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Una tettoia non sbaglia mai!
31 Marzo 2010, Vrbovsko (HR) – Glina (HR), Giorno 4, 11.00, 44.458 Km
Fuori pioviggina quando mi sveglio e in generale la giornata non sembra promettere niente di buona se non una legittima serafica lavata. Però non voglio dare alla vecchia affittacamere altri maledetti 120 kune. Si perchè nonostante ieri ci fossimo accordati per 100 kune, mi tira fuori che con il panino alla pellagra e le tre mele del secolo precedente sono 120 kune.
Ecco perchè non potrei mai lavorare nel mondo del turismo: già sono abbastanza cinico dal non poter tollerare coloro che non la pensino come me quando si tratta di viaggiare, cioè il 90% delle persone, inoltre anche se mi proponessi con buone intenzioni inevitabilmente la voglia iniziale di usare l’ospitalità remunerata come metodo per conoscere altre culture svilirebbe entro poco a favore del business.Per la serie, “Pagami e tienti le tue minchiatine da sbarbato teenager…”.
Spingo lo scooter dalla stazione di rifornimento che il giorno prima era chiusa, riempio Scooty di linfa, lo controllo un po’ approssimativamente dopodichè è ora di partire. Arrivo a Karlovac (HR) in 30 minuti: siccome l’estate scorsa avevo già appurato che questa città non ha un beneamato nulla da vedere, perchè non ritornarci? Daltronde, producono la birra più famosa della Croazia insieme con la Ozujsko.
Ne approfitto per andare nella biblioteca dove c’è accesso gratuto ad internet ed apprendere che Partireper è stato assalito da dei virus quindi non potrò aggiornare il blog per un paio di giorni.
Sono relativamente in forrma oggi e quando arrivo a Gline, vicino ad un bancomat, un vecchietto mi chiama e mi dice “Attusetaliano?”, io gli rispondo di si e prendiamo a parlare della piccola cittadina nel quale mi trovo e che ho votato a mia dimora per la notte. Ciò che mi preoccupa quando devo piazzare la tenda è il fatto che i campi sono letteralmente allagati ma alla fine riesco a trovare un posto pseudoasciutto dove picchettare la mia zona notte.
Faccio ritorno alla città per mangiare un piatto, avente carne mista e indovina indovina cipolla abbestia! Non riesco a capire perchè la cipolla che abbiano qui sia più forte del peperoncino, mi sembra strano che la usino vecchia dappertutto, quindi tralascio il vegetale bianco e affondo i miei canini sulla carne, le croocchette di patate e la verdura mista. Mentre parlo con la cameriera della vita notturna di Gline, riesco anche a rompere un bicchiere in seguito al mio gesticolare impazzito; la lascio talmente colpita che lei mi dice dov’è l’internet poit cittadino così mi dirigo lì per tentare di uploadare qualche informazione nuova sul viaggio.
Al Caffè Bar Enter faccio la conoscenza di alcuni ragazzi che sono dei veri e propri salvatori: mi aiutano ad installare (si dice così ora…) Photoshop, mi regalano una pallottolina di Slivovice alle erbe e quando fuori inizia a diluviare m’indirizzano prima verso una tettoia opposta alla prigione e poi verso una casa disabitata che possiede anch’essa una tettoia esterna, però è meno visibile della prima soluzione. Enes, il ragazzo proprietario del Internet point, mi mette in guardia che la polizia potrebbe venire lì a rompermi le scatole, ma io a quel punto è l’ultima cosa che m’interessa: mi metto a dormire lì, con materasso e sacco a pelo che fortunatamente non ho lasciato sulla tenda.
Km. percorsi: 120 Km. Tot km: 548 Km.
La pioggia ed il demonio
30 Marzo 2010, Pivka (SLO) – Vrbovsko (HR), Giorno 3, 11.00, 44.293 Km
Mi risveglio che le vacche non sono più nella stalla e penso che gentili che sono stati i proprietari a non venirmi a chiedere che cosa ci faveo lì, nella loro proprietà: mi chiedo come reagirebbe mio padre o mia madre se vedesse una tenda accampata nei filari di viti che abbiamo. Penso che verrebbero a dirmelo e io gli direi che a meno che il fatto che ci calpestino l’erba per noi sia un problema, di lasciarli lì, che se ne andranno a breve…
Arriva anche il contadino per rifornire la mangiatoia delle vacche e io lo saluto in distanza e lui ricambia. Il cielo è blu nerastro e non promette nulla di buono, infatti dopo aver fatto i 500 metri di sterrato per ritornare sulla principale, inizia a piovere; fa anche freddo maledetto e io, nonostante i molti strati di vestiti ancora tremo che è un piacere, colpa forse delle “aereazioni” che ho nelle scarpe che fanno si che praticamente io viaggi in ciabatte.
Inizio a chiedere informazioni per dirigermi verso Delnice e prendere la strada che mi porterà a Karlovac: qui tutti parlano almeno una lingua che conosco e al massimo sfoggio le mie conoscenze di slavo per aiutarli quando ci sia una barriera comunicativa. Mi tocca proseguire fino a Rijeka (Fiume) poichè la strada che avevo preventivato di compiere ha un metro di neve in strada così ascolto i consigli della polizia e mi dirigo verso Rijeka. Qui ved per la prima (ed ultima) volta in un bel pò l’Adriatico, anche se prometto che vedrò ancora qualche scoria di Marghera all’altezza della Turchia…
La strada che mi deve portare a Delnice non è nient’altro che la vecchia strada che collegava Rijeka a Zagreb (Zagabria) però quasi subito è interrotta causa massi in strada. Chiedo in giro tipo 10 volte per riuscire a capire come prenderla dopo il blocco e dopo 30 minuti riesco a capire come fare quindi scelgo di premiarmi con un pranzo in un posto bello pieno di camion e mi sento di dover sfornare due perle di saggezza:
- Dove c’è camionista c’è speranza: chi meglio di loro sa il meglio della strada, quindi dove mangiare come giungere, dritte dove dormire etc.
- Pranzo+cena=prena!!. Tenterò quanto più di fare un pranzo posticipato, quindi verso le 15-16 in modo che cali la fame della sera, quando necessiterò solo uno spuntino.
La cameriera mi porta il listino in italiano, però io opto per la soluzione del nonnino seduto in fronte a me: ciò che mi arriva e un pollo che in UK si verrebbe arrestati a presentarlo in tavola. È poco cotto, abbastanza rosso ed il contorno non è proprio ciò che avevo chiesto, ossia verdure cotte al posto di un insalata mista. Me ne frego e trangugio insieme con il pane, vera prelibatezza del piatto e dopo mi do la carica co un caffè che per un motivo a me sconosciuto sa da grappa…
Mi piace essere critico a 360°, lo sono con la cucina di mia madre, con ciò che faccio, con ciò che non faccio e quindi anche con ciò che mangio quando sono così vagabondo però a dire il vero, mi faccio pochi problemi a scavalcare la critica e passare oltre: non critico alzando un muro bensì critico aprendo comunque la porta…
Continuo nonostante la pioggia ed ovviamente mio compagno fedele, il mal di schiena sulla parte destra delle fascie muscolari costali: è con me dalla settimana di ritorno fatta in filata l’anno scorso dalla Romania a casa.
Come passo un distributore ho 3/8 di serbatoio, però balena in mente il fatto “C’è ne sarà un altro a breve?”. La risposta è no, così quando voglio accamaprmi ho anche bisogno di trovare un distributore: una signora mi dice che a 1 km a Vrbovsko, c’è un distributore così mi dirigo e…è chiuso, poichè sono ormai le 19.30!
Cerco una stanza nelle vicinanze e non appena la trovo a 50 m dall’affittacamere lo scooter muore, senza benzina! Prevedo che d’ora in avanti dovrò portare con me almeno 2 litri di benzina come soluzione a questi casi.
Prendo la stanza per 100 kune e la signora mi prepara anche un panino con dello speck e 3 mele. Carico l’elettronica che ho dietro, ritocco dei filmati, mi lavo la roba sporca (che ritorna addosso gloriosamente il giorno dopo) e me ne vado a dormire.
Ricevo un sms da mia cugina che mi dice che devo rendermi conto di ciò che ho dietro prima di guardare in fronte a me in questo viaggio, che poco ha di fisico e molto più di spirituale…mia sorella dice che devo spolverarmi dal’essere stato 6 mesi stabile a casa.
Entrambe hanno ragione, voglio meglio capire cosa ho, cosa voglio…
Km. percorsi: 166 Km. Tot km: 428 Km.
Salutando il Trio Punto
29 Marzo 2010, Gradisca (I) – Pivka (SLO), Giorno 2, 11.45, 44.197 Km
Alle 10 parte la sveglia ed insieme la signora dell’hotel ci viene a bussare per ricordarci che il check-out è alle 10.30. Io ero già stato svegliato alle 7.30 da un allarme che era partito a suonare da non so dove…
La colazione è inclusa così stranamente alle 10.30 è ancora possibile approffitarne. Decidiamo di andare alle grotte di Postumia (Postojna), nel quale devo essere già stato quando ero piccolissimo. Da Gradisca alle grotte c’è da compiere un tragitto di 25 km circa e una volta arrivati lì ci accorgiamo che come a Plitvice Jezeera , l’ingresso è mostruosamente alto, cioè 20€. Noi ci fingiamo studenti, mostriamo la carta d’identità la quale porta ancora la dizione di “studente” e paghiamo 16€. L’ingresso non è permesso individualmente così bisogna aspettare il trenino che ti porti giù dal quale si può compiere un breve tratto a piedi e poi di nuovo nel trenino fino all’uscita.
Dopo aver pranzato a base di cevapcici, facciamo la visita guidata alle formazioni calcaree formatisi nel giro di centinai di anni. Il gruppo d’italiani che seguno la guida è enorme e ovviamente rumorosissimo di conseguenza è difficiletto sentire cosa dice la guida.
Terminata la visita è giunta l’ora dei saluti anche con il trio Punto e questo avviene in un bar dove vengono sconvolti dal fatto che io stia andando in Tajikistan in scooter…forse può sembrare inconsueto che uno ti si presenti lì e ti dica che sta andando così distante, ma non lo sto mica facendo in bicicletta!!!
Io e Paolo percentualizziamo la possiblità che la barista, ormai disarmata, mi possa ospitare, ma alla fine nulla se ne fa: io mi disinnamoro nel giro di alcuni millisecondi però non cediamo alla nostra stoffa misto sintetico di corteggiatori, playboy Mediterannean style e così prima di andarcene chiediamo il mini trofeo, cioè la foto della nostro comitiva con la signorina in questione. I Deftones direbbero “Back to school”…
Quando riparto il cielo minaccia acqua ed io preoccupato dalla vicina tormenta, dal fatto che stia diventando scuro e anche dal fatto che non so bene dove devo andare, ne approfitto per rendere mia sistemazione notturna, una prateria che ho sulla sinistra, dietro a alberi e cespugli. A 30m c’è una stalla ma non vedo abitazioni, così decido di accamparmi li per la notte.
Prima di dormire però apro il regalo di Maria, un libro sull’amore tra gli individui, sul paradosso e l’impensabile modo nel quale le persone si uniscono nel nome dell’amore. È un libro che sicuramente mi servirà alla sera quando non avrò una presenza con il quale condividere dei discorsi e soprattutto potrà tornarmi utile a farmi capire quell’universo sentimentale, dal quale penso di essere uscito fuori orbita molto tempo fa…
Km. percorsi: 97 Km. Tot km: 262 Km.
Partenza
28 Marzo 2010, Carbonera (I) – Gradisca (I), Giorno 1, 12.30, 44.035 Km
La notte prima sono stato con Paolo, Fede ed alcuni vespisti a celebrare la mia partenza a Col San Martino, vicino a Conegliano. Vista la coda che c’era decidemmo di andare invece in una bettola poco distante, dove per mia colpa, ho ceduto alla fame prendendo un panino che molto più sembrava fatto di pellet.
Così alla mattina mi sono svegliata con tutti i liquidi del corpo drenati per rendere quel panino un po più digesto; a rendere il risveglio più duro è stato anche l’ansia che puntualmente si è ripresentata non appena ho potuto riaprire gli occhi. La vocina è ormai diventata una vociona che ripete in una valle amplificante l’eco “Claudio, ma che minchia fai?”. La ignoro, ho ancora una valigia da preparare e due ore dopo ho fissato la mia partenza verso l’est, quel viaggio così a lungo posticipato dall’aver assunto sembianze notevolemente diverse da quando iniziai a concepirlo. Ora non c’è un 4×4, un VW Synchro bensì uno scooterino colore giallo paglierino di nome Scooty, fedele compagno di altre due attraversate nonchè prode trasportachiappe degli ultimi miei 10 anni.
Sono stanco e questo non è il modo migliore per partire per un viaggio così lungo, ma la maratona degli ultimi 4 giorni tra cose dell’ultimo minuto, cose ritardate fino all’ultimo minuto, interviste e presentazioni varie hanno avuto la loro parte su una preoccupazione non visibile ma molto probabilmente presente inconsciamente.
La valigia la assemblo molto velocemente, i documenti li metto dentro due buste di nylon cosicchè stiano asciutti se piove; dentro lo zaino oltre ai documenti metto anche il computer, la videocamera e la fotocamera per la serie, lo zaino sarà il mio migliore amico durante questo viaggio. Sulle valigie laterali infatti ho vestiti su una, mappe, libri ed altre cose sull’altra mentre sul bauletto posteriore ho tutta la zona notte. Niente di valore verrà lasciato sulle valigie dello scooter perchè quando vorrò andare in giro a piedi tutto dovrà essere con me.
Arriva mio fratello con i nipoti e riesco un po’ a distrarmi dai preparativi e a dire il vero sono preoccupato che si mettano a saltare sopra una valigia laterale e rendermi “zoppo” su un lato ancora prima di partire. Sono disciplinati, Mattia chiede addirittura se potrà avere lo scooter quando avrà 14 anni…chi lo sa…
Trovo il tempo di andare a votare prima di partire e lì incontro qualcuno che mi riconosce come quello apparso sul giornale, ma sono piuttosto assente mentre mi chiedono delleinformazioni, non per celebrità bensì perchè sto appunto per partire, di conseguenza la mia testa è altrove.
Quando arrivo alla Chiesa c’è solo Claudio e Simone. Pian piano arrivano altri fioi a salutarmi, nonchè familiari, concittadini e molti di coloro che hanno partecipato alla messa delle 10.30 informati da Don Piero della mia partenza per questo viaggio esotico. Onestamente non me la sarei mai aspettata un’accolata così grande, però devo dire che mi ha fatto piacere nonostante mi crei maggiore responsabilizzazione. Arrivano anche Paolo, Silvia e Francesca che mi accompagneranno per il primo giorno e mezzo fino a dentro la Slovenia e Fede, che invece verrà avanti con me fino a Palmanova.
Saluto tutti quelli rimasti presenti, li ringrazio di essere venuti ed ora che siamo tutti, è ora di partire!!!
È una bella giornata quindi anche senza la calzamaglia riesco a stare senza problemi, mentre il sottocasco mi da problemi dopo poco, causandomi un enorme mal di testa. Da Pezzan andiamo giù per Vascon, Varago, Ormelle, spuntiamo fuori dalle parti di Oderzo e poi continuiamo sulla Callalta verso Portogruaro con la macchina di Paolo a segnalarci.
Ci fermiamo a Palmanova per dare un occhiata veloce a questa città costruita a forma di stella e per pranzare con un panino nella piazza principale. Silvia ha portato via un servizio di catering quindi mangiamo solo per avere un apporto diverso dalle patatine e snacks vari.
A Palmanova mi saluto con Fede, che tornerà indietro non prima che si sia preoccupato della mia incolumità regalandomi un giubbetto con le protezioni ai gomiti e spalle. Spero non mi torni utile e che glielo possa tornare una volta terminato il giro, un po più sporco si, ma non utilizzato entro le sue finalità…
Io e il trio della Punto procediamo verso Gorizia, dove abbiamo deciso di passare la serata, complice anche la reputazione della provincia friulana, di essere centro di party e feste a go-go. Prenotiamo una stanza quadrupla a Gradisca (GO) e già la signora dell’hotel ci preannuncia che a Gorizia ci sono le palle di fieno rotolanti di sera, così ripieghiamo su un piano mirante all’ingrassamento, fidandoci dei consigli altrui e quindi di andare a mangiare da Gianni.
Da Gianni però ordiniamo un piatto a testa e non uno ogni due persone come ci era stato detto: la mole di cibo da dover far fuori ha qualcosa dell’altro mondo, così ci abbuffiamo fino a sfiorare il soffocamento. Per smaltire la cena fanstasmagorica, andiamo a fare una passeggiata in cerca di un po’ di movida, ma sembra esserci il coprifuoco così dopo aver esplorato un po il Castello, unica attrazione della cittadina al confine, andiamo a Gradisca, avente la nomea di essere “uno dei borghi più belli d’Italia”. Personalmente non so come questa descrizione venga data ma Gradisca non ha molto da offrire se non la facciata del Teatro sulla piazza principale, pertanto anche qui il nostro giro turistico termina dopo due birre bevute in cammino.
Alle 3 circa sono finalmente al mio appuntamento con Morfeo…
Km. percorsi: 165 Km. Tot km: 165 Km.

