Dove Giungere goes business
“Reel it” dice Ricky.
“C’mon man, reel it, reel it! We’ve got something big out there…”
Non so come fare. E’ un esperienza nuova spuntata dal nulla ieri sera. Io, vestito con dei boxer da ciclista ed una magliettina in lana merinos, sono decisamente equipaggiato male. Ho pure freddo e tremo come una foglia finchè penso “Se questo è parte del lavoro, lavorare non è poi così male”.
E’ sabato 12 febbraio e parte così la mia prima trasferta di lavoro. A Durban, in Sud Africa sul posto passeggero di una moto d’acqua a pescare; sebbene il risultato dell’episodio sopra si riveli essere un pezzo di plastica, il bottino mio e di Ricky alla fine di 3 ore di pesca ed un rimando intestinale, è di un tonno pinne gialle di 5kg circa ed un rockcod
Infatti se il progetto “Dove Giungere” è terminato, ora inizia la mia carriera lavorativa cercata unendo la mia predisposizione e indole.
Dovrò viaggiare. Dovrò viaggiare tanto e se molto probabilmente non entrerò case di sconosciuti che m’inviteranno perchè incontrati per strada, avrò comunque una visuale su molti stati. Sarò più comodo, sarò certo di poter dormire sempre in qualche luogo igenico però cercherò di mantenere la mia voglia di scoprire qualcosa delle culture delle persone che visiterò che alla fine saranno miei clienti.
Non vedrò le nuove banconote di Rand sudafricani con a facciona del Nelson nazionale (entreranno in vigore da metà 2012), però questa settimana acquisirò qualche nozione. E la narrerò a posteri, parenti, serpenti e nullafacenti al lavoro fra alcuni giorni.
Dove Giungere goes business.
Presentazioni pubbliche del viaggio
Il ritorno
Un paio di mesi dal mio ritorno a casa, sono ancora preso dal lavoro post-viaggio. Guardare i video, rileggere i momenti trascorsi durante il viaggio e ritornare a contatto con la quotidianità: avere sempre la stessa stanza dove dormire non mi era mai sembrato così strano.
Ho collezionato in un video, alcuni istanti del ritorno in Italia: metà filmato si occupa dell’aspetto più divertente dell’impatto italiano mentre la seconda metà s’incentra più sull’intimità della gioia. La gioia di riabbracciare i cari.
Eccolo qui.
Gli incontri post-viaggio
Un mio desiderio da prima di arrivare era di poter condividere l’esperienza con il maggior numero di persone possibile. Ora che sono ritornato nei prossimi giorni ci sono tre eventi dove presenterò il viaggio con aiuto audiovisivo e commento.
Il primo incontro avverrà venerdì 28 ottobre 2011 in sala Aldo Moro a Carbonera (TV), il comune da dove provengo (clicca qui per vedere il luogo su google maps). La serata inizierà verso le 20.30 e ci saranno Marco Toppan e Maria Pascuzzi a documentare il loro viaggio da Carbonera alla Calabria e poi toccherà a me. Sotto la locandina dell’evento.
Il secondo incontro presentativo avverrà sabato 29 ottobre 2011 alla Osteria Vecchia Ceneda a Vittorio Veneto (TV) (clicca qui per trovare le indicazioni su google maps). Sono stato contattato dal gestore di questa birreria/pub/osteria e sono curioso di vedere l’interesse dei concittadini del nord sul mio viaggio. Sotto il programma di serate del locale.
Il terzo evento che durerà una settimana è l’EICMA a Milano, oppure meglio conosciuta come la fiera del ciclo e motociclo più grande d’Europa. Sarò ospite allo stand della RMS, l’azienda che mi ha supportato durante il viaggio, al padiglione 14 stand I27.
La fiera durà dall’8 al 13 novembre 2011 (per il pubblico dal 10 al 13 solamente) con i seguenti orari di apertura. Sotto la locandina che verrà esposta fuori dal padiglione.
Ci vediamo là!!!
Parma yuppie
28 Luglio 2011 – Parma (I), Giorno 488, 8.30
Parma è la provincia yuppie d’Italia, lo è stata nel passato con i vari magnati dell’industria alimentare Tanzi, Barilla, Mutti e i vari presidenti dei consorzi del prosciutto e del formaggio. Poi sono arrivate le generazioni seguenti, talvolta interpreti allineati con l’inventiva e imprenditorialità iniziale molto spesso invece persone focalizzare sulla dimostrazione dello sfarzo. La sostituzione della propria ricchezza alla propria presentazione personale, i soldi davanti come curriculum.
Con Miller ci dirigiamo verso il centro: la prima cosa in risalto è proprio quest’aria di benessare che traspare dalle vetture che girano, dal vestiario delle persone, dalla pulizia del centro e dai locali che ci sono. Come il nuovo quartiere costruito da poco dove ci sono diversi american bar e locali per coffee and wine tasting per far capire che esempio si segue.
Ma questo inizio di post così drammatico fa pensare che Parma sia in mano agli avventori ed invece la provincia emiliana è complessivamente un gran bel posto. Seguo a ruota Miller portarmi nei luoghi più interessanti da visitare e completiamo il giro alla Clinica del panino, un posto cult per la moltitudine di panini che si possono scegliere. I miei occhi subito mirano a questo strano riempitivo di nome “pesto”, così chiedo a Miller se usano il sugo genovese per fare un panino. Scopro che il pesto è carne di cavallo alla tartara, cioè tritata cruda quindi la abbino a del grana e della rucola; il risultato è eccelso e raddoppio l’esperienza equina in meno di una settimana.
Alla sera mentre Miller fa allenamento di muay thai in cittadella, io rimango con Connie e Valentina sull’erba del parco e noto come ci sia una diversa immigrazione qui a Parma rispetto al nord-est: moltissimi filippini e nigeriani giocano in squadre mono-etniche a pallavolo o a basket.
Sono a casa e allo stesso tempo ancora no: è però talmente tutto facile. Ed un po’ meno interessante.
Km. percorsi oggi: 0 Km Totale km da inizio viaggio: 22727 Km
RMS day
27 Luglio 2011 – Trecate (I) – Parma (I), Giorno 487, 7.00
Sveglia prestissimo dato che mi attende il treno per Seregno, luogo che non meriterebbe la mia attenzione se non fosse che a) Scooty è lì b) sono curioso d’incontrare i coraggiosi della RMS che pazientemente mi hanno sostenuto durante il viaggio.
La stazione dei treni non sarebbe nemmeno distante dalla casa di mio cugino Domenico, che però gentilmente si offre di darmi un passaggio estendendomi di 10 minuti il sonno. Cambio a porta Garibaldi a Milano e in un’ora e un quarto sono nel comune nel nord milanese, dove ad aspettarmi c’è Luigi, colui dentro in RMS con il quale ho tenuto rapporto sin dall’inizio.
La RMS è posizionata non molto distante dal centro di Seregno pertanto in una decina di minuti sono nel piazzale in attesa di una sola cosa: vedere una cassa in legno con dentro il prode motociclo. Luigi capisce la mia esigenza ansiosa di vedere il veicolo perciò in attesa dell’arrivo del giornalista che mi deve fare l’intervista, mi porta in magazzino.
Lì sta in completa e beata solitudine Scooty, a debita distanza da tutti quei ricambi che non gli sono serviti affinchè lui, con i minimi trapianti di parti, riuscisse a macinare le migliaia di chilometri di strade polverose. Ingabbiato, intrappolato, proibito dal vivere secondo il suo essere spavaldo, romantico e condottiero. Caratteristiche di ben altre epoche secondo un concetto di oggetto e materia che va oltre una data di scadenza ed una data di rottamazione; lui è andato e mi ha lasciato andare.
Chiedo subito un piede di porco per liberarlo dalla cella di legno che lo ha trattenuto per oltre un mese e pianifico come rimontarlo. Istruisco il magazziniere ed uno dei soci, che hanno data la loro disponibilità al rimontaggio, su come assemblare le parti e poi lascio il posto per fare la seguente intervista.
Tutti in azienda sono di una cortesia al quale raramente ho assistito visitando altre aziende del Triveneto e c’è quell’aria di familiarità e relax che rende grande un’azienda e felici chi ci lavora. Insieme al team RMS che mi aiuta a rimontare Scooty, discuto la possibilità di sostituire alcuni pezzi che potrebbero essere esausti: così cambiamo alcuni pezzi del variatore, lo specchietto retrovisore sinistro e lo scarico Yasuni, con una nuova marmitta serie Z.
Mi concedo una pausa di un’ora per pranzo insieme a Luigi e poi di nuovo sotto per rimontare la bestia; proviamo ad accenderlo e la forte fumosità bianca comparsa nell’ultimo mese in Thailandia c’è ancora. Suppongo sia la pompa dell’olio ma provo comunque sostituendo l’olio sintetico Castrol con dell’altro minerale un po’ più denso.
Tra un tentativo di riparare l’irreparabile e applicata passione dei meccanici RMS, sono le 16 ed io dovevo essere già partito, con termine massimo, un’ora fa. Opto quindi per lasciare un paio di falle allo scooter in modo da aver qualcosa da fare nei prossimi giorni e lanciarmi alla folle velocità massima nel caos del hinterland milanese.
Saluto i miei angeli protettori di questo lungo viaggio per rilanciarmi sull’asfalto, quel manto nero che da troppo tempo non avevo percorso. Quella striscia scura che ovunque ti porta, fisicamente e mentalmente, perchè ovunque tu voglia andare, la mente c’è già stata prima…
Il mio obiettivo numero uno è di non entrare nella voragine di traffico dell’ora critica, tenermi a debita distanza dal capoluogo lombardo rimanendo sull’anello esterno che passa per Lodi e Crema e poi giunge nell’Emilia che dritta dritta mi porterà a Parma. Avviso già Miller che l’orario d’arrivo sarà inconveniente e, se si escludono le pause fisiologiche e benzina, corro ininterrottamente. Capita che entro a Modena centro senza volerlo e che perda del tempo per capire che sono in Italia e la segnaletica mancante ha un significato sicuro, opinabile, derogabile e variabile “vai dritto”.
Passo per la distesa verde chiamata pianura padana e all’altezza di Piacenza raggiungo il culmine della fervida fertilità del suolo, il perfetto inverso del Kazakhstan, con livelli preoccupanti di umidità nell’aria, fattore climatico che tanto poco mi era mancato.
Devo solo rigar dritto, farmi aerosol delle esalazioni provenienti dai numerosi allevamenti del luogo e riuscire a non prendere sonno.
Intanto quando sono quasi arrivato, Federico, il mio amico trevigiano che avrei dovuto incontrare domani a Bologna, per problemi logistici non c’è la farà ad arrivare quindi suppongo che dovrò stare tutta domani a Parma.
Parma non la vedo poichè mi tengo illegalmente sull’anello esterno alla città vietato ai mezzi sotto i 150cc e arrivo in direzione delle coordinate datomi da Miller. Riesco a trovare il punto di riferimento senza molta fatica e qui reincontro il ragazzone che mi ospitò già nel villaggio cambogiano di Prey Lvea. Rivederlo qui dopo tre mesi in un contesto totalmente diverso seppur con la costante scooter è un piccolo shock per entrambi. In casa ci sono le semi-addormentate Connie e Valentina che mi salutano in uno stato di dormiveglia, pertanto ritengo che i saluti ufficiali siano da rimandare a domani. Io sono letteralmente distrutto ed un sonno totale è l’unica arma per porre fine alla mia situazione di fatica.
Km. percorsi oggi: 168 Km Totale km da inizio viaggio: 22727 Km
In trepida attesa
26 Luglio 2011 – Trecate (I), Giorno 486, 9.30
Lo zaino che mi accompagna dall’inizio dell’avventura indiana è fatto: dall’alto dei suoi 25 litri racchiude tutto quel che ti può servire in 40 giorni di viaggio e molte cose che invece servirebbero un po’ meno. Tante persone rimangono stupite dalla compattezza del mio bagaglio; certo è che si può anche girare con una valigia da trenta chili così si può portare delle magliette extra da indossare una volta sudato il demonio per trasportare il bagaglio stesso. Daltronde è tutto una questione di ridurre le proprie necessità al minimo rapposto tra presentabilità e praticità.
Domani si riparte in scooter (forse, se ne avrà voglia dopo la crociera oceanica…) e dalla RMS dove Scooty è arrivato inscatolato dritto dritto dalla Thailandia cercherò di arrivare a Parma dove ho Miller che mi aspetta. Dopo avermi gentilmente ospitato in Cambogia ora mi offre domicilio provvisorio pure in suolo italiano e sono contento di rivedere lui, Connie e Valentina.
Intanto è solo attesa: domani si riparte, grande gioia. Inizia la tornata italiana in sella allo scooter, nello stesso modo in cui partii, ritorno. Perchè Scooty non poteva dare di più: ora ritorna alla sua dimensione di califfo delle strade asfaltate.
Lui, prode avventuriero di terre sconosciute.
Km. percorsi oggi: 0 Km Totale km da inizio viaggio: 22559 Km
I peggiori ladri sono quelli che conosci
25 Luglio 2011 – Trecate (I), Giorno 485, 9.30
Mi è stata confermata la consegna dello scooter quindi burocraticamente sono a posto. E se Capital Logistics ci ha messo un po’ per capire come gestire la faccenda e ci hanno messo una buona dose di disservizio, di contro, ci hanno messo pochissimo ad inviarmi la fattura di quasi 800€ per ricevere lo scooter.
Questa cifra include la tratta oceanica non pagata a Bangkok di circa 50€ a fronte di tutte gli onori versati allo stato italiano (io esco con un mezzo italiano, rientro e devo pagare i dazi…) perchè fondamentalmente i peggiori ladri sono quelli che conosci meglio…
Intanto mi dò da fare a distanza su come organizzare il rientro, questo con l’aiuto dei familiari che avranno tempo in quei giorni. Lascio la gestione della festa in mano a loro anche se mi prodigo affinchè non esagerino o vogliano fare qualcosa di troppo impegnativo: parola d’ordine sobrietà.
Penso anche al dopo del viaggio e dato che avevo promesso a mia madre di portarla da qualche parte una volta tornato, guardo quando potremmo andare a Parigi dove coglierei anche occasione di incontrare Frédéric, un mio grande amico dell’epoca di vita tedesca.
Per il resto: Novara, risaie e malaria. Not.
Km. percorsi oggi: 0 Km Totale km da inizio viaggio: 22559 Km
Pietanze etniche
24 Luglio 2011 – Trecate (I), Giorno 484, 9.30
Manco avessi la fissa, ma il fatto che è domenica e tutto sia fermo e non lavorante mi dà fastidio. Specie perchè ho il mio scooter prigioniero di qualche maledetto spedizioniere ed oggi non ho possibilità di mandare avanti le carte in alcun modo. Mi è stato promesso che la consegna avverrà entro martedì e spero vivamente questa venga mantenuta; ho appuntamente con un mio amico per giovedì dalla parti di Bologna e poi insieme trascorreremo la parentesi italiana del viaggio Dove Giungere.
Meno male che ho qui mio cugino Domenico con il quale allegramente passare il tempo: conoscendo pure la sua forte passione ciclistica lo invito a fare un salto dalle mie parti nei giorni che sarà in ferie per fare delle sgambate nelle fantastiche Dolomiti. Io in scooter, lui in bici, rigorosamente.
Così tra mezzi sonni ed inedia estiva ci lasciamo scappare il pomeriggio tenendoci ben leggeri con il cibo: alla sera ci organizziamo con degli amici di mio cugino di andare in “visita” ad un ristorante-pub dalle parti di Novara. Ricordo di esserci andato nel 2007 e non essere riuscito a finire il megaburger da 800g, che peraltro aveva un sapore a differenza del cartone macdonaldiano. Prendiamo insieme una grigliata mista da 1 kg, una cosa da far schifo anche ad un leone che comprende le bistecche dei seguenti animali: vacca irlandese, canguro, cavallo e bisonte.
La servono su piastra calda quindi intelligentemente le ordiniamo medie e lasciamo alla fine il bisonte che è il taglio più spesso. Sono carni buone e cucinate alla perfezione tanto che mangiarle è una vera esperienza, una immersione di bovino che annienta la dieta di carne di vacca tenuta in India.
Una goduria immensa tradita in parte dalla decisione errata di prendere patatine fritte che forse non sono proprio indicate per facilitare la digestione.
Km. percorsi oggi: 0 Km Totale km da inizio viaggio: 22559 Km
Cara India
23 Luglio 2011 – Trecate (I), Giorno 483, 9.00
Questo inizio d’Italia è molto lento, tra visite ai parenti piemontesi e semplice vita interurbana.
Avevo tante persone da chiamare ed ora mi trovo che non ne ho reale voglia. Per la serie, la distanza amplifica le sensazioni, e si arriva a sentire la mancanza di tutto il consueto, tutto anche di coloro che quando sono vicini s’ignora.
Lascio in ritardo la mia lettera di saluti all’India:
“Cara India,
che shock sei stata! I primi giorni mi hai mandato vicino alla depressione: volevo una vacanza e mi sono ritrovato nel diluvio monsonico, zuppo nei fiumi che scorrevano nelle strade di Calcutta trascinando con se merda, sporco e acqua. Volevo solo divertirmi… Poi lentamente ho iniziato a scoprirti e inversamente i batteri scoprivano me, avendola vinta.
Due settimane a ritmo dimezzato sono stancanti.
Due settimane a ritmo dimezzato mi penalizzavano.
Due settimane a ritmo dimezzato sono troppe!
Infatti se ho sempre basato i miei giudizi sugli altri paesi partendo dal calore del popolo che li abitava, ma su di te, non c’è la faccio. Penso a Sir, a Soumendu, a Moeen e alla loro gentilezza e insieme si catapultano dentro immagini dello sporco imperante, delle piastrelle dei vari bagni che ho assiduamente frequentato e…il ricordo è compromesso.
Daltronde la vera esperienza indiana include le peripezie di stomaco, queste sono immancabili; l’esperienza include anche il riflettere sulle cose che ci governano la vita. Qui si vive, senza un tetto, a volte senza mangiare, ma si vive. La povertà talvolta è estrema e ti ricorda della fortuna che hai avuto nel nascere nel posto giusto, e questo non è un proprio merito. Ti fa riflettere se prendere un risciò a pedali sia più utile perchè gli si da dei soldi o se più dannoso, facendosi trasportate a mo’ di carrozza da un altro essere umano. Ti fa riflettere perchè persone poveri lavorino mentre altre facciano i mendicanti. Ti fa pensare di come le persone di diversa fede qui riescano a convivere pacificamente, tra figure di Ganesh, minareti e campanili.
Nel tuo territorio, ovunque ci si trovi c’è calore, ci sono odori, ci sono colori, c’è sporcizia: tu sei un caleidoscopio con queste costanti, il resto lo si trova secondo iniziativa. E se da un lato sono molto curioso di vedere cosa ci sia nella parte di te che non ho visto e sono notevolmente attratto dal Rajastan e dal Kashmir, l’estrema difficoltà con il quale ti sei presentata fa si che la mia curiosià sia sull’alt. Tu che hai vissuto trecento anni sotto la dominazione straniera, sei forse lo stato più autentuicamente diverso conun carattere radicato che venne solo scalfito in superficie dalle forze coloniali.
Interamente una sorpresa, integralmente vera.
Ricordo Calcutta sotto cinquanta centimetri d’acqua ed io vogare tra i fiumi urbani.
Ricordo la verve, il carisma e la gentilezza estrema di Sir e la possibilità che mi ha dato di riflettere su molte cose.
Ricordo l’incapacità di sopperire al malanno fisico: altro che la pericolosità delle persone, i versi problemi ci sono quando la salute manca.
Ricordo la maglia piena di buchi del ragazzo che mi trainava sullo risciò a pedali a Puri.
Ricordo le vacche governare le strade con i loro corni variopinti.
Ricordo il trauma con il cibo indiano: piccante alla morte o dolce.
Ma soprattutto ricordo l’incredibile disponibilità del tuo popolo ad aiutarmi, consigliarmi e farmi sentire accettato.
Ciao”
Km. percorsi oggi: 0 Km Totale km da inizio viaggio: 22559 Km




