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La politica si vede dal mattino

20 Marzo 2011 – Pakse (LAO), Giorno 358, 9.00

Le piccole cose della vita. Altro che il Lucano: avere dei corn flakes o qualsiasi altro cereale a colazione insieme ad una scodella di caffèlatte sono piccole microscopiche cose che quando mancano per lungo tempo, si considerano delle gemme dal cielo.

Diego è come al solito la fonte instancabile di dialogo interessante: questo romano giramondo è davvero una persona interessante, attivamente coinvolto su molti fronti che sa metterci la voglia e la faccia, non solo le parole.

Ed è così che il programma che avevamo in mente, di filmare per l’intera giornata le strade non trafficate del centro di Pakse oppure gli scorci sul Mekong, cedono il passo a conversazioni di geopolitica.

Adoro ascoltare persone che hanno voglia di parlare; coloro che con entusiasmo e maggior vigore discutono ciò che gli preme.

Alle 13 ci schiodiamo dalla tavola rotonda improvvisata per il senso del dovere e andiamo a Pakse a filmare delle riprese dall’alto del microtempio posizionato aldilà del ponte del Lao-Japan friendship. Il tempio è assolutamente nulla d’interessante però da questo punto si può vedere l’intero centro urbano.

Quando torniamo dove ho lasciato parcheggiato lo scooter, questo non ne vuole sapere di andare in moto e dopo una ventina di spedalazzate alla pedalina, desisto. Non ho nemmeno un utensile con me, dato che li ho lasciati tutti a casa di Diego, così mi conviene aspettare che Ture ed il romano finiscano la sessione di massaggi in un hotel. Carichiamo lo scooter menomato sul pick-up e lo portiamo a casa, dove cercherò domani di rianimarlo anche se ora sono disperato dato che i sintomi me lo fanno qualificare come defunto.

Km. percorsi oggi: 0 Km                   Totale km da inizio viaggio: 19612 Km

Curiamo i reumatismi,va!

30 Aprile 2010 Bratei (RO) – Bratei (RO), Giorno 34, 5.30, 46.002 Km

La compagna di Ioan ed i figli si svegliano prestissimo, verso le 5.30, il che con il mio orario appena aggiornato, significa le 4.30. Due ore dopo sono sempre in compagnia del mio ospitante a tirar testate sullo scooter per risolvere il problema del friggimento proveniente dal lato sinistro.

Ripetiamo la procedura di smontaggio della sera prima, lubrifichiamo minuziosamente gli organi rotanti e rimontiamo tutto con dovizia. Ioan mi spiega che vorrebbe tenere un allevamento piccolo di capre, per vendere il latte, che qui pagano abbastanza bene: ciò gli garantirebbe indipendenza dall’industria e farebbe quel che gli piace. La sua famiglia vive in modo molto semplice, poichè hanno il solo stipendio di lei in entrata, che si aggira sui 150€ mensili, dal quale va sottratto l’affitto della proprietà. Facciamo colazione con un caffè alla rumena, simile a quello turco, ed un panino con del salume avente la consistenza ed il sapore simile alla mortadella nostra.

Ioan m’informa che a circa 20 km c’è uno stabilimento termale, avente delle piscine con acqua ad alta concentrazione di sale: sembra allettante e decido che sarà il mio programma del pomeriggio. Mi faccio prestare un costume da bagno versione mutanda, delle ciabatte e sono pronto per fare l’anziano reumatico!

Venti km mi separano da Bozac eppure Scooty mi muore, conseguenza della candela usata, messa su ripulita il giorno prima. Al friggimento si è anche aggiunto un vero e proprio rumore di organi in erosione l’uno con l’altro, specie quando il motore è sotto sforzo.

Riesco ad arrivare al piccolo villaggio, nel quale si avverte l’attrattiva turistica anche solo dal numero d’infrastrutture presenti. Pago i 20 lei d’ingresso (5€, prezzo per studenti) per poter usare la sauna e le varie piscine di acqua salata o acqua normale: nella piscina di acqua marronastra salata si galleggia senza problemi, in seguito alla alta concentrazione salina e bisogna far attenzione a non bagnarsi gli occhi, per evitare fastidiosi bruciori. Compio tre immersioni nelle piscine salate, intervallate da altrettante sedute di sauna e da pause sdraiato sotto il sole cocente: anche qui conosco alcune persone tra le quali delle signore che hanno fatto le badanti in Italia. Sono proprio in vacanza e ne approfitto per fare relax totale, distendere chiappe e schiena da tragitti compiuti ricurvo sullo scooter.

Quando torno a casa di Ioan, come gli avevo promesso, cucino una pasta alla carbonara, versione mia, con uova, pancetta e cipolla: i figli mangiano di gusto e rricevo i complimenti della casa anche se devo dire che la pasta di scarsa qualità ha fatto tutto un amalgama quando l’ho mischiata con le uova.

Km. percorsi: 58 Km.            Tot km: 2025 Km

Dominato dal fato

29 Aprile 2010 Boita (RO) – Bratei (RO), Giorno 33, 9.20, 45.907 Km


Finalmente al risveglio c’è un gran bel sole che mi spinge a fare strada. L’idea è di visitare in giornata Sibiu e poi quando sera indirizzarmi oltre, in modo da non dover cedere ai prezzi “gonfiati” della città.

Dopo 25 km sono a Sibiu: come Cluj-Napoca, che visitai l’anno scorso, il centro storico ha uno spesso anello protettivo formato dalla zona industriale e dai grandi centri commerciali. Mi fermo per acquistare un paio di guanti con protezioni sopra le dita e sulle nocchiere in un negozio di quad: visto il tempo che trascorro in strada mi conviene essere previdente, allo stesso modo con il quale premio Scooty con dell’olio buono 100% sintetico, usato ufficialmente anche dalla KTM. Lungo la nazionale vedo uno stabilimento della Faurecia sulla sinistra e non posso evitare di toccarmi le palle come superstizione vuole: non rappresento nessuno sponsor ma ciò non m’impedisce di fare l’antisponsor di alcune aziende del quale nutro poca stima…

Il centro di Sibiu è molto bello, con la boulevard che porta verso la piazza principale piena di persone che camminano, bevono un caffè in compagnia o siedono a fare person-watching. Arrivo che ho fame e qui di un panino chiedono 9,90 Lei (2,5€) di conseguenza cerco sulle laterali qualche paninaro olioso, indirizzato a studenti e viandanti come me però non trovo nulla e mi tocca cedere alla facilità dei paninari del corso. In un ora e mezza la visita della città è finita e in un internet cafe cerco dei magazzini di componennti per scooter nelle zone: c’è un rivenditore Piaggio qui a Sibiu, a 2 km da dove ho parcheggiato. Nonostante loro parlino inglese, mi dicono che non hanno un gruppo termico 50cc completo di testa, di conseguenza rinviò la sostituzione del motore a quando sarò a Bucharest, dove ci sono quattro grossi centri con pezzi di ricambio.

Questa sostituzione non è necessaria ai fini del proseguimento del viaggio bensì per adempiere alcuni criteri di un’idea che sto investigando.

Parlando con il meccanico scopro, al sesto giorno in Romania, che qui hanno un ora in più e quindi sono le 17, per quello nessuno risponde negli uffici che cerca di contattare. Mi lascia il numero di un ragazzo che gestisce www.scuter-centre.ro e domani proverò a sentire se ha i componenti che mi servono in stock.

Ho altre due ore di luce in fronte a me e mi dirigo verso Sighisoara, città medioevale fortificata a 130 km a nord-est di Sibiu. Ho poca benzina e quando chiedo ad una signora dove sia il prossimo distributore, mi risponde che è a 30 km: ho, si e no, autonomia per 20 quindi mi lagno del fatto che dovrò spingere lo scooter. La signora mi mette in attesa e dopo 5 minuti torna con una tanica da cinque litri, dal quale mi fa versare circa 3 litri senza nemmeno voler un soldo. La ringrazio sentitamente per poi seguire verso Medias; una volta passato il centro della città, lo scooter ansima e muore inesorabilmente dopo aver tentato di sgasare e sentire come reagisse.

Salgo sulla collina alla mia destra, tentato dal piantare la tenda li ed analizzare se possa essere la candela usata messa il giorno prima, che magari fosse stata effettivamente esausta. Sono troppo in vista e dalla nazionale si può vedere se mi accampo lì così cambio idea e vado sulla stradina nel lato opposto: evito le prime cinque persone che vedo poichè il mio istinto non me li segnala, finchè vedo un uomo. Gli chiedo se posso mettere la tenda lì vicino, e lui farfuglia delle parole e poi urla ad un altro tizio che sta a 50 metri di distanza, dicendomi che quest’altro parla italiano.

Faccio la conoscenza di Ioan, agricoltore rumeno, che ha vissuto per una quindicina di mesi a Torino, quindi parla un italiano comprensibile. Vive con la compagna e i due figli di lei in un bilocale spartanissimo senza fondamenta (si nota dall’unidità sul cemento che fa da pavimento) e con i servizi igienici fuori, come quasi tutte le case contadine. Di fianco alle stanze dove abitano, c’è un capannone lungo circa 70 metri che in precedenza era una stalla per delle capre.

All’inizio mi dice che posso piantare la tenda sulla sua proprietà che tiene in affitto, poi come parliamo e facciamo reciproca conoscenza mi offre di dormire sulla sua auto e alla fine invece mi fa dormire su un materasso che ha extra dentro in casa, sulla stessa stanza dove lui e la compagna dormono. Mi aiuta mentre smonto il carter della trasmissione dello scooter e condivide con me gli insulti a qualche entita eterea nel constatare che c’è troppa “polvere” nera, sinonimo che qualcosa si sta usurando troppo in fretta.


Poi mi offre da mangiare e da bere ed insieme parliamo dell’agricoltura e del suo trascorso in Italia.

Anche questo è il frutto di viaggiare in scooter o con un mezzo “insicuro”: talvolta non mi fermo dove voglio io, ma ogni tanto mi fermo dove vuole lui. Lì, mi devo adeguare e ciò mi spinge a trarre dall’imprevisto, occasione di dimore notturna ed occasione di conoscenza inaspettata. Mi chiedo anche se non sia che, come fossimo due compagni di viaggio, ognuno di noi debba raggiungere un compromesso con le proprie esigenze per accomodare l’altro, ottenendo un risultato che, invece, soddisfa entrambi totalmente.

Km. percorsi: 95 Km.            Tot km: 1967 Km

1 mesiversario di viaggio

28 Marzo 2010 – 27 Aprile 2010

Carbonera (I) – Lacul Vidra (RO)

31 giorni Totali, 1748 km nel mese corrente, 1748 km Totali

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Questo mese è andato paurosamente bene, persino nel “male” configurato entro la malattia di Scooty, ho colto la fortuna della presenza di persone buone e delle loro ospitalità calorosa. Ad indicare che la perfezione del viaggio, la paura e la eliminazione dell’inconveniente nei momenti antecedenti la partenza sono un tentativo di privarsi degli imprevisti e di ciò dal quale si può beneficiare. Rimango fervido sostenitore del motto “In strada, i problemi vanno risolti sulla strada” anche se devo lavorare ancora un po’ sulla totale applicazione di ciò cui vado predicando…

Come primo mese introduttivo al viaggio, mi sembra sia trascorso in un battibaleno ed allo stesso tempo ho i ricordi pre-partenza che sembra siano accaduti mesi e mesi fa (conferenza stampa, interviste varie).

Perchè accade che quando si è in viaggio così, si sia esposti a talmente tanti input esterni che una vita routinaria normale necessita tanto più tempo per collezionare lo stesso numero di eventi.

Ho rielaborato piani futuri, ho già mandato giù nel cesso qualsiasi tabella indicativa di marcia (dopo un mese sono in “ritardo” di 10-15 gg) e forse sto pensado a “riadattamenti” scooteristici, con il cambiamento del setup di Scooty. Economicamente sono entro budget alla grande e l’andamento spese si puo vedere qui (1 mese viaggio).

Mi arrogo inoltre il diritto di dire che sto imparando molto e questo non me lo toglierà nessuno nemmeno quando il viaggio sarà terminato tantomeno me lo farà rimpiangere il fatto di non essere a costruire qualcosa di socialmente più accettabile. La vita e lo spirito sono sostenuti dalle emozioni, ed esse sono svincolate dal lato protettivo che il denaro apparentemente da. Vivere per vivere, il manifesto più religioso che ci dovrebbe essere.

English version

This first month has been so far scarily good, even when exposed to adverse situations, namely Scooty’s illness; I had the chance to spend my time with the presence of good people with an incredible sense of hospitality. This point out that every effort done beforehand to make a trip perfect and without inconveniences is a way to deprive oneself from the issues and what can be learnt from those. I keep being a supporter of the motto “When on the road, problems are solved on the road” even if I must work a bit more on applying this rule entirely.

As a first introductory month to the trip, it seems everything has happened during the blink of an eye and at the same I remember the press conference and the several radio interviews as if they were several months ago.

Because this is the consequence of traveling: you are exposed to so many external inputs that during the ordinary life, they might take much longer to occur.

I have changed future plans, sent to fuck off any timetable or traveling schedule I did (after a month I am late on schedule by 10-15 days) and maybe I will rework Scooty so that it can abide some criteria. Financially I am within budget and the expenses tren can be seen here (1 mese viaggio).

I take the chance to say that I have learnt very much already and neither somebody will take that away from me even when the trip is finished nor I will regret having done this in spite of undertaking something more socially acceptable. Life and the spirit are sustained by the emotions, which are unrelated to the protective side that money seemingly gives. Life to be lived: the most religious manifesto that can exist.

P.s: I forgot grammatically correct English big time.

Sfiga day!

28 Aprile 2010 Lacul Vidra (RO) – Boita (RO), Giorno 32, 9.00, 45.783 Km

Mamma mia che male che ho dormito! Un freddo della Madonna, forse anche per causa mia che sono andato a dormire solo con la maglietta maniche corte e i boxer, pretendendo che il sacco a pelo che tiene fino a -4° (temperatura comfort) facesse tutto il resto. Un mezzo attacco di morte allo stomaco, compensato con un maglione e i jeans, mi fa venire su e noto che sul bauletto dello scooter c’è un strato di ghiaccio: non so se il distillato oppure il fuoco la notte prima, non mi avevano fatto notare la rigidità della temperatura.

Il tempo inoltre è grigissimo tanto che parto direttamente con la tuta antipioggia su: l’acqua arriva quando sono a Voineasa con una prepotenza di 10 minuti di assoluto diluvio. I guanti non tengono e sono impermeabili solo quando non possono assorbire più, la tuta antipioggia trattiene al 90%, e le scarpe sono al limite sicchè non ha sendo proseguire, e mi fermo a pranzare in un ristorante una bistecca dura come una suola.

Il maledetto distributore di benzina riapre alle 15 e calcolo che più o meno dovrei farcela ad arrivare a Brezoi.

La pioggia continua ed io ormai corro solo per dare da bere a Scooty, ma, oggi è sfiga totale che rimango a piedi! Il distributore fortunatamente è a 1,5 km, sufficienti per farmi incazzare ancora di più, vista anche la persistente acqua che scende.

Sfiga n.2 cioè perdo i guanti nel tragitto a piedi con lo scooter a traino. Sfiga n.3 avviene dopo 10 km che mi son rimesso in marcia: lo scooter muore in corsa con la ruota dietro che si blocca, quasi inchiodando. E piove…

Spingo lo scooter sul lato opposto dove vedo un tizio che sta spaccando la legna, giusto per chiedergli se ha una tettoia dove posso mettermi a trappolare sullo scooter cercando di poner rimedio. Titi parla spagnolo e dopo avergli esposto il problema mi fa mettere lo scooter su un ripostiglio attrezzi che ha dietro vicino a casa, con pochissima area calpesttabile ma sufficiente per poter lavorare sullo scooter in caso il problema sia minimo.

M’invita dentro, in attesa che la pioggia termini, e mi presenta i due figli di 9 e 2 anni e alla moglie. Mi offre un caffè e del cibo che rifiuto visto che ho il pranzo ancora ad alta quota nello stomaco. Parlo con lui ed il figlio maggiore e mi sorprende come già dopo un breve periodo di tempo, io riesca a capire abbastanza di rumeno, tale da poter almeno interagire poichè so cosa mi stanno chiedendo. Ovviamente non sono in grado di formulare frasi, però presumo che in qualche modo comprendano ciò che vado dicendo.

Un’oretta dopo non piove più e Cyprian viene a darmi una mano tenendo le viti in mani separate mentre smonto il filtro per pulirlo e per cambiare la candela, prima causa da investigare sempre: il ferro che fa contatto è incrostato come non ho mai visto prima e la causa potrebbe essere che ho messo benzina a 99 ottani che, provocando una combustione omogenea durante la scintilla, può aver rimosso delle incrostazioni che erano presenti sulla parte superiore del pistone. Metto una candela usata che ho con me e lo scooter ritorna in vita, gloriosamente!

Mi rimetto in strada ma per poco dato che riprende a piovigginare ed io ho ne ho proprio le palle piene per oggi: mi fermo in un hotel lungo la strada avente il parcheggio pieno di camion. Questo mi suggerisce che qui si deve mangiare bene ed infatti le mie aspettative da una megalattica “ciolan de porc con fazole”, noce di maiale (in tedesco Schweinhaxe) con fagioli stufati, gustata guardando in televisione il passaggio in finale dell’Inter.

Incontro anche Stefano, un ragazzo rumeno che ha vissuto quattro anni a Verona e mi racconta della sua fervente attività di pappone prima, e operaio e cameriere dopo, durante la sua permanenza in Italia. Sono stanco e non mi spingo troppo con la conversazione e quando sono le 23 mi dirigo a dormire di gran lena.

Km. percorsi: 125 Km.          Tot km: 1748 Km

Scooty scalatore

27 Aprile 2010 Turcinesti (RO) – Lacul Vidra (RO), Giorno 31, 9.00, 45.783 Km

Guardo subito fuori dalla tenda, malefico, in cerca di qualche cane da prendere come capro espiatorio per il casino provocato la notte prima, ma c’è solo una cagna che lecca i suoi due cuccioli, e la mia ira repressa se ne va.

Arrivo a Petrosani dopo circa mezz’ora di scooteraggio e la mia missione è trovare un posto dove facciano un caffè-sveglia decente: al bar dove vado incontro un italiano, Piergiorgio, proveniente da Milano, che ha sposato una donna rumena e si è trasferito qui. Non è certo stato con le mani in mano e bensì sia in Romania solo da quattro anni ha avuto molteplici attività come l’impresario di restauri edili mentre ora è proprietario di un bar (e va dalla concorrenza…).

Parliamo al bar per 2-3 ore e mi racconta della storia della Romania, passata da un dittatore ad un altro, infatti prima di Ceaucescu c’era un altro gerarca, un po’ più soft forse; dice che secondo lui la Romania è uno di quegli stati che può funzionare al meglio solo con una dittatura rigida, infatti durante il periodo di Ceaucescu e, molto prima, di Vlad Teppes, la popolazione adempieva intimorita dalle misure repressive in atto dalla Securidade, polizia “gestapica” di Ceaucescu, e dall’impalamento, dal governatore della Trannsylvania.

Ceaucescu fu inoltre l’artefice dei sobborghi cementizi per mettere sotto un tetto tutti: le aree pre-esistenti venivano demolite per lasciare campo al suo concetto di spazio cittadino, talvolta con risultati abitativi poco validi. Interi quartieri venivano costruiti nel giro di poche settimane e la qualità di vede ora, a distanza di 30 anni.

Mi parla inoltre delle donne rumene e conferma quella che è la mia idea di essere focose ed esuberanti. Dice che però sono come le nostre nonne ed hanno quello che, a suo dire, molte italiane hanno perso: il senso della pulizia in casa, sono lavoratrici, cucinano, tengono i bambini.

E tu cosa fai?

Mi fido del suo consiglio di andare a mangiare lo Sloi Mo Murlanesc in un ristorante sulla direzione che devo prendere: prima del cibo arriva una palinka e del pane con del burro con pomodoro e della pancetta. L’antipasto è già una delizia ma niente in confronto alla specialità, cioè uno stracotto di carne di agnello con polenta e insalata di contorno.

Da Petrosani prendo la strada che va verso Est in direzione di Brezoi: a metà vorrei poi svoltare verso nord ed arrivare a poca distanza da Sibiu, però ciò dipenderà dalla situazione della strada, che mi è stato preannunciato essere pessima. La strada sale, sale, sale e in men che non si dica vedo della neve a bordo strada e mi accorgo che sono a più di 1000 metri! La pavimentazione cambia aspetto e non è piu asfalto bensì terra battuta, con tantissime buche piene di acqua derivante dalla neve in scioglimento.

Gli scenari sono mozzafiato anche se devo godermeli con moderazione, per porre attenzione alla scia che devo seguire per incappare in tutte le peggiori buche.

Quando arrivo in direzione del bivio, chiedo a dei boscaioli come è la strada che va verso nord e mi suggeriscono di non farla, poichè per i primi 14 km c’è molto fango in strada. Ripongo quindi le mie idee di solcatore del pantano, per non affaticare ancora di più lo scooter di quello che già causa la salita; vado dritto e dopo un paio di km mi si presenta sulla sinistra il lago di Lacul Vidra.

Sarà il richiamo dell’acqua e la legna che vedo nei dintorni ma decido di piantare la tenda in una laterale sulla sinistra che porta fino giù al lago: il luogo non mi convince al 100% però dopo un po’di esitazione mollo gli ormeggi lì, non prima di aver utilizzato lo scooter per trascinare dei rami di pino da dove era la strada principale fino alla mia “dimora”.

Accendere il fuoco è una missione ardua visto che la legna è parzialmente bagnata così prima provo sbenzinando un po’ sulla legna, poi dando fuoco ad una bottiglia di plastica e “l’impresa” mi riesce solo quando mi sveglio e vedo tutta l’erbe circostante, che è bruciata come fosse paglia. Con quella è un gioco da ragazzi accendere il fuoco e facendomi compagnia con il distillato di ciliegie ed un buon libro passo la mia serata eremitica.

Km. percorsi: 69 Km.            Tot km: 1748 Km

Novità in vista?

26 Aprile 2010 Satul Pistrita (RO) – Turcinesti (RO), Giorno 30, 9.00, 45.714 Km

Alle 6 Kostel mi sveglia perchè lui va a lavorare però vuole prima salutarmi e mi invita a tornare a trovarlo quando sarò di nuovo in Romania. Annoto il pensiero e me ne ritorno a letto per svegliarmi 3 ore dopo.

La moglie mi ha preparato la cena della sera prima “edited version” per colazione. Ne approfitto per riempirmi la pancia dato che oggi vorrei fare un po più strada, chilometricamente parlando, e meno soste. Wurstel e cetriolini sottoaceto mi rendono felice dato che sono molto gustosi e, nonostante i sottoaceti di norma non siano di mio gradimento, hanno poca acidità quindi me ne abbuffo. Mi offre il distillato di ciliegie ma declino, poichè devo guidare: la signora quindi prende il contenuto e lo versa in una bottiglietta da mezzo litro e me lo consegna in regalo dicendo “Per le notti in tenda, quando sei da solo ed hai freddo…”. Mi sento imbarazzato dal solo pensiero di aspirante alcolista russo, però non rinuncio il dono, non si sa mai che possa utilizzarlo come benzina se ho finito tutto il resto…

Dopo una quarantina di km arrivo a Targu Jiu, una cittadina la cui piazza principale è molto frequentata da studenti e dal viavai di lavoratori; i quartieri sub-urbani sono in stile Ceauceschiano, con stabili che possano accogliere quanti più nuclei familiari possibile.

Chiedo ad un ragazzo di un bar wifi e lui mi accompagna al centro informatico dell’università dove posso utilizzare il mio computer con internet: egli sta lì con me, anche se la comunicazione che sorge è alquanto limitata vista la barriera linguistica. Ho diverse cose da fare e finisco con lo stare lì per 4 ore e mentre io son su Skype lui utilizza un servizio di chat con le sue amichette ed amichetti.

Ritorno in strada, diretto verso Petrosani, dal quale poi prenderò una strada interna semi-sterrata che mi porterà a Sibiu, città medioevale nel mezzo dei Carpazi. La nazionale verso Petrosani è in condizioni spaventose con più buche che asfalto, il che mi obbliga a mantenere una velocità di crociera sui 30km/hr. Non arriverò mai in un centro abitato con quella media, così faccio la spesa prevedendo una notte, sperduto tra i monti.

Dove mi fermo invece, c’è un ristorante ed il cuoco vestito in bianco e fuori con la motosega che sta tagliando la legna per fare la grigliata serale; ad aiutarlo con l’accetta c’è il cameriere, mentre un camionista è lì che guarda.

Inizio a parlargli e mi dicono che posso accamparmi sul lato opposto la strada e che una cena costa sui 16 Lei (4€). Abbandono le mie idee di pasto al sacco con patè di porco per gustare cosa lo chef-boscaiolo mi cucinerà: prima del piatto, arriva tra gli onori della casa, una bottiglia di palinka, un distillato vodkiano molto frequente qui e in Ungheria.

C’è libertà di berne quanta si vuole ma io dopo un bicchierino termino e mi dedico piuttosto alla bistecca di porco alla brace con contorno di verdure. Salto infatti la zuppa, che qui usano come primo, dato che i cibi acquosi a me danno poca soddisfazione di norma.

Alle 22 torno in tenda e dopo che ho svolto tutte le pratiche di viaggio per sbaglio accendo la torcia che ho con me. Non l’avessi mai fatto: fuori un cane nota il bagliore e questo bastardo rimane fuori dalla tenda ad abbaiare e digrignare i denti per più di un’ora per poi andarsene e ritornare alternatamente a rompere i coglioni. Io non quantifico le dimensioni del cane da dentro la tenda perciò me ne rimango ben in guardia dal fare l’eroe.

Km. percorsi: 99 Km.            Tot km: 1679 Km

Dieta suina

25 Aprile 2010 Baile Herculane (RO) – Satul Pistrita (RO), Giorno 29, 9.30, 45.617 Km

Di domenica è un piacere svegliarsi presto e vedere gli anziani rumeni sfilare, addobbati dei loro vestiti tipici: le donne con il velo in testa e abiti bianchi con pizzi di vari colori ed gli uomini con abiti rigorosamente marrone scuro o verde tipo l’abito di Sherlock Holmes. Appena passo l’hotel Roman, baluardo decadente ultimo del turismo che fù di Baile Herculane, sono immerso nel verde avvolgente dei Carpazi, catena montuosa che si estende in Romania, Ucraina e Polonia meridionale.

Dopo 20 km vedo un accampamento di tende sulla destra e voglioso di farmi una camminata tra i monti, sosto qui, dato che ci dovrà essere qualcosa da vedere se numerose persone campeggiano qui: è Vladomir, un ragazzo che fermo al volo, a rispondere ai miei quesiti dicendomi che ci sono delle cascate e in generale dei bei scenari. Mentre sto lasciando Scooty bello incatenato perchè non scappi per una fuitina con qualcuna altro, si avvicina una ragazza, Alexandra, per parlare e scambiare due parole. Lei si sta apprestando ad andare a fare una camminata tra i monti e mi chiede se voglio unirmi dato che i suoi amici sono andati a fare rafting sul fiume adiacente. Accetto però ben presto mi accorgo che la preparazione è decisamente diseguale ed il suo fisico snello e sinuoso è lì a renderne testimonianza: opta da subito per la salita cattiva e dopo la vedo illuminarsi quando sulla nostra destra appare questo “sentiero” di rocce e sassolini che altro non è che un deflusso di acqua quando piove. Lei è davanti poichè il suo peso ridotto ed esperienza non muovono sassi ed io posso stare tranquillamente in scia mentre dietro di me potrei caricare betoniere di pietrume. Dopo essere arrivati in alto la situazione metereologica peggiora ed inizia a piovere così per mia fortuna, Alexandra decide di tornare al campo base: io sono già fisicamente provato e il non aver mangiato mi ha reso maggiormente debole.

É affascinante, non c’è nessuna forma umana che la mia vista riesca a distinguere, in completa immersione nella natura. Alexandra mi spiega che lei compie escursioni ogni fine settimana in luoghi diversi ed è un cosa che adora, come il resto della natura: la vedo toccare insetti vari ed è piuttosto insolito per una ragazza…

Ritornati all’accampamento faccio la conoscenza dei destrieri del fiume e m’intrattengo con uno di loro, per farmi consigliare cibi locali, dato che di norma nelle zone montuose, le persone nel tempo hanno sviluppato ricette autoctone, basandosi sugli “ingredienti” reperibili entro un raggio chilometrico breve. Clamorosamente sembra che non possiedano ricette tipiche delle montagne ma piatti che si possono trovare anche in altre zone della Romania.

Continuo poi per la mia strada verso Baia de Arama: come mi era stato predetto, i villaggi lungo questa strada sono allietanti nella loro semplicità e io non resisto perciò saluto tutti i vecchietti disposti, come in Sardegna, su panchine a guardare la strada e  chi passa. Il passeggero sono io, a bordo di uno scooter visivamente ingombrante e chiazzato di alcuni adesivi che ricordano i luoghi natii. I bambini giocano a calcio in strada ed io li interrompo per quei 10 secondi con il mio passaggio, ricevendo saluti con la manina e sorrisi tipici dei bambini. Faccio un tratto di strada con la telecamera però la popolazione diventa timida e non saluta più quindi tolgo l’elemento di snaturamento e mi godo il bagno di rumeni campagnoli. In pace.

Quando arrivo a Baia de Arama sono le 18 ma non ho voglia di continuare tanto oltre. Ad un certo punto, come un metal detector aeroportuale con un oggetto metallico, la mia vista individua la persona al quale chiedere se posso piantare la mia cort (tenda): Kostel è lì da un suo amico e non se la sente di dirmi se posso mettere la tenda in un campo che non è suo. Dalla casa sul lato opposto della strada, viene fuori una signora di origine tzigana ed inizia a parlarmi italiano, poichè ha vissuto per del tempo a Palermo: mi dice di aspettare che deve chiedere al marito se la acconsente a dimorare per una notte nel suo giardino. Viene fuori anche il vicino, discutono finchè il mio interlocutore iniziale, Kostel, colui che avevo qualificato come il “risolutore”, riemerge tra la ciociaria dei due e si offre di ospitarmi a casa sua. Dice “No bani, no cort. Dormi acasa mea” (Niente soldi, niente tenda. Dormi a casa mia). Ghigno, ringrazio ed accetto: “I knew you couldn’t let me down…” (Lo so che non m avresti deluso).

Lo seguo in scooter dietro all’auto dove siede anche la moglie, quando prende una laterale sulla sinistra che poco prima avevo notato per la forte presenza di rom. La strada è dissestata e mentre penso che da un momento all’altro accosti in una delle case, egli procede finchè mi ritrovo nella foresta; scende a rassicurarmi e dirmi che abbiamo altri tre kilometri da fare.

Nella strada battuta alla bell’e meglio, ci sono paio di guaderelli ed inizio a fantasticare scene tratte da “Hostel”, dove io sono invitato ed ingrediente principale del manicaretto serale. Penso alle spezie che mi faranno da compagnia…

Per arrivare a casa sua c’è da attraversare in lungo in fiumiciattolo per 10 metri e quando arriviamo scendono altri vecchietti che iniziano a farmi domande ed io interloquisco spaziando mille lingue, tra il quale il neo-acquisto, il serbo. La casa di Kostel e divisa in tre edifici: la zone notte in uno, la zona cucina che è anche dimora dei pulcini e la zona garage/cerimonia, dove organizzano mangiate in occasione di compleanni ed altre ricorrenze.

Come mi aspettavo, la prima ad uscire dalla cucina è una bottiglia di distillato di ciliegie, fatto dalla moglie: a ruota arriva anche il cibo, wurstel, carne di pollo, cetriolini sotto aceto, pomodori, un formaggio tipo feta greco. Insieme a Kostel ed il padre spirituale mangiamo e beviamo in modo che i nodi dettati dalla differenza linguistica meglio si sciolgano: il padre capisce un po’ di lingue europee quindi lo adatto a mio traduttore per la coppia. La moglie tenta in diversi modi di vedere se la loro figlia di 20 anni possa interessarmi, come mi capito l’anno prima con una signora rumena che incontrai in Germania, che voleva intrallazzarmi con la figlia in Romania.

Mi spiegano dei tempi di Ceaucescu con un certo rimpianto: “Tutti avevano lavoro, tutto era ordinato. Certo non si poteva viaggiare ma ognuno aveva il minimo per vivere”.

Questo mi sorprende dei romeni, popolo che si definisce vicino a noi mediterranei, che però io definisco totalmente balcanico come focosità comportamentale ed estroversità. Ultimi ad uscire dal blocco comunista, veloci nel processare e mandare alla forca il dittatore ed ora taluni rimpiangono…

Alle 21, la coppia va a dormire ed io passo la serata leggendo e pensando alla giornata andata e come abbia incontrato diverse persone, ugualmente disponibili e gentili con me.

Km. percorsi: 71 Km.            Tot km: 1582 Km

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