending much time with locals and a certain attention at source of expenditures benefit my finances to go back on track, considering some imminent huge cost that I might have to do.

Many times I thought about religion and the relationship between faith, love and mysticism and how these three staples of each individual are so often misinterpreted or immolated within the sound of the word rather that the actual meaning.

Dove giungere: agnostic, mystic, mechanical.

Dubbio amletico

27 Ottobre 2010 – Passo di Irkeshtam (KG), Giorno 214, 7.30

La notte ha portato consiglio: cercherò un camion per trasportare me ed il mio ex-indomito a Osh dove docrò scegliere tra le due seguenti opzioni:

  • Venderlo ad almeno 300$
  • Cercare di ripararlo per la millesima volta

Al momento attuale la prima opzione è favorita perchè se decidessi di aggiustare Scooty, poi da Osh arriverei massimo fino a Almaty, in Kazakhstan, quindi dovrei imbarcarlo in un volo verso Bangkok in Tailandia dato che la Cina si è rivelata ieri, inaccessibile. Potrei comunque fare un tentativo al confine kazako-cinese vicino ad Almaty con possibilità vicine allo 0%. Ho mandato due settimane fa dei prreventivi per l’invio dello scooter da Almaty oppure da Tashkent ed a Osh vedrò che esborso mi potrebbe causare la seconda scelta. Se vado per la seconda scelta dovrò fare una seconda analisi, se mi conviente farmi inviare i pezzi e aggiustare il mezzo in loco oppure farmi spedire direttamente un blocco motore, sistemato e controllato da un meccanico italiano di esperienza.

Un altro fattore che deriva dalla prima opzione è che devo parlare con Ture se vuole viaggiare in sud-est asiatico in due in moto dato che non ho idea di mettermi a fare il backpacker e viaggiare in autobus o treno. Se non accettasse il mio proseguimento molto probabilmente si limiterebbe al triangolo Vietnam-Laos-Cambogia e forse la Cina in bicicletta dato che il visto ormai c’è l’ho.

Purtroppo anche inconsciamente vedo la liberazione da Scooty come un togliermi dalla testa numerosi pensieri, visto che le rotture negli ultimi 3 mesi sono avvenute con una cadenza di ogni 3 giorni quasi. Lasciarlo qui è ingeneroso verso un mezzo che mi ha trasportato in tutta Europa e oltre però devo arrendermi al fatto che è un oggetto e questo non può costarmi il prezzo di magari alcuni mesi di potenziale viaggio.

Spendo l’intera giornata nel centro di smistamento prima della dogana kirghiza dove arrivano i camion cinesi e la merce viene trasferita in tir kirghizi. Tutti i camion vengono chiusi con il piombo per garantire alla azienda cinese che la merce da Irkeshtam viene interamente trasportata al centro di riferimento a Osh quindi non è possibile mettere altri oggetti, poichè i camionisti vengono retribuiti a pieno carico utilizzato.

Dopo la costante richiesta di mettere lo scooter in cima al camion che io rifiuto dato che significherebbe la sicura distruzione del mezzo, trovo due camionisti che sarebbero dsponibili a mettere il mezzo nel pianale. Quando arrivo i due sono stati sedotti dai cinesi e non c’è piu spazio per mettere il mio cinquantino, se non in cabina.

Solo alle 17 trovo Keynesh che, dopo aver chiesto permesso all’azienda di logistica, mi conferma che può caricare Scooty per 70$ e la partenza avverrà domani verso le 16-17 circa. Potrò inoltre dormire e mangiare nel vagone di possesso dell’azienda per il quale lavorano senza pagare quindi, un risparmio di circa 5$.

La sera nel vagone sembra di essere in un mini bordello con la donna che cucina che viene baciata, con il suo consenso, da diversi camionari.

E mentre sto per dormire e la fase REM a portare ispirazione per una nuova battaglia, il ccercare di riparare Scooty, in contrasto con ciò che ho pensato tutto il giorno. Scooty è ormani diventato quasi come un amico, mi ha portato in posti impensabili con uno scooter e tutte le rotture avvenute sinora non sono accadute per consumo ma per maldestria mia oppure semplice sfiga. Ed ora abbandonarlo in terra sconosciuta è ingrato: solo ad Osh con preventivi alla mano e diverse telefonate a concessionari Piaggio e inserzioni su forum, dovrò vedere se riuscirò ad ottenere un intero blocco motore, preferibilmente nuovo, dato che il surriscaldamento recente può aver rovinato più del blocco termico, ma anche deformato carter. Ho chiesto a Fede, il mio amico a Treviso, dei preventivi di spedizione per un peso simile a quello del blocco ed il prezzo è possibile; ora devo vedere che costo haa la spedizione a Bangkok, vero dubbio amletico che può decidere l’abbandono oppure no.

Km. percorsi oggi: 0 Km.

Totale km GWR: 11344,29 Km                  Totale km da inizio viaggio: 14870 Km

Cina: no entry! Scooter: niet rabota!

26 Ottobre 2010 – Sary Tash (KG) – Passo di Irkeshtam (KG), Giorno 213, 7.30

Oggi è il giorno del tentativo dei tentativi; non ci sono passi da fare e non sta a me permettermi l’ingresso ma agli ufficiali doganali cinesi.

Appen apro la porta della stanza, il padre della signora del B&B mi dice che ha recuperato 5 litri di benzina per 250 som, un prezzo niente male se considerato che avrebbe potuto approfittare della situazione mi a di necessità e del fatto che a Sary Tash, di benzina nemmeno a parlarne.

Metto Scooty al sole perchè si scongeli dal freddo della notte e dopo una colazione a base di pasta, patate e pomodori, inizio la solita tiritera per accendere il mio bolido. Per accellerare i tempi, metto della benzina dal foro della candela e Scooty presto romba come al solito.

Fa freddo e già da pochi chilometri fuori Sary Tash è un deserto di neve, con unico serpente nero, la strada pulita. Dopo 50 km però, quando c’è da compiere il paso a 3600 metri, la strada diventa uno strato di ghiaccio di un paio di centimetri che si estende ad entrambe le carreggiate, obbligandomi a procedere in salita e poi in discesa, ad una velocità sotto i 20 km/hr. Riesco a non rovesciarmi però, quando la strada è di nuovo pulita, Scooty da segni d’insofferenza, e la velocità massima raggiungibile è scesa a 25 km/hr. Anche le salite accessibili sono diventate impossibili e pian piano devo scendere a spingere ad ogni minima ascesa. Sento che i cuscinetti dell’albero sono andati e questo va a sommarsi agli 3-4 problemi.

Passo il primo check-point kirghizo, poi la dogana dove mi timbrano l’uscita e poi, sebbene sia piano Scooty proceda a 15 km/hr, arrivo al primo controllo cinese. Una foto al passaporto e ok, posso andare al centro immigrazione e dogana: tutto sembra facile, mi chiedono di portare dentro i bagagli per il controllo, mi chiedono di compilare il form per l’accesso in Cina se non che, arriva il doganiere che tira fuori il discorso della guida turistica e delle procedure “speciali” che mi servono affinchè il mio mezzo posso entrare nel suolo cinese. Dico che non so, che ci deve essere un modo per guidare un mezzo a motore in Cina, visto che comunque i camion kirghizi entrano ed escono. L’unica opportunità che mi danno è di utilizzare un agenzia di viaggi che sbrighi tutte le pratiche per me: ne chiamano una a Kashgar e questo mi chiede 5000$ per fare da Irkeshtam al passo di Punjerab in Pakistan. Rinuncio all’offerta dicendo che il prezzo che dovrei pagare è 50 volte il costo dello scooter. Nel frattempo il doganiere è rimasto irremovibile e l’agente che fa da interprete mi dice:

Agente: “Spero tu capisca”

C.T:: “Credimi ma, no, non capisco”

Non posso entrare in Cina ed ho uno scooter che non funziona: cosa fare?

Pianissimo faccio marcia indietro fino alla dogana kirghiza dove trovo lo stesso ufficiale che mi dice che non posso rientrare. Sono stanco, ho spinto lo scooter gli ultimi 4 chilometri, sono incazzato perchè non mi lasciano entrare in Cina e sto ciccione rompe il cazzo senza sapere nulla! Gli dico che ho un altro visto e quando vede che è erogato dal consolato kazako a Baku mi dice che non è valido; sono ad un centimetro dal mandarlo a fanculo però mi trattengo e gli chiedo se può qualcuno di più gerarchicamente in alto può dare un occhio al visto. Alla fine mi fanno entrare e mentre sono alla dogana a fermare ogni camion in direzione Kirghizistan, i tizi della dogana mi chiedono di controllare i contenuti di ciò che ho con me; sento puzza di bruciato e, siccome sanno che mi serve un trasporto verso Sary Tash, mi dicono che mi costerà 25$. Sbrocco in maniera contenuta dicendogli che in due giorni che sono in Kirghizistan le persone mi parlano solo in numeri e poi dollari e che mi sono già insoddisfatto di come questo stato si sia presentato a differenza, dito nella piaga, di Uzbekistan e Tajikistan.

Dopo un paio di tentativi andati a vuoto con dei camionisti adulati dai 10$ che offro per un passaggio a Sary Tash, decido di rimanare in una gostinitsa al confine per 70 som (1€) e rimandare al mattino la ricerca di un camion fino a Osh.

Non so perchè voglio trasportare Scooty altrove, dato che ormai nella mia testa, il viaggio in scooter è terminato, forse solo per dargli una degna sepoltura. Troppe riparazioni da fare, aspettare che mi arrivino i pezzi, alcuni senza sapere come installarli, con il freddo che ormai tiene banco. Per poi far cosa? Mettere lo scooter in aereo e portarlo in Sud-Est asiatico?

Devo essere razionale il più possibile: che costo ha tutto questo, riducendomi finanze che potrei spendere altrove e per quale vantaggio?

La notte porterà consiglio.

Km. percorsi oggi: 99,6 Km.

Totale km GWR: 11344,29 Km                  Totale km da inizio viaggio: 14870 Km

Caro Tajikistan

25 Ottobre 2010 – Karakul (TJ) – Sary Tash (KG), Giorno 212, 7.00

Giornata semplice con in programma circa 100 chilometri, un passo, le due dogane e poi l’arrivo a Sary Tash. Dopo nemmeno venti km da Sary Tash la strada va su e presumo si tratti del passo di Kyzyl-Art, arrivando a 4300 e passa metri di altitudine. Ed invece no, una volta terminato questo, poco prima del confine arrivo a Kyzyl-Art e devo di nuovo spingermi fino a oltre 4000 metri e Scooty nelle salite più impegnative richiede la spinta posteriore. Alla dogana tajika, come all’ingresso i miliziani di merda chiedono il pagamento della stessa tassa che pagai all’ingresso e dopo aver tentato di ragionare il fatto che ho già fatto l’esborso, m’incazzo e sbatto i pugni ottenendo il fatto che anche loro s’incazzano così alla fine gli tiro 10$ sul tavolo con disprezzo e me ne vado insultandoli in inglese e in italiano.

20 metri dopo c’è il controllo dei doganieri ed è tutta un altra cosa: si fidano del fatto che gli dico che non ho droga e m’invitano a bere un caffè insiemea del pane supersecco. Loro rimangono qui 80 giorni e mi spiegano che ne hanno le palle piene del freddo, della solitudine, del fatto che non posso lavarsi. Gli regalo due mele per cambiare la dieta fatta di farinacei ed acquette e poi vado a confine kirghizo che dista circa 20 km. Anche qui le pratiche sono velocissime, registrazione del passaporto e poliziotto e doganiere che si fidano del mio essere pulito, molto probabilmente per voler rimanere a non fare nulla, et voilà sono in Kirghizistan!

E con enorme dispiacere che lascio il Tajikistan e quindi la mia lettera di addio:

“Caro Tajikistan,

sentivo dei turisti quando ero a Samarcanda, indorarti ed elencare le qualità delle tue persone e soprattutto del loro buon cuore. Ho dovuto arrivarci per rendermi conto quanto tutto questo era vero: ospitalità, generosità, nonostante il possesso di poco, buon cuore, accoglienza. Da Khojand è stata un escalation d’incontri positivi, intervallati da miliziani rompipalle, il cui ricordo veniva cancellato prontamente dall’offerta di una mela, di alcune noci etc.

Le donne in Tajikistan sembrano avere rispetto ed un ruolo riconosciuto nella famiglia che è ciò che ti differenzia dall’Uzbekistan per esempio. Non ho mai avuto alcun caso di pericolo, in contrasto con i pericoli paventati dall’ambasciata italiana a Tashkent, ma questo è stata la mia esperienza il che nono vuol dire, una garanzia di sicurezza estesa a tutti. Due matrimoni, una lezione d’inglese, l’incontro con diversi cristiani convertiti sono stati eventi dal quale ho appreso ed imparato; l’arrivo dopo 6 mesi di viaggio nella capitale tajika, Dushanbe, ha significato che ci sono riuscito.

Ricordo il matrimonio di Alec, la sua famiglia e la splendida mia sposa mancata Orsheda.

Ricordo le parole del sermone di Sasha a Dushanbe sull’amore reciproco oltre le barriere imposte da divergenze religiose.

Ricordo le lacrime e le urla durante la salita verso il passo di Khargush e arrivare in cima conscio ancor di più di che vuol dire la perseveranza e la fatica.

Ricordo i doni delle varie persone durante le mie pause di viaggio, senza una parola, simbolo di un’accoglienza straordinaria.

Ricordo i ragazzi di Khulob tirarmi in un vortice di quesiti e attività che alla fine sono state divertenti.

Ricordo i paesaggi magnifici disegnati da cime altissime e neve come zucchero a velo.

Claudio”

Scooty va benissimo complice la bella giornata e riesco a mantenere una velocità di 40 km/hr quando, a 4 km dal centro di Sary Tash, muore inspiegabilmente. Sarebbe stato troppo bello il contrario…

Dopo una mezz’ora spesa a inveire ritorna in moto ed arrivo a Sary Tash dove decido di pernottare. Ho solo un litro di benzina e nella cittadina è impossibile trovare benzina nonostante io chieda ad almeno 10 persone: interrompo la ricerca, deciso a proseguirla domattina e discuto con il mio compagno di stanza, Pau, un ragazzo francese giunto sin qui utilizzando diverse biciclette, autobus e treno ed insieme parliamo degli stati attraversati e di ciò che abbiamo appreso da essi.

La cena è patate, pomodori e cipolla che Pau mi preannuncia essere il piatto più diffuso in Kirghizistan ed infatti è l’unica cosa che ha da quattro giorni a questa parte.

Km. percorsi oggi: 99,6 Km.

Totale km GWR: 11344,29 Km                  Totale km da inizio viaggio: 14870 Km

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